«Cerca dove sia Strafford! urlò la voce stridula di Mordaunt».
Il re palpitò, il demone avea colpito nel segno: Strafford era il suo
rimorso eterno, l’ombra dei giorni suoi, lo spettro delle sue notti.
Si guardò vicino, vide a’ suoi piedi un cadavere.
Il cadavere di di Winter.
Non diede un grido, non versò una lacrima; soltanto gli si cosparse
sulla guancia un pallore più livido, pose in terra un ginocchio,
sollevò la testa di di Winter e lo baciò sulla fronte, e ripreso
il cordone dello Spirito Santo che passato gli aveva al collo,
religiosamente se lo mise sul petto.
«Dunque di Winter fu ucciso? domandò d’Artagnan affiggendo sul morto le
pupille.
«Sì, disse Athos, e dal suo nepote.
«Or via! borbottò d’Artagnan, è il primo di noi altri che se ne va,
riposi in pace, era un prode.
«Carlo Stuart, disse allora il colonnello del reggimento inglese
facendosi innanzi al re che aveva riprese le regie divise, vi rendete
voi nostro prigioniero?
«Colonnello Thomlinson, rispose Carlo, il re non si rende; l’uomo cede
alla forza, e non v’è altro.
«La vostra spada».
Il re levò fuori la spada e la ruppe sul suo ginocchio.
In quell’istante un cavallo senza cavalcante, grondante di schiuma,
l’occhio infuocato, aperte le nari, che veniva correndo, riconosciuto
il padrone, gli si fermava accanto: era Arturo.
Il re sorrise, lo accarezzò colla mano, e leggermente si pose sulla
sella.
«Animo, signori! gli disse, guidatemi dove vi aggrada.»
Ma voltosi con impeto, soggiunse:
«Eh! aspettate! mi pare di aver veduto muovere di Winter: se ancora
vive, deh! per quanto vi avete di più sacro, non abbandonate questo
nobile gentiluomo!
«Oh! non dubitate, re Carlo, fece Mordaunt, la palla ha trapassato il
cuore!
«Ahi! disse d’Artagnan ad Athos e ad Aramis, non proferite un accento,
non azzardate uno sguardo per me nè per Porthos, giacchè milady non è
morta, e vive l’anima sua nel corpo di quel demone!»
Il distaccamento si avviò alla città conducendo seco la regale
sua preda; ma a mezza strada un ajutante di campo del generale
Cromvello recò l’ordine al colonnello Thomlinson di condurre il re a
Holdenby-Castle.
Nello stesso tempo partivano corrieri per ogni parte, onde annunziare
all’Inghilterra e a tutta Europa come il re Carlo Stuart era
prigioniero del generale Oliviero Cromvello.
E gli Scozzesi stavano ad osservare, col fucile al piede, e la
_claymore_ nel fodero.