Aramis restò in piedi ed immobile in mezzo alla strada sinchè gli ebbe
perduti di vista.
Ma dopo duecento passi d’Artagnan si fermò in tronco, smontò, gettò
la briglia sul braccio a Planchet, prese le pistole e se le mise nella
cintola.
«Che avete, signore? chiese Planchet sgomento.
«Ho, che per quanto ei sia accorto non sarà detto che m’infinocchi; sta
qua e non ti muovere, mettiti sull’orlo della via ed aspettami».
E d’Artagnan si slanciò dall’altro lato del fosso, e corse a traverso
alla pianura in modo da passar per dietro il villaggio. Aveva osservato
tra la dimora d’Aramis e la casa dove abitava madama di Longueville uno
spazio vuoto chiuso soltanto da una siepe.
Forse un’ora prima avrebbe durato fatica a ritrovare quella siepe,
ma ormai era comparsa la luna, e sebbene tratto tratto i nuvoli la
coprissero, ci si vedeva abbastanza per rinvenire la strada.
D’Artagnan arrivò alla chiudenda, e dietro a questa si nascose.
Transitando dinanzi alla casa dov’era accaduta la scena da noi narrata,
aveva badato che dalla stessa finestra traspariva da capo il lume, ed
era convinto che Aramis non fosse ancora tornato alla propria dimora.
In fatti, dopo un momento udì rumore di passi e come di voci sommesse.
Poi gli uni si ristettero e le altre si tacquero.
Egli posò in terra il ginocchio, cercando il più fitto della siepe onde
appiattarvisi.
Nell’istante comparvero due uomini, lo che molto lo sorprese; però, in
breve cessò in lui lo stupore dacchè intese una voce dolcissima: per
cui si avvide che uno dei due uomini era una donna travestita.
«State quieto, caro Réné, diceva la vocina soave, non succederà più
la stessa cosa: ho scoperto una specie di sotterraneo che va per sotto
la strada, e d’ora innanzi ci basterà alzare una delle lastre che sono
davanti alla porta per darvi comodo ad entrare ed uscire.
«Oh! disse l’altro che d’Artagnan riconobbe essere Aramis, vi giuro,
principessa, che se non dipendesse da tali precauzioni la vostra
reputazione, e s’io arrischiassi solamente la mia vita....
«Sì, sì, so che siete coraggioso e ardito al pari di chiunque, ma voi
non siete soltanto mio, siete di tutto il nostro partito.... Sicchè
abbiate prudenza!
«Obbedisco sempre, signora, quando si sa comandarmi così graziosamente».
Ed Aramis baciò la mano al _signorino_.
«Ah! esclamò questo.
«Ch’è stato?
«Non vedete che il vento mi ha portato via il cappello?»
Aramis corse appresso al cappello da uomo ch’era scappato.
D’Artagnan profittò della circostanza per mettersi in un posto meno
folto, d’onde il suo sguardo potesse andare liberamente su l’uomo
problematico. Nell’istante appunto, la luna, forse curiosa come il
nostro ufficiale, sbucava di sotto a un nuvolo, e mediante il suo
chiarore d’Artagnan riconobbe gli occhi grandi e turchini, i capelli
color d’oro, e la nobile testa della duchessa di Longueville.
Aramis tornò ridendo con un cappello in capo ed uno in mano, ed
entrambi continuarono a camminare nella direzione già presa.
«Bene! fece d’Artagnan rialzatosi a spazzolarsi il ginocchio, adesso
ti ho nelle mie mani: sei della Fronda e in relazione con la signora di
Longueville!