Nella numerosa classe dei vasi dipinti al modo greco è facile di
riconoscere quelli di lavorazione propriamente etrusca; e i principali
criterî distintivi sono: le qualità delle rappresentazioni, riferentisi
a costumi etruschi, o a miti ellenici etruscizzati coll'intervento
frequente dei genî infernali e di _Charun_; lo stile del disegno
specialmente inferiore al greco, e con certi suoi caratteri
d'ineleganza, di sproporzione già accennati per le pitture sepolcrali e
per gli specchi; la qualità dell'argilla è meno fina e meno buona delle
vernici greche; infine le iscrizioni sono etrusche[85].
Secondo il Micali, fu copioso e vario l'uso dei vasi dipinti presso
gli Etruschi dal I al III sec. di Roma; migliorò la loro fattura nel
sec. IV; durò nel V e nel VI; ma al tempo di Cesare e di Augusto quei
vasi già parevano antichi, e cercavansi come oggetti d'antichità nei
sepolcri di Corneto e di Capua.