FRUTTA.

O diva Pomona!

..... E malgrado i reclami delle pallide e malinconiche lettrici, dei

pensosi e disillusi giovanotti, io dirò il fatto mio ai fiori. O che

forse realmente la giustizia se ne sta serrata in un certo portafoglio

e non ne esce mai per non raffreddarsi? Alle volte ho delle idee

umanitarie--solo Dio senza difetti--e quantunque dovessi andare

incontro al poco piacevole titolo di filantropa, pure non posso

lasciar passare..... il capriccio della gente. Capisco che non sarò

ascoltata e che le cose proseguiranno identicamente il loro corso

molto forzoso; ma in questi tempi in cui tutti parlano e nessuno

ascolta, non sarà poi un gran male. Capisco che diventerò impopolare

pei miei gusti prosaici; ma la popolarità è un segno di debolezza nel

potere, dice il filosofo. E quindi senza pensarvi più che tanto,

addossandomi le conseguenze del mio articolo, entro in materia. Era

tempo, nevvero?

*

* *

Giorno per giorno, ora per ora, da tempo immemorabile, sempre e

dappertutto, si preferiscono i fiori alle frutta; non si parla che dei

primi, non si vuole che essi. I fiori prendono parte intima a tutti i

nostri avvenimenti lieti o dolorosi; alimentano, fanno crescere e

prosperare l'amore, sostengono la bellezza, aiutano la scienza,

entrano da per tutto; con essi si parla, si esprime ogni sentimento,

si fanno dichiarazioni di amore o di guerra; ci servono sulla culla,

sull'altare e sulla tomba. Sempre i fiori: dal principio alla fine

della vita non vi sono che fiori, con le debite spine, s'intende.

E non parliamo della poesia! vera, assidua, clamorosa _réclame_ dei

fiori. La rosa avrà ricevuto non so quanti milioni di versi e vi

assicuro che ne è stufa; la violetta mi diventa civettina a furia di

sentirsi dire che è modesta; il giglio usa un po' di cipria per

mantenersi della solita immacolata bianchezza e la camelia è nervosa,

batte i piedi a terra per la rabbia e va dal profumiere per non

ascoltare più che è senza odore--i fiori diventano i fanciulli viziati

della società e, saliti in superbia, si permettono di ammazzare

tranquillamente le persone, come nelle poesie di Aleardi e nei romanzi

di Emilio Zola.

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* *

Ingiustizia massima, lasciatemelo dire. Non ne ho mai compresa la

ragione, come di molte cose che si dicono ragionevoli. Perchè il regno

delle frutta è egualmente ricco, splendido, variopinto, profumato;

perchè al godimento della vista, del tatto e dell'odorato unisce una

cosa ancora che i fiori non possono dare: la delizia del gusto. Quando

si ha davanti un cestello di frutta colmo di pesche dalla pelle

morbida e rosea; di prugne verde-cupo, rotonde, sode e piene di succo;

di uva dolce, facile a sgranarsi, leggiermente odorosa; di fichi dalla

boccuccia rossa ed aperta, dai fianchi leggermente striati di bianco:

quando si ha davanti, dico, questa meraviglia della natura, questa

magnifica ricchezza della terra, ricchezza bella, buona, utile, vi è

qualcuno che preferisca estasiarsi dinanzi ad un gruppo di grosse ed

antipatiche dalie? qualcuno che si occupi platonicamente a sfogliare

la margherita dei campi, mentre il mandorlo gli accarezza la fronte e

il ciliegio si abbassa pel peso dei vividi frutti? Ci è qualcuno che

preferisca appuntarsi la gardenia dalla breve vita all'occhiello e

passeggiare in un microscopico e riarso _square_, anzichè nella piena

campagna veder passare di lontano le fanciulle che vanno alla

vendemmia, chinandosi sotto i curvi filari delle vigne? Se in pieno

secolo decimonono, col positivismo e col realismo, colla vita piena ed

ardente che si vive, vi è questo qualcuno..... ebbene, io chieggo che

mi mandi il suo ritratto per metterlo nella galleria degli spostati.

