Ora, se tutte insieme queste prospere congiunture non bastano a
persuadere agl'Italiani del mezzogiorno una generale sollevazione
per redimersi in libertà, forza è concludere, o che quivi le opinioni
liberali procedano ancora assai lente, e dimorino in soli quegli ordini
del consorzio civile che quanto abbondano di agi e di buona istruzione,
altrettanto si peritano di affrontare pericoli estremi; ovvero che
la memoria delle passate sventure tenga tutti gli animi impauriti ed
incerti. Nell'un caso e nell'altro noi affermiamo che il sano partito
a cui debbonsi oggi appigliare ostinatamente e con fede i generosi e
i dabbene, si è di darsi ciascuno a rialzare intorno di sè gli spiriti
soverchiamente abbattuti, e a stenebrare le menti del popolo con lunga
e paziente opera. Questo, diciamo, è da farsi con gran pertinacia, con
gran solerzia, con grandissima alacrità; e non commettere la scempiezza
e la codardia insieme o di aspettare oziando e bamboleggiando che i
Francesi scendano giù dalle Alpi per rompere le nostre catene, o che la
fortuna intessa con le sue mani e componga noi non sappiamo bene che
sorta di avvenimenti straordinarj, onde un bel giorno ci ritroviamo,
quasi per atto di negromanzia, divenuti liberi ed indipendenti.
Noi sentiamo rispondere da parecchi, che per verità ei non aspettano nè
l'uno nè l'altro di tali prodigi, ma sì spiano quel momento desiderato
in cui le forze tedesche occupate e distratte fuori d'Italia non
potranno resistere se non debolmente assai alla rivoluzione italiana.
Contro a siffatto ragionamento noi obbiettiamo, che visti e considerati
per bene i casi politici odierni, e raffrontate insieme le condizioni
diverse degli Stati d'Europa, niun avvenimento sappiam noi prevedere
di quella natura e di quella efficacia che si spera e attende da
cotestoro. A simile giudicio noi siamo indotti malgrado nostro dalla
virtù prepotente della verità, e non badando ch'ei possa riuscire amaro
a moltissimi: imperocchè la salute d'Italia non pensiamo che sia per
sorgere mai dalle lusinghe e dai sogni del corrivo desiderio e della
troppo accesa immaginazione.