Innata v'è la virtù che consiglia,
che dell'assenso de' tener la soglia.
Questo è il principio, là onde si piglia
ragion di meritare in voi, secondo
che buoni e rei amori accoglie e viglia.
Color che ragionando andaro al fondo
s'accorser d'esta innata libertate...
Da quella virtù scende dunque la libertà, innata l'una, innata l'altra.
E la virtù che consiglia è quel lume. Il quale chi non ha, non è dunque
libero: è servo. Sicchè Dante nella selva oscura, oltre quasi morto, era
anche quasi servo. E come no? Non lo dice egli a Beatrice, quand'ella
nell'Empireo si allontana da lui, ed esso comprende in un'orazione tutto
il bene che ebbe da lei:[83]
Tu m'hai di servo tratto a libertate?
e non lo dice a lui Virgilio avanti l'Eden, quando, poco prima di
allontanarsi, riassume tutto il bene che gli fece:[84]
libero, dritto, sano è tuo arbitrio,
e fallo fora non fare a suo senno?
Virgilio fu lo strumento di Beatrice, e da Beatrice Dante riconosce il
bene che ebbe pur da Virgilio; e questo bene è la libertà, che prima non
aveva. Il qual difetto è pur raffigurato nella selva, la cui mancanza di
lume arreca servitù.
In vero le parole,
tu m'hai di servo tratto a libertate,
esprimono o i due punti estremi del cammino di Dante, la selva e
l'empireo, o i due punti estremi della missione di Virgilio, quando gli
apparve e quando lo lasciò. In tutti due i casi l'idea di servitù si
fonde nella imagine della selva; chè (per non parlare che del secondo
caso) Virgilio apparve a Dante, quand'esso era ripinto dove il sol
tace,[85] cioè nell'oscurità, quand'esso rovinava in basso loco, cioè
nella valle, quand'esso ritornava a tanta noia, cioè nella selva amara.
Dante era dunque come un non battezzato, finchè stette nella selva e
quando era per ritornarci: era servo e quasi morto. In fatti quando poi,
passato Acheronte; si trova nel limbo, tra le anime dei non battezzati,
prova, diremmo noi, come un'allucinazione. Che è? che non è? dove si
trova? ma è ancora nella selva? nella selva oscura, simbolo del manco di
lume, e perciò di libertà, e quasi di vita e di battesimo? Virgilio gli
ha confermato il fatto della discesa del possente, portatore di libertà.
E Dante narra:[86]
Non lasciavam l'andar, perch'ei dicessi,
dicesse di questa liberazione,
ma passavam la selva tuttavia...
come la selva? la selva della servitù? Sì:
la selva, dico, di spiriti spessi.
Dante non si trastulla con le parole! Dante sa quel che dice! Se la
selva significa la mancanza di libertà del volere, il limbo che tiene in
sè i non battezzati è una selva anch'esso. Mirabile linguaggio!