La persistenza di una classe di lavoratori liberi, produttori di
manufatti, era anche favorita da alcune condizioni, che la sostenevano
contro la concorrenza servile e le davano incremento. La soddisfazione
sempre più larga de’ bisogni, che avrebbe poi fatto luogo nel IV secolo
a qualche cosa che era il lusso e lo rasentava, dava un lento eppur
continuo impulso alla tecnica manufattrice, creando una divisione
del lavoro sempre maggiore e affinando, migliorando, perfezionando i
prodotti; talchè i manufatti domestici cedevano sempre più il campo a
quelli compiuti con una tecnica più sviluppata e da speciali artefici,
necessariamente più abili. Così, la tintura delle stoffe, di regola,
non poteva essere fatta in casa, e ben presto si era convertita in
un’arte speciale[193]. La stessa arte tessile, esercitata generalmente
da tutte le donne nell’interno della casa, trasformava i suoi telai
e migliorava i suoi procedimenti, fabbricando, accanto a’ tessuti
usuali, altri più fini e di più complicata orditura[194]. L’arte del
conciapelli e quella del lavoratore di cuoio, se ancora, talvolta,
si trovavano riunite in una stessa persona, in generale tendevano a
distinguersi come due mestieri distinti; e lo stesso lavoro del cuoio,
che, già dall’epoca omerica, rappresentava un mestiere speciale, a
grado a grado, pur serbando un unico nome (σκυτότομος, σκυτεύς), avea
una molteplice applicazione, che non potea essere tutta esercitata da
un solo e medesimo artefice[195]. Tra gli stessi lavori d’intreccio,
che pure continuavano nella generalità de’ casi ad essere eseguiti da
persone non tecniche, la fabbricazione delle corde si costituiva come
un mestiere speciale[196].
E questi esempi si potrebbero agevolmente moltiplicare con più visibile
effetto, considerando lo sviluppo sempre maggiore della tecnica e la
divisione del lavoro sempre crescente nella ceramica, nella lavorazione
de’ metalli, nell’arte architettonica, nell’ornamentazione, senza dire
delle arti figurative e delle loro svariate applicazioni.