I due signori si guardarono.

«Che volete? disse d’Arminges, tale è la legge comune, ed uno non

n’è mica esente per essere stato boja. Dal momento che ho veduta la

sua piaga ne ho avuta pessima idea, e ben vi è noto ch’era uguale

l’opinione di lui, poichè chiedeva un monaco».

Alla parola di monaco Grimaud si accigliò.

«Animo, a tavola! fece d’Arminges, il quale a guisa di tutti gli uomini

dell’età sua non ammetteva la sensibilità fra due portate.

«Sì, avete ragione, rispose Raolo; orsù, Grimaud, fatti dar

l’occorrente, ordina, comanda, e dopo che ti sarai riposato

discorreremo.

«No, no, replicò Grimaud, non posso trattenermi un istante, mi conviene

ripartire per Parigi.

«Come! oh, t’inganni.... è Olivain che parte, tu resterai qui.

«Anzi Olivain resta ed io vado. Sono venuto espressamente per

avvisarvelo.

«E perchè tal cambiamento?

«Non posso dirvelo.

«Spiegati.

«Non posso.

«Eh via! che scherzi son questi?

«Sapete, signor visconte, ch’io non ischerzo mai.

«Sì, ma so ancora che il signor conte di la Fère disse che rimarreste

presso di me ed Olivain andrebbe alla capitale. Io mi atterrò alle

disposizioni del conte.

«Non in questa circostanza, signore.

«Vorreste forse disobbedirmi?

«Sì, poichè così bisogna.

«Dunque persistete?

«E quindi me ne vo; siate felice, signor visconte».

Grimaud salutò e si volse verso l’uscio per andarsene. Raolo inquieto

ed anco furibondo corse a fermarlo per un braccio.

«Grimaud! esclamò, trattenetevi; così voglio.

«Sicchè, rispose Grimaud, volete ch’io lasci ammazzare il signor conte?»

E fatto un nuovo inchino si disponeva a partire.

«Grimaud, amico mio! disse Bragelonne, non ve ne andrete in tal modo,

non mi lascerete in una tale smania. Grimaud parla, deh parla in nome

del cielo!»

E Raolo barcollava, sinchè cadde sopra una sedia.

«Non posso dirvi se non se una cosa.... chè il segreto non è mio....

Incontraste uno che prendeste per un frate, è vero?

«Sì».

Venti anni dopo · 第 52 / 130 题