L'ALTRO VIAGGIO 303-426

I. Il Letè e l'Acheronte sono misticamente lo stesso fiume, e il

Letè è la fonte di vita e di misericordia, e così la fonte del

Veglio è vita ai vivi e morte ai morti. E che cosa è il foro nella

pietra? che cosa le rovine? Dante contempla nell'inferno. L'_altro

viaggio_ è la vita contemplativa. — II. Il purgatorio si riscontra

con l'inferno nella divisione di tenebra, carne e veleno, e non in

quella di incontinenza, bestialità e frode, sì nell'altra di

incontinenza, di concupiscibile e d'irascibile, e malizia. — III.

Sette sono i peccati dell'inferno come sette quelli del purgatorio,

e sembrano proporzionalmente gli stessi, come è certo di tre. Ed è

probabile anche degli altri, ritenendo che i peccati sono nominati

dai loro _capi_, che sono unici in quattro e duplici in tre di essi.

— IV. I puniti nel fango sono rei d'accidia, infermità equivalendo

ad accidia, e assomigliando essi ai correnti nel vestibolo; e i

puniti nelle arche sono pur rei d'accidia; in acquistare quelli, in

vedere questi. Somiglianze tra antinferno, antidite, antipurgatorio.

— V. La bestialità è ira, come si prova con l'esame di molti passi

di Seneca, che chiama ira la bestialità, quale è in Dante. Egli

chiama pur ira quella che Dante chiama incontinenza d'ira. Ma in

questo secondo punto Dante discorda da lui, essendo d'accordo con

Aristotele e S. Tommaso e S. Gregorio. — VI. Dante chiama e dichiara

la bestialità come ira. Sostrato comune ai peccatori del terzo

girone del primo cerchietto. — VII. Ira è di codesti bestiali,

perchè si ritengono spregiati e si mostrano indignati e sono puniti

col fuoco. Analogia tra le pene dell'invidia nel purgatorio e della

frode nell'inferno e della superbia là, e del tradimento qua. È

detto superbo un reo d'ira e un altro d'invidia, per mostrare che

l'_aversio_ domina in tutti e tre i peccati di malizia; l'_aversio_

che nella ghiaccia è _apostasia_ speciale, oltre che _apostasia_

generale, come è invidia in Malebolge, Giuda e Caifas. — VIII.

Somiglianza della definizione d'invidia e superbia, e di quella di

frode e tradimento. Somiglianza tra invidi e superbi; tra frodolenti

e traditori. I _ritrosi passi_. Gli esempi di superbia e d'invidia e

d'ira punite nel purgatorio. — IX. La fede uccisa dai traditori o

apostati o superbi. Le bestemmia di fatto. Le quattro circuizioni

della ghiaccia. La vergogna e l'orror per la fama nella frode e nel

tradimento. — X. Perchè nelle cornici del purgatorio non sono

traditori e frodolenti? Le sette beatitudini. I sette doni. La

Vergine sposa dello Spirito e gli esempi di Maria. I doni sono

inversi alle beatitudini. Divergenza da S. Tommaso. Il dono della

_scienza_ è certo nella cornice dell'ira, dove è la beatitudine dei

pacifici; il _consiglio_ nella cornice dell'avarizia, con la

beatitudine dei sizienti; l'_intelletto_ nella cornice della gola,

con la beatitudine degli esurienti; in quella della accidia la

_fortezza_, con la beatitudine dei piangenti; la _pietà_ in quella

dell'invidia, con la beatitudine dei misericordi; il _timore_ in

quella della superbia, con la beatitudine dei poveri in ispirito. —

XI. E nel paradiso vi è il dono della sapienza e della scienza nella

spera della Luna e di Mercurio; e poi di nuovo più perfettamente

quello della sapienza con la beatitudine dei mundicordi che vedranno

Dio, nella spera di Venere; e quello dello intelletto con la

beatitudine degli esurienti, nella spera del Sole; e quello del

consiglio con la beatitudine dei sizienti, nella spera di Marte; e

quello della fortezza (per la giustizia) con la beatitudine dei

piangenti (che saranno consolati), nel cielo di Giove; e quello

della scienza con la beatitudine dei pacifici, nel cielo di Saturno;

e nelle stelle fisse quello della pietà con la beatitudine dei

misericordi; e nel primo mobile il dono del timore con la

beatitudine dei poveri in ispirito. — XII. Vi sono forse i doni

anche per il viaggio dell'inferno, specialmente nell'introduzione a

esso viaggio, cioè nel colloquio tra Dante e Virgilio. Quali sono le

fiamme dello incendio che non assale Beatrice? Se Virgilio e gli

spiriti magni e i parvoli innocenti saranno, secondo Dante, mai

salvi. I doni dello Spirito qua e là nella via per lo inferno. —

XIII. La paganità dell'inferno. Somiglianza con l'inferno di

Virgilio. La cima del Purgatorio è un po' l'Elisio Vergiliano. Sotto

la specie pagana è la realtà cristiana.

Sotto il velame: Saggio di un'interpretazione generale del poema sacro · 第 132 / 142 题