Leggendo un romanzo di Zola, potete chiedervi quanto l'autore, per
iscrivere quel libro, ha veduto, ha notato, ha coordinato, ha riassunto.
Nel romanzo della Sperani vi chiedete quanto, per farlo, le è bisognato
della sua propria vita, quante lagrime, quanti sconforti, quante amare
voluttà le è costato.
(_La Cronaca Rossa_). FILIPPO TURATI.
La signora Speraz che si nasconde sotto lo pseudonimo, bene ormai noto,
di BRUNO SPERANI, ha contrapposto in questo suo nuovo romanzo la
idealità della vita alla realtà; come indica il titolo.
Che tutto il romanzo sia condotto con pari felicità, non oserei
affermare; certo è che vi si leggono pagine molto buone, che
l'intendimento ne è sano ed alto, che vi sono figure ben tratteggiate,
come quella della moglie del pittore, Filomena, che vive modello di
virtù e di rassegnazione tutta dedita alle cure della famiglia. Anche
merita lode la egregia autrice per avere osato condurre il romanzo in
uno svolgimento ampio e pur logico di casi onde l'animo del Superti,
dall'amore per la Mariuccia a quello non meno infelice per l'Eugenia, si
mostra intero al lettore: e per la fine non volgare con cui ha chiuso
tale svolgimento.
(Dalla _Nuova Antologia_).
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Io vorrei che questo lavoro della gentile autrice si leggesse assai;
troppo frequente è nella vita la lotta dei _Numeri_ coi _Sogni_ perchè
non riesca utile lo studiare a quali risultati essa può condurre. Se è
vero che la letteratura deve pur servire a qualcosa nell'educazione
morale e intellettuale d'un popolo, io credo che quando questi romanzi
avranno più lettori delle appendici quotidiane dei nostri giornali, si
potrà dire con un arguto scrittore contemporaneo che «il termometro
della coltura generale avrà lasciato le temperature invernali per salire
ai gradi più alti della primavera e poi di quella di estate che matura i
frutti.»
(Dalla _Letteratura_ di Torino). VALABREGA.
BRUNO SPERANI è un'osservatrice e una pensatrice--qualità e pregio raro
quest'ultimo, in mezzo a tante scrittrici e scrittori, che sono mere
macchine fotografiche, più o meno esatte, più o meno perfette, ma senza
coscienza cerebrale. Nei lavori della Speraz vi è sempre, non una tesi,
ma un _concetto_, ch'è rilevato dal punto di veduta in cui si pone la
scrittrice, dalle cose che scorge, da quelle che sottrae, dalle ombre e
dai lumi; insomma, non da quello che essa dice--intromettendosi non
richiesta nell'azione--ma da quello che mostra, e sa vedere, dell'azione
stessa. Così l'obbiettività non è mai violata, ma la produzione
artistica non è più un lavoro _fotografico_, è un _quadro_: non ci dà
una parte fortuita e inanimata, slegata, del vero--ma la riproduzione
del vero in un _disegno organico_ che lo riattiva e lo anima; così, e
non altrimenti, intendiamo noi l'opera d'arte; così, e non altrimenti,
noi abbiamo sempre inteso il realismo.
(Da _Cuore e Critica_). A. GHISLERI.
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Queste 619 pagine, che io dichiaro d'aver lette senza interruzione,
portano l'impronta di una lunga, paziente ricerca nella vita dell'arte,
e d'un delicato gentile amoroso sentimento della vita comune. Qua e là,
quando questo romanzo si alza fino alla speculazione filosofica della
vita, e vi tace l'idilio, e la passione vi è temperata dal ragionamento,
e l'ala del destino vi batte robusta, nessun sospetto vi prende che
l'opera della donna vi sia abilmente celata: ma in molte parti essa si
rivela, in più di un contrasto si afferma; in qualche figura rimane e
risplende. Qui sta la doppia vittoria che la signora Bice Speraz riporta
con questo frutto dell'esperienza sua di donna e di artista.
(Dal _Diritto_). O. GRANDI.
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Cercai già di mettere in evidenza l'eccezionale importanza di _Numeri e
Sogni_ di BRUNO SPERANI, come fisiologia della vita dei nostri giorni
fra i pittori Lombardi e come studio sociale contro le menzogne ed i
pregiudizi, tuttora dominanti nelle famiglie borghesi. La lettura degli
ultimi suoi capitoli mi ha rivelato un profondo sentimento di
tolleranza, anzi di pietà, verso le debolezze, le contraddizioni, le
colpe umane. Bisognerebbe esser miopi d'intelligenza, o senza cuore per
non comprendere la confortante conclusione di _Numeri e Sogni_. Con essa
si eleva la Sperani ai vasti e generosi ideali altruistici del Tolstoï.
Aiutare i sofferenti e perdonare gli errori di quelli, che
inconsciamente fanno soffrire.
(Dal _Sole_). CAMERONI.
_Numeri e Sogni_--un romanzo senza alcun dubbio vigoroso ed audace; e,
nella terza parte specialmente, virilmente efficace.
(Dalla _Gazzetta Letteraria_ di Torino). DEPANIS.
Se esaminiamo la produzione letteraria italiana di quest'anno, dovremo
ad ogni costo riconoscere che i due migliori romanzi sono di due donne,
sono cioè: _Teresa_ di Neera e _Numeri e Sogni_ della Sperani.
(Dal _Piccolo di Napoli_). VITTORIO PICA.
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Invece d'inforcare le lenti dell'anatomico e stancare la nostra pazienza
a furia di verbali l'autrice stimò meglio cogliere il lato
caratteristico dei fatti umani, lasciando che questi parlassero da soli.
In luogo di seguire le orme de' pseudo-naturalisti francesi, preferì
attenersi al metodo de' _grands maîtres_ del romanzo russo e inglese,
che consiste appunto nel cercare e ottenere grandi effetti con la
massima sobrietà di mezzi.
Questa tendenza che io aveva già notata in _Nell'Ingranaggio_, spicca
ancor più chiara nell'ultimo romanzo della scrittrice dalmata.
Tutto sommato un libro vigoroso, attraente, e, fra le odierne produzioni
del genere, senza dubbio un libro _hors ligne_.
(Dall'_Indipendente_ di Trieste). MARCO ZAR.
L'Avvocato Malpieri, 1888.
In tutto il romanzo di questo spostato Malpieri, il tipo è sviscerato
con molto acume e vigore. Una tinta bigia di amarezza predomina in tutto
il libro e da essa, a stento, si salva qualche tipo gaio, come quel
povero bambino di Amilcare. L'impressione generale è profonda e ci fa
sempre più convincere che la Sperani à una forza ed un'audacia nella
concezione artistica e nello svolgimento del suo concetto che pochi
scrittori posseggono. Io per parte mia, auguro alla nostra letteratura
molti romanzi così fortemente pensati e trattati come questo _Avvocato
Malpieri_ della valorosa signora Sperani.