_La casa di Cromvello._
Difatti era Mordaunt quello che d’Artagnan aveva seguitato senza
riconoscerlo.
Entrato nella casa si era tolta la maschera e staccata la barba
grigia postasi onde meglio cambiarsi, aveva salito la scala, aperto un
usciale, ed in una camera rischiarata da una lampada e parata di colore
molto oscuro, erasi trovato in faccia ad un uomo che scriveva seduto
davanti al tavolino.
Era questi Cromvello.
Cromvello aveva in Londra, come è noto, due o tre di quei ricoveri, che
non si sapevano tampoco da’ suoi amici, e di cui affidava il segreto
soltanto ai più intimi: e fra questi, noi ce ne rammentiamo, poteva
essere annoverato Mordaunt.
Quando esso entrò, Cromvello alzò il capo.
«Siete voi, Mordaunt? gli disse, siete venuto assai tardi.
«Generale, rispose il giovane, ho voluto veder la cerimonia sino alla
fine, e mi ha preso tempo.
«Ah! fece Cromvello, non vi credevo per solito tanto curioso.
«Sono sempre curioso di contemplare la caduta di un nemico di Vostro
Onore, e quello non era fra i minimi. Ma voi, generale, non eravate a
White-Hall?
«No» disse Cromvello.
E vi fu un momento di silenzio.
«Avete avuti dei dettagli? domandò Mordaunt.
«Nessuno. Sono qui da stamane: sapevo unicamente che v’era un complotto
per salvare il re.
«Ah! lo sapevate?
«Poco importa: quattro uomini travestiti da operaj dovevano trarre di
prigione il re e condurlo a Greenwich, dove lo attendeva una barca.
«E istrutto di tutto questo, Vostro Onore se ne stava qui, distante
dalla Città-Vecchia, quieto ed inoperoso?
«Quieto sì, disse Cromvello, ma chi vi dice inoperoso?
«Per altro, se riusciva la trama?
«Lo avrei bramato.
«Io pensava che Vostro Onore considerasse la morte di Carlo I come una
disgrazia necessaria al bene dell’Inghilterra.
«E tale è sempre la mia opinione; ma purchè morisse, non era d’uopo
d’altro; e forse sarebbe stato meglio che ciò non avvenisse sul
patibolo.
«Perchè mai?»
Cromvello sorrise.
«Perdonatemi, generale, vi è però noto che io sono apprendista
politico, e desidero in ogni circostanza approfittarmi delle lezioni
che si compiace darmi il mio maestro.
«Perchè si sarebbe detto ch’io lo avevo fatto condannare per giustizia
e lasciato fuggire per misericordia.
«Ma se fuggiva realmente?
«Impossibile.
«Impossibile?
«Erano prese le mie precauzioni.
«E Vostro Onore conosce i quattro che avevano intrapreso di salvare il
re?
«Sono Francesi: due mandati da Enrichetta a suo marito, e due da
Mazzarino a me.
«E credete, signore, che Mazzarino li abbia incaricati di far ciò che
hanno fatto?
«Può darsi, ma ora li biasimerà.
«Lo pensate?
«Ne son certo.
«Perchè?
«Perchè non hanno avuto buon esito.
«Vostro Onore mi aveva donati due di quei Francesi quando non erano
colpevoli se non di essersi armati a favore di Carlo I; adesso che sono
rei di complotto contro l’Inghilterra, vuol darmeli tutti quattro?
«Prendeteli» disse Cromvello.
Mordaunt s’inchinò con un sorriso di ferocia trionfante.
«Ma, soggiunse Oliviero, scorgendo che quegli si accingeva a
ringraziarlo, torniamo di grazia a quell’infelice Carlo. Fra il popolo
vi sono state delle grida?
«Poche, se non se: _evviva Cromvello!_
«Voi, dove eravate?»
Mordaunt guardò un momento il generale, per discernere da’ suoi occhi
se gli faceva una domanda inutile e sapeva già tutto.
Ma lo sguardo acuto di Mordaunt non potè penetrare nelle oscure
profondità di quello di Cromvello.
