[Illustrazione: =L'Isola Tiberina a Roma.=
=Tavola 56.=
Sostruzioni in marmo a forma di nave nell'Isola nel Tevere.
_Ved. Annali dell'Instit._ 1867, tav. d'Agg. K. 1.]
Esempio di monumento di stile egizio, applicato a un monumento
sepolcrale, è la piramide che sorge fuori di Porta S. Paolo (_Porta
Ostiensis_) eretta dagli eredi di C. Cestio, magistrato romano. La
piramide di mattoni rivestita di marmo misura ben 37 metri d'altezza;
nel suo interno è la camera sepolcrale ornata con fregi di stucco,
e con pitture, di cui appena restano traccie. La parte esteriore del
monumento era una volta ornata di colonne e di statue, di cui intorno
si trovarono frammenti (ved. =tav. 55=)[139].
5. =I monumenti sepolcrali; i “Columbaria„.= — Di carattere prettamente
romano sono invece gran parte dei monumenti sepolcrali che sorgevano
fuori le porte di Roma, sulla _Via Appia_, che è come la _Via dei
Sepolcri_ a Pompei. La Via Appia da Porta Capena s'allontanava per un
gran tratto tutta fiancheggiata di grandi sepolcri, tra i quali celebre
quello ancora esistente a Cecilia Metella, figlia di Metello Cretico e
moglie di Crasso (ved. =Atl.= cit., =tav. XLV=, 1).
Una particolare forma di monumento sepolcrale è il _Columbarium_ dei
liberti di Livia, moglie d'Augusto, sulla stessa Via Appia. Consta
di parecchie camere, nelle cui pareti s'addentrano grandi nicchioni,
e dentro questi sono praticate e ordinate in sette file sovrapposte
moltissime piccole nicchie o fori, che dànno appunto l'aspetto d'una
colombaia, come si vede in Roma anche in varî monumenti sepolcrali
cristiani; dentro queste nicchiette sono deposte le piccole urne
cinerarie (_ollae_); sopra ciascuna nicchietta è una targhetta col nome
del defunto. In terra eranvi anche dei sarcofaghi grandi e ben ornati
(ved. =Atl.= cit., =tav. XLV=, 2).
6. =Gli archi trionfali.= — Di monumenti trionfali dell'età d'Augusto
credesi aver testimonianza nell'arco che sorge presso Porta S.
Sebastiano e che denominasi da Druso, supponendosi sia l'arco trionfale
eretto a Claudio Druso Germanico, figliastro d'Augusto e fratello
di Tiberio, nell'anno 8 av. C., per le vittorie riportate contro
i Germani. L'arco è di travertino rivestito di marmo, decorato di
colonne; sull'attico erano trofei ed una statua equestre, come appare
dal disegno di una moneta di Claudio imperatore[140]. Al di sopra
di quest'arco venne poi fatto passare il canale dell'acquedotto che
alimentava le vicine terme di Caracalla. È questo il più antico fra gli
archi trionfali ancor esistenti[141].
Non solo Roma, ma anche le città d'Italia s'abbellirono di grandi
e sontuosi edificî; poichè le provincie, sempre più strettamente
legate con Roma, erano sotto l'Impero assai più civilmente governate
che non sotto l'aristocrazia repubblicana, e quindi prosperarono
nelle civili istituzioni. Con lo stabilirsi dell'Impero nella pace
del mondo, incomincia un'età nuova, nasce un nuovo e miglior ordine
di cose: _magnus ab integro saeclorum nascitur ordo_, come cantava
Virgilio[142]. Il mondo riceve da Roma pace, ordine e leggi; è finito
il tempo della conquista, comincia quello dell'unione nella civiltà
romana, cioè della “romanizzazione„, e tanto l'arte quanto la scienza
s'accordano nel mostrarlo. Allora Roma appare la mente ordinatrice del
mondo; essa è l'unificatrice delle genti, come cantava il poeta:
Fecisti patriam diversis gentibus unam,.....
Urbem fecisti quod prius orbis erat.