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Non senza un po' di dispiacere, ho osservato che le donne ci entrano

per massima parte in tutte le cose ingiuste--esse preferiscono

costantemente i fiori alle frutta e gli uomini per gentilezza, per

cortesia, vanno dietro. Ma la ragione? Perchè esse hanno un pensiero

recondito, un motivo segreto di fronte alle cose più semplici della

vita e sono capaci di dirvi che vi è uno scopo filosofico in una

forcinella dippiù o un nastro di meno. Ho cercato molto e

contrariamente non ho trovato niente e mi son dovuta limitare alle

sole supposizioni. La preferenza delle donne pei fiori sarà perchè fu

un pomo quello che rivelò il primo peccato, senza pensare che furono

le compiacenti foglie di un fico che formarono la prima _cuirasse

guindée_; forse sarà perchè il famoso giudizio di Paride ha avuto un

pomo per interprete e da esso vennero Elena, Troia e la _belle

Helène_, cose poco piacevoli per il sesso femmineo; forse perchè le

donne vogliono essere odorate o adorate come i fiori e non volgarmente

divorate come le frutta; forse perchè veggono una mistica

rassomiglianza fra la loro bellezza e.... risparmio il resto. E può

darsi anche che non sia nemmeno per una di queste cose che ho

supposte. Oh potessi domandare a ciascuna delle graziose

lettrici--conosco i miei aggettivi--perchè appuntano il velo

svolazzante con un gelsomino invece di una lazzeruola! Potessi fare un

plebiscito! Sarebbe l'unico mezzo di non sapere la verità.

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O divina, divina Pomona! alma figlia di Demeter, la terra, io ti amo

tanto dippiù della infida Flora; tu sei buona, forte e robusta e

ricerchi i raggi passionati del sole; tu sei rigogliosa ed oltre ai

frutti hai le foglie larghe, brune, vellutate--e ti amavano anche il

vecchio e giocondo Anacreonte, il sorridente e grave Virgilio, e

Orazio e Catullo ed i cento poeti greci e romani che si coronavano, è

vero, di rose, ma te cantavano sulla mensa accanto alle snelle anfore

del Falerno. Tu, fiera amazzone, non ti curi di ornarti la chioma e la

gonna come quella bizzarra di Flora, nè ti fai corteggiare da un

monelluccio come lo zeffiro; non sei pallida, esile, magruccia,

languida, come tua sorella cui andrebbero consigliati il ferro ed i

bagni di mare. Se viene il gelo, l'uragano, un sole troppo caldo, essa

muore od appassisce; ma tu resisti, o forte fanciulla, tu combatti,

sai di dover vivere, di essere utile, e mentre tua sorella se ne va

per quattro mesi Dio sa dove ed a fare chi sa che, tu da gennaio a

dicembre ci sei sempre presente. Nella vostra famiglia tua sorella

rappresenta l'aristocrazia, tu il popolo: essa ha bisogno di cartine

ricamate, di nastri, di gioielli, di giardiniere dorate e verniciate,

di candide porcellane, di cestini eleganti, di botteghe che sembrano

saloni: tu invece, umile nella fortezza, distendi le membra divine

nelle _sporte di Gaetanella_, la fruttaiuola dell'angolo!

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Il mio lirismo è stato affogato in tempo debito, ma non vorrei averlo

sprecato; vorrei rialzare le sorti..... non della donna, nè dei

maestri elementari o di altre utopie degne di rispetto, ma delle

semplici ed ingenue frutta. Del resto la propaganda è incominciata: si

principia ad usarli sui cappelli e sugli abiti; un primo passo è già

arrischiato; quasi quasi tenterei un secondo predicozzo, se il

malevolo spirito che mi consiglia sempre bene, non mi susurrasse che

forse otterrei un effetto opposto. In politica ed in letteratura si

veggono spesso casi consimili.

Dal vero · 第 32 / 67 题