«Io era situato in maniera da vedere e udir tutto», rispose.
Allora toccò a Cromvello di fissar ben bene Mordaunt, ed a questo toccò
di rendersi impenetrabile. Dopo pochi minuti secondi di esame girò in
là il ciglio con indifferenza.
«Pare, soggiunse Oliviero, che il carnefice capitato d’improvviso abbia
fatto benone l’obbligo suo; almeno, da quanto mi fu riferito, il colpo
è stato vibrato con mano maestra».
Mordaunt si ricordò come Cromvello gli aveva detto non averne avuto
verun dettaglio, e quindi fu convinto che il generale fosse stato
presente all’esecuzione, benchè nascosto dietro ad una cortina o a
qualche persiana.
«Realmente, replicò Mordaunt con voce quieta e faccia impassibile, è
bastato un sol colpo.
«Sarà stato forse, osservò Cromvello, un uomo del mestiere.
«Credete così, signore?
«E perchè no?
«Non aveva però la cera di un boja.
«E chi altro che un boja, disse Cromvello, avrebbe voluto esercitare sì
orribili funzioni?
«Eh! fece Mordaunt, chi sa? un nemico particolare del re Carlo
che avesse fatto voto di vendetta e compiuto il suo voto; forse un
gentiluomo che avesse motivi d’odiare il re decaduto, e sapendo ch’esso
era per fuggire, e per sottrarglisi, si sia impiantato a lui dinanzi,
mascherato il viso ed in pugno la scure, non più come ajuto del
carnefice, ma qual mandatario della fatalità.
«Può essere, disse Cromvello.
«E se così fosse, Vostro Onore biasimerebbe la sua azione?
«A me non si spetta a giudicarlo: è un affare tra Dio e quel tale.
«Ma se Vostro Onore conoscesse il gentiluomo?
«Non lo conosco, signor mio, ribattè Cromvello, nè voglio conoscerlo.
Che importa a me che sia uno o l’altro? Dacchè Carlo era condannato,
non è un uomo che gli ha troncata la testa, è la mannaja.
«Eppure, aggiunse Mordaunt, senza colui, il re era salvo».
Cromvello sorrise.
«Ma di certo! voi stesso lo diceste, lo portavano via.
«Lo portavano sino a Greenwich. Là s’imbarcava sopra una filuca
co’ suoi quattro liberatori. Sulla filuca però erano quattro uomini
miei, e quattro botti di polvere della nazione. In mare i miei uomini
scendevano nella lancia.... e voi, Mordaunt, siete già troppo abile
politico perchè io vi spieghi il resto.
«Sì, in mare saltavano tutti per aria.
«Precisamente. L’esplosione operava ciò che non aveva voluto operare
la mannaja. Il re Carlo spariva annientato. Si diceva che sottratto
all’umana giustizia, la celeste vendetta lo aveva inseguito e
raggiunto: noi eravamo soltanto suoi giudici, Dio solo aveva voluta
la sua morte. Ecco quanto mi ha fatto perdere il vostro immascherato.
Vedete dunque che avevo ragione quando bramavo non conoscerlo; mentre,
davvero, ad onta delle sue eccellenti intenzioni, non potrei essergli
grato di ciò che ei fece.
«Signore, replicò Mordaunt, al solito io m’inchino e mi umilio a voi
dinanzi; voi siete un pensatore profondo, e (continuò) era sublime la
vostra idea della barca incendiata.
«Assurda, replicò Cromvello, assurda, poichè è diventata inutile.
In politica non v’è altra idea sublime fuor di quella che porta al
risultato; quelle che non l’ottengono sono stolide ed aride. Questa
sera dunque andrete a Greenwich (seguitava Oliviero alzandosi)
domanderete del padrone del _Lampo_, gli mostrerete un fazzoletto
bianco con un nodo a ciascuna delle quattro cocche: tale è il segno
convenuto; direte alla gente di riprender terra, e farete riportare la
polvere all’arsenale, ammenochè....
