I. Il Letè e l'Acheronte sono misticamente lo stesso fiume, e il
Letè è la fonte di vita e di misericordia, e così la fonte del
Veglio è vita ai vivi e morte ai morti. E che cosa è il foro nella
pietra? che cosa le rovine? Dante contempla nell'inferno. L'_altro
viaggio_ è la vita contemplativa. — II. Il purgatorio si riscontra
con l'inferno nella divisione di tenebra, carne e veleno, e non in
quella di incontinenza, bestialità e frode, sì nell'altra di
incontinenza, di concupiscibile e d'irascibile, e malizia. — III.
Sette sono i peccati dell'inferno come sette quelli del purgatorio,
e sembrano proporzionalmente gli stessi, come è certo di tre. Ed è
probabile anche degli altri, ritenendo che i peccati sono nominati
dai loro _capi_, che sono unici in quattro e duplici in tre di essi.
— IV. I puniti nel fango sono rei d'accidia, infermità equivalendo
ad accidia, e assomigliando essi ai correnti nel vestibolo; e i
puniti nelle arche sono pur rei d'accidia; in acquistare quelli, in
vedere questi. Somiglianze tra antinferno, antidite, antipurgatorio.
— V. La bestialità è ira, come si prova con l'esame di molti passi
di Seneca, che chiama ira la bestialità, quale è in Dante. Egli
chiama pur ira quella che Dante chiama incontinenza d'ira. Ma in
questo secondo punto Dante discorda da lui, essendo d'accordo con
Aristotele e S. Tommaso e S. Gregorio. — VI. Dante chiama e dichiara
la bestialità come ira. Sostrato comune ai peccatori del terzo
girone del primo cerchietto. — VII. Ira è di codesti bestiali,
perchè si ritengono spregiati e si mostrano indignati e sono puniti
col fuoco. Analogia tra le pene dell'invidia nel purgatorio e della
frode nell'inferno e della superbia là, e del tradimento qua. È
detto superbo un reo d'ira e un altro d'invidia, per mostrare che
l'_aversio_ domina in tutti e tre i peccati di malizia; l'_aversio_
che nella ghiaccia è _apostasia_ speciale, oltre che _apostasia_
generale, come è invidia in Malebolge, Giuda e Caifas. — VIII.
Somiglianza della definizione d'invidia e superbia, e di quella di
frode e tradimento. Somiglianza tra invidi e superbi; tra frodolenti
e traditori. I _ritrosi passi_. Gli esempi di superbia e d'invidia e
d'ira punite nel purgatorio. — IX. La fede uccisa dai traditori o
apostati o superbi. Le bestemmia di fatto. Le quattro circuizioni
della ghiaccia. La vergogna e l'orror per la fama nella frode e nel
tradimento. — X. Perchè nelle cornici del purgatorio non sono
traditori e frodolenti? Le sette beatitudini. I sette doni. La
Vergine sposa dello Spirito e gli esempi di Maria. I doni sono
inversi alle beatitudini. Divergenza da S. Tommaso. Il dono della
_scienza_ è certo nella cornice dell'ira, dove è la beatitudine dei
pacifici; il _consiglio_ nella cornice dell'avarizia, con la
beatitudine dei sizienti; l'_intelletto_ nella cornice della gola,
con la beatitudine degli esurienti; in quella della accidia la
_fortezza_, con la beatitudine dei piangenti; la _pietà_ in quella
dell'invidia, con la beatitudine dei misericordi; il _timore_ in
quella della superbia, con la beatitudine dei poveri in ispirito. —
XI. E nel paradiso vi è il dono della sapienza e della scienza nella
spera della Luna e di Mercurio; e poi di nuovo più perfettamente
quello della sapienza con la beatitudine dei mundicordi che vedranno
Dio, nella spera di Venere; e quello dello intelletto con la
beatitudine degli esurienti, nella spera del Sole; e quello del
consiglio con la beatitudine dei sizienti, nella spera di Marte; e
quello della fortezza (per la giustizia) con la beatitudine dei
piangenti (che saranno consolati), nel cielo di Giove; e quello
della scienza con la beatitudine dei pacifici, nel cielo di Saturno;
e nelle stelle fisse quello della pietà con la beatitudine dei
misericordi; e nel primo mobile il dono del timore con la
beatitudine dei poveri in ispirito. — XII. Vi sono forse i doni
anche per il viaggio dell'inferno, specialmente nell'introduzione a
esso viaggio, cioè nel colloquio tra Dante e Virgilio. Quali sono le
fiamme dello incendio che non assale Beatrice? Se Virgilio e gli
spiriti magni e i parvoli innocenti saranno, secondo Dante, mai
salvi. I doni dello Spirito qua e là nella via per lo inferno. —
XIII. La paganità dell'inferno. Somiglianza con l'inferno di
Virgilio. La cima del Purgatorio è un po' l'Elisio Vergiliano. Sotto
la specie pagana è la realtà cristiana.