LX.

_Oliviero Cromvello._

«Venite voi dal generale? disse Mordaunt a d’Artagnan e Porthos; sapete

che vi ha fatti chiamare per dopo l’azione.

«Prima di tutto andiamo a porre in luogo sicuro i nostri prigionieri,

rispose d’Artagnan; sapete, signor mio, che quei gentiluomini vagliono

mille cinquecento doppie ciascuno!

«Oh! non dubitate, replicò Mordaunt guardandoli con certi occhi di

cui invano tentava nascondere la ferocia, i miei uomini a cavallo li

custodiranno, e anche bene, ve lo garantisco!

«Io li custodirò anco meglio, ribattè il tenente dei moschettieri;

e poi, che ci bisogna? una buona stanza con delle sentinelle, o

la semplice loro parola che non cercheranno di fuggire. Io vado a

provvedere a tutto questo, dopo di che avremo l’onore di presentarci

dal generale e chiedergli i suoi comandi per Sua Eccellenza.

«Vi proponete dunque di partir presto?

«Il nostro incarico è terminato, e non altro ci ritiene in Inghilterra,

che la volontà del grand’uomo presso il quale fummo inviati».

Il giovanotto si morse le labbra, si chinò all’orecchio al sergente, e

gli disse:

«Seguiterete questi uomini, non li perderete di vista, e quando saprete

ove siano alloggiati tornerete ad attendermi alla porta di città».

Il sergente accennò che obbedirebbe.

Allora Mordaunt, invece di andar dietro ai prigionieri che venivano

ricondotti in città, si incamminò verso la collina da cui Cromvello

aveva osservata la battaglia, e dove aveva fatto erigere una tenda.

Cromvello aveva proibito che si lasciasse penetrare alcuno presso

di lui: ma la sentinella conoscendo Mordaunt per uno dei più intimi

confidenti del generale, pensò che il divieto non lo risguardasse.

Sicchè Mordaunt schiuse un poco la tela, e vide Cromvello seduto

davanti a un tavolino, con la testa nascosta fra le mani, e che a lui

volgeva le spalle.

E questi, o udisse o no il rumore da lui fatto nell’entrare, non si

girò nemmeno.

Il giovane rimase in piedi accanto all’uscio.

Dopo un momento Cromvello alzò la fronte, e come avesse sentito per

istinto che ivi fosse qualcuno, volse il capo lentamente.

«Avevo detto che volevo esser solo! esclamò.

«Non si è creduto che la proibizione concernesse me; disse Mordaunt,

non ostante, se l’ordinate, sono pronto a ritirarmi.

«Ah! siete voi, Mordaunt! e il generale diradava come per la forza

della sua volontà il velo che gli ricuopriva le pupille; poichè siete

qui, va bene, trattenetevi.

«Vi porto le mie congratulazioni.

«Congratulazioni! e di che?

«Della presa di Carlo Stuart. Ormai voi siete padrone dell’Inghilterra.

«Lo ero anche meglio due ore addietro.

«Come mai, generale?

«L’Inghilterra aveva d’uopo di me per prendere il tiranno: adesso il

tiranno è preso. Lo avete veduto?

«Sì signore.

«Qual è la sua attitudine?»

Mordaunt esitò, ma parve che la verità gli uscisse per forza dal labbro.

«Quieta e decorosa, ei rispose.

«Che ha egli detto?

«Poche parole d’addio a’ suoi amici.

«A’ suoi amici! borbottò Cromvello, dunque ha degli amici!»

E indi più forte:

«Si è difeso?

«No, è stato abbandonato da tutti, eccetto da tre o quattro uomini;

sicchè non v’era modo di difendersi.

«A chi ha consegnata la sua spade?

«Non l’ha consegnata, l’ha rotta.

«Ha fatto bene; ma invece di spezzarla, avrebbe operato meglio

servendosene più utilmente».

Vi fu breve silenzio. Poscia Cromvello, osservando fisso Mordaunt,

domandò:

«Se non isbaglio, il colonnello del reggimento che faceva scorta al re

Carlo è stato ucciso?

«Sì signore.

«Da chi?

«Da me.

«Come si chiamava?

«Lord Winter.

«Vostro zio! gridò Cromvello.

«Mio zio? i traditori all’Inghilterra non sono di mia famiglia».

Cromvello stette alquanto pensieroso considerando il giovanetto; e poi

colla profonda malinconia che tanto bene è dipinta da Shakspeare, gli

disse:

«Mordaunt, voi siete un terribile servo!

«Quando il Signore ordina, l’altro rispose, non si sta titubanti.

Abramo alzò il coltello sopra ad Isacco, eppur questi era suo figlio.

«Sì, ma il Signore non lasciò che si compiesse il sagrifizio.

«Io mi guardai intorno, e non vidi tra i cespugli della pianura verun

capro che fosse fermo, replicò Mordaunt.

«Siete forte tra i forti, soggiunse Cromvello. E i Francesi, come si

sono contenuti?

