Nell'_Avvocato Malpieri_ non è un politicante che critica, è un
psicologico, un filosofo che giudica, che non condanna od applaude alle
azioni per sè stesse, ma ne ricerca l'intime cause e colla analisi
morale giunge perfino a spiegare la vigliaccheria e a farla compatire,
mentre fa biasimare quel coraggio che desta l'ammirazione del volgo.
(Dalla _Cronaca Rossa_).
In tutto e per tutto, anche quest'ultimo romanzo di BRUNO SPERANI è
tolto dalla vita contemporanea. L'azione s'agita intorno ad un
giornalista di parte radicale, transfuga fra i conservatori, per sete di
vivere largamente, per ambizione, per disgusto della democrazia
retorica. Si illude che la felicità consista nei godimenti della vita
materiale e nel vendicarsi dell'amore respinto e del rivale fortunato.
Sfida cinicamente gli ex correligionari politici, che coprono di fango
il suo disonore. Diviene passo a passo un mercenario della penna e
finisce col vergognarsi della propria infamia, confrontando la
prostituzione dell'opera sua alla fierezza della donna amata, che col
lavoro libero aveva redenta la propria coscienza. La psicologia di
questi due esseri e le tempeste nel loro cranio fanno dell'_Avvocato
Malpieri_ un'opera di valore eccezionale.
(Dal _Sole_). F. CAMERONI.
«La mancanza di generosità e di ideale distrugge la vita di certi esseri
come la mancanza di cibo, o la rende intollerabile, come la mancanza
d'amore...»
È questo il concetto del romanzo di BRUNO SPERANI. Malgrado l'apparente
scetticismo, l'autrice ha un alto ideale di nobiltà, di libertà, di
giustizia, che nelle ultime pagine del libro ottiene la sua rivincita e
consola delle miserie, delle doppiezze, delle vergogne rappresentate
nelle parti precedenti.
Come metodo d'arte, la scrittrice si serve di preferenza dell'analisi e
della narrazione; se questa riesce necessariamente poco animata, l'altra
è molto penetrante; quantunque, in qualche punto, non vada esente da
artificiosità.
Le figure che spiccano al primo piano, in piena luce, sono quelle
dell'avvocato Malpieri e della Giuseppina; le altre sono tutte
episodiche, ma non per questo meno efficacemente ritratte. L'ambiente
giornalistico, i maneggi politici, la vita pubblica d'un grande centro
sono riprodotte dal vero con grande maestria.
Tutto sommato, tenendo nel dovuto conto certe ineguaglianze di stile e
di condotta, e il convenzionalismo di qualche passaggio, il romanzo di
Bruno Sperani ha un valore notevole, si legge con piacere e fa pensare.
Scritto in francese, a quest'ora conterebbe una mezza dozzina di
edizioni e sarebbe riprodotto nelle appendici di tre o quattro
giornali[1].