LE ROVINE E IL GRAN VEGLIO 179-302

I. La porta aperta e le rovine sono effetti della stessa causa:

riflettono, le tre rovine, le tre disposizioni. Ed esse servono ai

vivi come la porta aperta. — II. Perchè dalla terza Dante non

scende, ma risale. — III. Che cosa è il Veglio e la fessura.[1194] È

la vulneratio di Beda, che si esplica in quattro ferite, alle quali

equivalgono i tre fiumi i quali sono in relazione con le tre rovine.

— IV. E l'Acheronte è in relazione con la porta aperta. Ed è,

l'Acheronte, la morte causata dal peccato originale, ossia

l'ignoranza e la difficoltà. — V. In esse è involto tutto il peccar

degli uomini, onde l'inferno tutto equivale al limbo e al vestibolo,

come alla selva. Ma la redenzione di che effetto fu? — VI. Lo Stige

si fa melma e la pietà di Dante cessa. Lo Stige è concupiscenza e

infermità. Infermità è quella dei peccatori della palude, sì degli

orgogliosi e sì dei tristi, che peccarono contro la fortezza, e sono

audaci e timidi. — VII. Accidiosi tutti e due: non, color cui vinse

l'ira, rei d'ira peccato, ma incontinenti della passione ira. Chè

ira è passione che può condurre sì al bene e sì al male, come

vogliono i Peripatetici e non vogliono gli Stoici. Quando conduce al

bene, si dice _ira per zelum_ e genera fortezza. E di fortezza danno

prova Dante e Virgilio, e di non fortezza i fangosi. — VIII.

L'esempio di fortezza per la giustizia è qui dato da un eroe, non da

Virgilio stesso la cui fortezza è inferiore; da un eroe, da un eroe

di Virgilio, da un eroe esperto di quel cammino, da un eroe del

limbo.[1195] È Enea; e perchè. — IX. Gli eresiarche son colpevoli

d'ignoranza «attuale», come d'ignoranza originale sono offesi quelli

del limbo. Contro essa val la prudenza. La violenza e la bestialità

sono una cosa. La bestialità punita entro Flegetonte è più

propriamente che le altre specie, contro la giustizia, e perciò

_malizia_, terza delle ferite di Beda. Come si governi, quanto a

pietà, il Poeta in questo cerchietto di mezza incontinenza e mezza

malizia. — X. Il volgere a destra significa premunirsi con la

sapienza di Dio, giudice, contro l'ignoranza volontaria degli

uomini. La vergogna, in Malebolge, deriva dalla depravazione

dell'intelletto. — XI. La pietà del Poeta e l'ira si esercitano

secondo che nel peccato dei rei fu meno o più intelletto cioè

coscienza del male che commettevano. — XII. È una guerra la sua,

guerra che si compie con l'arme delle quattro virtù, mettendosi

sotto Lucifero all'ultimo, e prima assoggettando tutti i mostri, che

sono unicorpori, bicorpori e tricorpori o tricipiti. Ciò

configurandosi al Cristo; e agendo e patendo, come viatore, per

riuscire a essere comprensore.

Sotto il velame: Saggio di un'interpretazione generale del poema sacro · 第 131 / 142 题