«Da gente di gran cuore.

«Sì sì, mormorò Cromvello, i Francesi si battono; e di fatto, se il mio

cannocchiale è buono, mi pare di averli visti alla prima fila.

«V’erano realmente.

«Ma dopo di voi.

«Per colpa dei lor cavalli, e non di loro».

Vi fu una nuova pausa.

«E gli Scozzesi? chiese il generale.

«Hanno mantenuta la parola, e non si sono mossi.

«Sciagurati!

«Signore, i loro ufficiali domandano di vedervi.

«Non ho tempo. Sono stati pagati?

«Questa notte.

«Dunque partano, ritornino nei loro monti, celino colà la loro

vergogna, se i monti sono per ciò atti abbastanza; io non ho più che

fare con essi, nè essi con me. Andate, Mordaunt.

«Innanzi di andarmene, signore, ho da farvi qualche interrogazione....

ed anche una richiesta, mio padrone.

«A me?»

Mordaunt s’inchinò:

«Vengo da voi, mio eroe, mio protettore, mio padre, e vi dico: Padrone,

siete contento di me?»

Cromvello guatò fisso Mordaunt.

Questi restò impassibile.

«Sì, dacchè vi conosco, faceste non solo il vostro dovere, ma anche di

più: foste amico fedele, accorto negoziatore e buon soldato.

«Vi sovviene, mio signore, ch’io fui il primo ad aver l’idea di

trattare cogli Scozzesi per la consegna del loro re?

«Sì, fu vostro il pensiero: io non portava ancora sino a tal punto il

disprezzo degli uomini.

«Fui buon ambasciadore in Francia?

«Sì, ed otteneste da Mazzarino ciò ch’io bramava.

«Combattei sempre con calore per la vostra gloria ed i vostri interessi?

«Forse con troppo calore, e di questo appunto io poc’anzi vi faceva

rimprovero. Ma a che volete arrivare con tante interrogazioni?

«Milord, a dirvi ch’è giunto il momento in cui potete con una sola

parola ricompensare tutti i miei servigi.

«Ah! fece Oliviero con un piccol moto di sdegno, è vero; dimenticavo

che ogni servigio merita premio, che voi mi serviste nè ancor foste

premiato.

«Posso esserlo adesso, subito, ed oltre ad ogni mio desiderio.

«E come?

«Ho vicino alla mano il premio, quasi lo tocco.

«E qual è? vi è stato offerto dell’oro? bramate un grado? bramate un

governo?

«Signore, mi accorderete la mia domanda?

«Sentiamo prima qual è.

«Quando mi diceste: Eseguirete un mio ordine, vi risposi io mai:

sentiamo l’ordine?

«Ma se il vostro desiderio fosse impossibile a realizzarsi?

«Quando aveste un desiderio e m’incaricaste di compierlo, vi risposi

mai: è impossibile?

«Però una richiesta preparata con tanto esordio....

«State pur quieto, signore! disse Mordaunt con un’espressione truce,

non vi rovinerà.

«Ebbene, vi prometto di aderire alla vostra domanda per quanto sia in

mia facoltà; esponetela.

«Questa mane furono fatti due prigionieri: questi io vi chieggo.

«Dunque hanno offerto un riscatto considerevole?

«Al contrario, li credo poveri.

«Ma allora, sono vostri amici?

«Sì, signore! esclamò Mordaunt, amici miei, carissimi amici, e darei

per la lor vita la mia.

«Bene! disse Cromvello riprendendo con qualche gioja migliore opinione

del giovanetto, io le li dono; neppur voglio sapere chi siano, fanne

quel che a te piace.

«Oh grazie! grazie! da ora innanzi la mia vita è vostra, e anche

perdendola, vi sarò sempre debitore; grazie, voi date un premio

magnifico alla mia servitù».

Mordaunt si gettò ai ginocchi di Cromvello, e ad onta di ogni sforzo

del generale puritano, il quale non voleva o fingeva non volere,

lasciarsi rendere quell’omaggio quasi regale, gli prese la destra e la

baciò.

«Come! disse Cromvello fermandolo mentre egli si alzava, non altra

ricompensa! non oro! non gradi!

«Milord, voi mi deste quanto potevate darmi, ed io da questo giorno, vi

sciolgo da ogni debito».

E Mordaunt balzò fuori dalla tenda con un giubilo che gli straboccava

dal cuore e gli brillava nelle pupille.

Il generale lo seguitò con gli occhi.

«Ha ucciso suo zio! balbettò, ahimè! che servi sono i miei! Forse

questo che nulla reclama, o nulla par che reclami, ha domandato di più

dinanzi a Dio che quelli che verranno a chieder l’oro delle provincie

e il pane degl’infelici; nessuno mi serve per niente. Carlo ch’è mio

prigioniero, ha forse ancora degli amici, ed io non ne ho!»

E sospirando tornò nelle meditazioni che aveva sospese l’arrivo di

Mordaunt.

Venti anni dopo · 第 83 / 130 题