E lo smarrimento nella selva esattamente raffigura il difetto di
prudenza. La prudenza è virtù dirigente, e il suo medio è la rettitudine
della ragione.[74] Dante aveva smarrita la _diritta_ via. La prudenza è,
secondo l'espressione stessa di Dante, _lume_.[75] Ed egli si trova in
una selva _oscura_. Il prudente, secondo la dichiarazione di S.
Agostino, accolta nella Somma,[76] è _porro videns_, chi vede innanzi
sè: e Dante non sa come entrasse nella selva, quasi avesse gli occhi
abbacinati dal sonno, e vi si aggira al buio, e notte è il tempo che vi
passò. Della prudenza è propria la notturna guardia e la diligentissima
vigilanza.[77] E Dante era pien di sonno quando entrò, e assonnato vi
rimase, sì che notte egli chiama quel decenne errore, che cominciò col
sonno e finì con un risveglio:[78]
Guardai in alto...
gli occhi di lui si aprono: è mattino.