«Ammenochè.... ripetè il giovane a cui brillava il volto di allegrezza
selvaggia mentre parlava il generale.
«Ammenochè la filuca nello stato in cui è, non possa servire ai vostri
particolari progetti.
«Ah, milord, milord! Iddio facendovi suo eletto, vi diede anco il suo
sguardo a cui nulla può sfuggir mai!
«Mi pare che mi chiamiate milord! fece ridendo Cromvello. Va bene
perchè siamo qui fra noi, ma converrebbe badare che non vi scappasse
una parola simile davanti agli imbecilli nostri puritani.
«E non sarà Vostro Onore chiamato così fra poco?
«Almeno lo spero, ma non è ancora tempo».
Cromvello si levò e prese il ferrajuolo.
«Partite, mio signore? domandò Mordaunt.
«Sì; ho dormito qui jeri l’altro e jeri, e sapete che non è mio costume
dormire tre volte nello stesso letto.
«Dunque, Vostro Onore, mi concede piena libertà per tutta la nottata?
«Ed anche per la giornata di domani, se occorre. Da jeri sera
(aggiungeva Cromvello sogghignando) faceste abbastanza pel mio
servizio, e se avete qualche affare vostro proprio da regolare è giusto
che io vi dia il tempo a ciò opportuno.
«Grazie, signore, e mi lusingo che sarà bene impiegato».
Cromvello fece a Mordaunt un cenno col capo; indi volgendosi gli
domandò:
«Siete armato?
«Ho la mia spada.
«E nessuno che vi attenda alla porta?
«Nessuno.
«Allora dovreste venir meco, signor Mordaunt.
«Grazie, signore: il giro che vi convien fare passando dal sotterraneo
mi toglierebbe tempo, e da quanto mi avete detto ne ho perduto digià
troppo. Uscirò dall’altra porta.
«Andate» disse Cromvello.
E posando la mano sopra un bottoncino celato, fece aprire un usciale
sì ben nascosto dal parato ch’era impossibile all’occhio più pratico il
riconoscerlo.
E questo mosso da una molla di acciajo, si chiuse dietro di lui.
Era uno di quegli sbocchi segreti che l’istoria ci riferisce
esistessero in tutte le case misteriose dove abitava Cromvello.
Passava sotto una strada che andava a dare in fondo ad una grotta, nel
giardino di un’altra casa situata distante cento passi da quella onde
si era partito il futuro protettore.
Da ciò si spiega come Grimaud non aveva potuto vedere escire alcuno, e
come nulladimeno fosse escito Cromvello.
Durante codesta ultima parte della scena, dall’apertura che lasciava un
lembo della cortina mal tirata Grimaud aveva distinti i due uomini, e
successivamente ravvisati Cromvello e Mordaunt.
Noi già sappiamo l’effetto che produsse questa nuova sui quattro amici.
Fu il primo d’Artagnan a riacquistare per intiero le sue facoltà
intellettuali.
«Mordaunt! esclamò, ah, Iddio ce lo manda!
«Sì, disse Porthos, si sfondi la porta, ed avventiamoci addosso a lui.
«Anzi, non isfondiamo, non facciamo chiasso. Il rumore richiama gente,
giacchè se egli è, conforme asserisce Grimaud, col suo degno padrone,
deve essere nascosto a qualche cinquantina di passi qua lontano un
corpo di guardia di _coste di ferro_. Olà Grimaud! venite qui, e
procurate star ritto sulle gambe».
Grimaud si avvicinò. Col sentimento gli era tornato il furore, ma stava
saldo.
«Bene, fece d’Artagnan, adesso salite di nuovo a quel balcone, e diteci
se il Mordaunt è tuttora in compagnia, se si dispone ad andarsene o a
coricarsi; s’è in compagnia, attenderemo che sia solo; se va fuori, lo
prenderemo all’uscire; se si trattiene, romperemo la finestra. È sempre
meno difficile e rumoroso che una porta».
Grimaud cominciò ad arrampicarsi cheto cheto.
«Athos ed Aramis, custodite l’altro sbocco; Porthos ed io restiamo qua».