Ora è ben giusto che nel paradiso siano dati i premi che sono annunziati
nel purgatorio. E così le sette beatitudini si trovano lassù. E
ragionevole pare che siano lassù anche i doni, perocchè
“perfettissimamente saranno in patria„, come afferma S. Tommaso seguendo
S. Ambrogio. In Gerusalemme, città di Dio, lo Spirito Santo scorrerà
“fervido per lo sbocco delle sette spirituali virtù„.[966] Il dono della
sapienza che corrisponde alla beatitudine del cuore purificato dal
fuoco, è quello che dà la visione e il paradiso. Dante ascende con gli
occhi fissi in quelli occhi che erano di là da quel fuoco. Nel salire,
già Dante vuol sapere come salga; e da Beatrice lo sa. E si congiungono
“con la prima stella„.[967] Essa è lucida, ma è una nube. E Dante vuol
sapere il perchè delle macchie lunari; e da Beatrice lo sa. Egli
apprende verità speculative sin qui. Lo dice:[968]
Quel sol che pria d'amor mi scaldò il petto,
di bella verità m'avea scoperto,
provando e riprovando, il dolce aspetto.
E dopo aver veduto Piccarda, due dubbi lo affamano. Vuol sapere, perchè
la violenza altrui scemi il merito di chi la sofferse, e se è vera la
sentenza di Platone che le anime tornano alle stelle.[969] Chiarito di
questi due punti, domanda “d'un'altra verità„.[970] E quella che
perfettamente vede,[971] illustra anche questa. E parla della libertà
del volere.
Salgono ancora. Sono nella stella di Mercurio, più limpida, non però
perfettamente limpida. Gli splendori che vi sono dentro, sembrano pesci
in acqua tranquilla e pura. Un velo c'è, per quanto trasparente.[972]
Qui Dante apprende la storia dell'Aquila Romana. Siamo nella vita
attiva. È la ragion pratica che è illuminata.[973] E poi gli si solve il
dubbio intorno alla giusta vendetta che fu giustamente vendicata.[974] E
siamo anche qui nella giustizia, che è la virtù massima dell'attività.
Si può concludere che domina la sapienza nella prima stella e la scienza
nella seconda?
Ma l'uno è un pianeta macchiato, e l'altra è una stella “che si vela ai
mortal con altrui raggi„.[975] Solo in Venere le anime sono come faville
in fiamma, e luce in luce.[976] Molti qui sono gli accenni al vedere e
antivedere e discernere e mostrare verità, sino a quel verso:[977]