tanto è amara che poco è più morte.
Orbene è dottrina dei filosofi cristiani che la prudenza s'infonda col
battesimo, sì che ella si trovi, secondo abito se non secondo atto, nei
bambini battezzati, anche quando non hanno l'uso di ragione;[79] e non
si trovi nei pagani, quand'anche siano spiriti magni. Essa è il lume che
mostra all'anima sensitiva ciò che è da fuggire e ciò che da seguire.
Essa è il principio,[80]
là onde si piglia
ragion di meritare,
e perciò non possono meritare nè i parvoli non battezzati, nè quelli,
che pur innocenti di vita,[81]
non adorâr debitamente Dio,
per essere stati dinanzi al cristianesimo. Tanto questi che quelli sono
morti a Dio, perchè il peccato originale, che il battesimo in essi non
cancellò, è morte dell'anima. Con esso la morte entrò negli uomini. Ora
quelli che questa prudenza infusa che in loro è in abito, non riducono
ad atto, non hanno nemmen essi quella ragione di meritare che manca ai
non battezzati; e sono come loro, morti; quasi morti, peraltro; perchè
la prudenza infusa può in essi mostrarsi alfine, e dirigere e illuminare
l'anima sensitiva. Perciò Dante, che non aveva prudenza, è come morto; e
la selva oscura che è simbolo di questo difetto di lume, è perciò
tanto amara che poco è più morte.
In verità assomiglia alla morte in quanto è un sonno profondo, una notte
lunga d'oblìo. È una morte dalla quale uno si può destare.
Ma Dante non dice solo che a noi fu dato _lume a bene ed a malizia_; sì,
che in conseguenza ci fu dato anche _libero volere_:
lume v'è dato a bene ed a malizia
e libero voler...