I. La porta aperta e le rovine sono effetti della stessa causa:
riflettono, le tre rovine, le tre disposizioni. Ed esse servono ai
vivi come la porta aperta. — II. Perchè dalla terza Dante non
scende, ma risale. — III. Che cosa è il Veglio e la fessura.[1194] È
la vulneratio di Beda, che si esplica in quattro ferite, alle quali
equivalgono i tre fiumi i quali sono in relazione con le tre rovine.
— IV. E l'Acheronte è in relazione con la porta aperta. Ed è,
l'Acheronte, la morte causata dal peccato originale, ossia
l'ignoranza e la difficoltà. — V. In esse è involto tutto il peccar
degli uomini, onde l'inferno tutto equivale al limbo e al vestibolo,
come alla selva. Ma la redenzione di che effetto fu? — VI. Lo Stige
si fa melma e la pietà di Dante cessa. Lo Stige è concupiscenza e
infermità. Infermità è quella dei peccatori della palude, sì degli
orgogliosi e sì dei tristi, che peccarono contro la fortezza, e sono
audaci e timidi. — VII. Accidiosi tutti e due: non, color cui vinse
l'ira, rei d'ira peccato, ma incontinenti della passione ira. Chè
ira è passione che può condurre sì al bene e sì al male, come
vogliono i Peripatetici e non vogliono gli Stoici. Quando conduce al
bene, si dice _ira per zelum_ e genera fortezza. E di fortezza danno
prova Dante e Virgilio, e di non fortezza i fangosi. — VIII.
L'esempio di fortezza per la giustizia è qui dato da un eroe, non da
Virgilio stesso la cui fortezza è inferiore; da un eroe, da un eroe
di Virgilio, da un eroe esperto di quel cammino, da un eroe del
limbo.[1195] È Enea; e perchè. — IX. Gli eresiarche son colpevoli
d'ignoranza «attuale», come d'ignoranza originale sono offesi quelli
del limbo. Contro essa val la prudenza. La violenza e la bestialità
sono una cosa. La bestialità punita entro Flegetonte è più
propriamente che le altre specie, contro la giustizia, e perciò
_malizia_, terza delle ferite di Beda. Come si governi, quanto a
pietà, il Poeta in questo cerchietto di mezza incontinenza e mezza
malizia. — X. Il volgere a destra significa premunirsi con la
sapienza di Dio, giudice, contro l'ignoranza volontaria degli
uomini. La vergogna, in Malebolge, deriva dalla depravazione
dell'intelletto. — XI. La pietà del Poeta e l'ira si esercitano
secondo che nel peccato dei rei fu meno o più intelletto cioè
coscienza del male che commettevano. — XII. È una guerra la sua,
guerra che si compie con l'arme delle quattro virtù, mettendosi
sotto Lucifero all'ultimo, e prima assoggettando tutti i mostri, che
sono unicorpori, bicorpori e tricorpori o tricipiti. Ciò
configurandosi al Cristo; e agendo e patendo, come viatore, per
riuscire a essere comprensore.