I due giovani che si erano incontrati e fusi così bene nel cuore della
fanciulla, incontrandosi nella vita reale e sapendosi rivali, si
guardarono in cagnesco: Leone prese Everardo per un pazzo ardimentoso,
Everardo scambiò Leone per uno sciocco orgoglioso. Certo non potevano
intendersi e molto meno apprezzarsi: andarono di accordo in un solo
moto spontaneo, perchè l'indomani Flavia riceveva due lettere quasi
identiche, la cui sostanza era la parola: Scegli.
La fanciulla provò un doloroso stupore, uno stringimento affannoso al
cuore come se le avessero annunziato una grande sventura; credeva di
fare uno di quei sogni terribili dove si cade, si cade sempre da una
smisurata altezza e l'angoscia si prolunga sino al risveglio.
Scegliere; doveva scegliere: perchè? Aveva tanto goduto, la sua vita
era stata così completa e piena nell'amore! Scegliere: chi? Sentiva di
amarli egualmente, sentiva che tutti e due le erano necessari, non
poteva neppur figurarsi di dover annullare uno di quei nomi dalla sua
mente, di cancellare una di quelle immagini dall'anima. Era
impossibile, impossibile, impossibile. Le si chiedeva una cosa
ingiusta, era sdegnata contro quella domanda. Tutto cadeva, tutto
precipitava nel nulla; la bella armonia era turbata e rotta, la pace
era scomparsa, bisognava scegliere: cioè amarne uno solo, far
sacrifizio di un affetto all'altro, soffocare una delle coscienze,
morire per metà. Volle farlo, volle decidersi, accumulò gli argomenti
che dovevano difendere e far prevalere la causa di uno dei due
giovani, prese anche una determinazione e cercò di fortificarsi in
essa; fu inutile: il momento dopo pensava all'altro. Passò giorni
tristissimi, stanca, sfiduciata, in preda a dubbi crudeli, abbandonata
a tormentose esitanze: era uno stato insopportabile. Allora preferì
l'abbandono completo, lo schianto intiero: distaccò da sè tutto
l'amore, rinunziò ad ambedue. Leone ed Everardo la giudicarono una
civettuola comune, ma essa non si curò di spiegar loro il mistero del
suo cuore.
La bionda fanciulla ha molto sofferto, ha trascorso le notti insonni e
le giornate malinconiche, ma anche il dolore si attenua, diminuisce e
scompare. Per lei l'amore è diventato un ricordo lontano lontano,
un'epoca felice e passata, un periodo bellissimo ed esaurito; ci pensa
talvolta, ma senza volerlo far rivivere. Come ogni persona di questa
terra, ha amato per quanto basta: nei suoi due amori ha riassunto il
suo grande amore.