VIII.

Ma il mal del prossimo lo fa anche la violenza! Anzi chi depreda e

uccide è punito nella riviera di sangue; sotto il segno, che ho posto,

del leone![309]

Omicide e ciascun che mal fiere,

guastatori e predon, tutti tormenta

lo giron primo

del primo cerchietto. Se la lupa è l'avarizia divenuta malizia,

quest'avarizia maliziosa è raffigurata anche nel leone; e dunque il

leone è la lupa. Così può dire alcuno. E rispondo: sì: in vero

assomigliano. Famelico il leone, famelica la lupa; terribile in vista il

leone, terribile dalla vista la lupa. E rispondo: sì: in vero il leone è

dentro la lupa. Come no? guardate: dove è il leone? Dice Dante all'ombra

apparsagli:

Vedi la bestia, per cui io mi volsi.

La bestia? E il leone? Sparito. E di più, dico, anche la lonza è dentro

la lupa. Dove è invero la fiera alla gaietta pelle? “Vedi la bestia...„

Non ce n'è che una. Il leone e la lonza? Spariti.

La spiegazione è semplice e chiara. Se la lupa fosse puramente avarizia,

figurerebbe un disordine nell'appetito sensitivo, che invece d'essere

sommesso alla ragione, vincesse e sommettesse la ragione. La ragione nei

peccati d'incontinenza è come non sia: non opera. Se la lupa fosse

violenza, oltre il disordine nell'appetito sensitivo, avrebbe un

disordine anche in altra potenza dell'anima. In quale? La violenza è

compresa nella malizia, di cui ingiuria è il fine. Il fine è l'obbietto

della volontà. La volontà dunque entra nella violenza. Ella corre, però,

al fine “con ordine corrotto„[310] cioè al contrario di ciò che è il suo

fine, cioè non al bene, ma al male; e perciò è malizia. Ma insomma la

violenza ha un disordine di più che l'incontinenza; quello della

volontà. Non ancora un altro? No, perchè la violenza non è dell'uom

proprio male, come la frode; questa sì, ha come il disordine nella

volontà, perchè è specie di malizia, così il disordine nell'intelletto,

perchè persegue un male che solo l'uomo può fare, mediante ciò che più

propriamente lo distingue dai bruti: con l'intelletto. Ma la lupa è la

frode, come io credo d'aver provato. E riproviamo ancora. La lupa è la

frode, e perciò deve rappresentare in sè un disordine nell'intelletto e

un altro nella volontà; e un terzo anche, quello nell'appetito. Perchè?

Perchè ella è embrionalmente avarizia, peccato d'incontinenza. Ebbene la

lupa rappresenta in sè questi tre disordini? Sì, e nel modo più

evidente; sì, perchè ella sola rimane, perchè le tre fiere divengono

all'ultimo “la bestia„. Ella è l'incontinenza, la violenza e la frode

insieme; incontinenza, perchè appetisce fuor d'ordine il bene suo;

violenza, perchè ha per fine l'ingiuria cioè il male altrui; frode,

perchè questo male lo fa con artifizi propri solo dell'uomo. Ella figura

un disordine nell'appetito, come quella che è avarizia; un disordine

nella volontà, come quella che ha un fine e questo fine è il male e non

il bene; un disordine nell'intelletto, come quella che ne profitta per

adempiere il male altrui che vuole, e ottenere il suo bene che

appetisce. Il leone è dunque la lonza, più la mala volontà; la lupa è il

leone, più l'intelletto. E così quando apparisce il leone, sparisce la

lonza:[311]

sì che a bene sperar m'era cagione

di quella fiera alla gaietta pelle

l'ora del tempo e la dolce stagione;

ma non sì, che paura non mi desse

la vista che m'apparve, d'un leone,

La lonza resta lontana; non se ne parla più, come non si parla più del

leone, quando apparisce la lupa. Che questa è una e trina, come appunto

Gerione a cui equivale, come appunto Lucifero che mandò Gerione o si

mutò in Gerione per tentare Eva, e dipartì dall'inferno questa pessima

fiera o in lei si mutò.

È una e trina. Chi la ucciderà o ricaccerà nell'inferno è il suo

contrario. Il veltro non ciberà terra, come la lupa. Il veltro non

ciberà peltro come la frode. Egli ciberà “sapienza e amore e virtute„.

Non è come dire che la lupa ha il contrario di queste tre qualità? Quali

sono esse? Non somigliano ai nomi delle tre persone divine?

La divina potestate,

la somma sapienza e il primo amore.[312]

Non vuole il poeta dire che il veltro sarà simile a Dio? ritrarrà da Dio

da cui ha da venire? E così la lupa rassomiglierà al Perverso che cadde

di lassù, e ha tre capi come Dio ha tre persone: il vermiglio amor del

male in mezzo al bianco e giallo appetito del proprio bene e al nero

intelletto che serve al tristo fine dell'ingiuria.

Sotto il velame: Saggio di un'interpretazione generale del poema sacro · 第 51 / 142 题