XIV.

Mastro Spaghi taceva--fissandola nel viso;

E nei suoi occhi azzurri--vedeva un paradiso.

Un'iride ideale--di memorie e d'amore,

Di dolci desiderii--soffocati nel cuore.

Come in mezzo alla nebbia--gli passava davante

Della perduta sposa--il leggiadro sembiante,

Che gli dicea:

"_Coraggio!--Se tu cedi, io perdono!_"

Poi gli giungea all'orecchio--con argentino suona

Una voce infantile;--quella d'una bambina;

Che vinceva gli accordi--d'un'armonia divina.

* * * * *

Sovra la rozza panca--il vegliardo si scosse.

Avea il pianto negli occhi--e mormorò:

"Se fosse

"Viva, avrebbe vent'anni--la povera piccina!

"Vorrei diventar cieco--per averla vicina!

"Che sarà divenuta?--Sarà dessa felice?

"Forse è una gran signora...--Forse una meretrice!

* * * * *

Così parlava.

Intanto--la dolente fanciulla

Gli abbracciava gli stinchi,--senza comprender nulla.

Alfin surse da terra,--chè volavano l'ore.

Avea l'occhio velato--da un osceno languore,

Ed additando l'oro--mormorò al vecchio:

"Senti:

"Questi sono testoni--tutti nuovi e lucenti...

"Son dieci!... Sono pochi!--Ma se tu mi concedi

"La sua vita, oltre l'oro--che scintillar qui vedi.

"Io ti darò... me stessa!...--E sono bella!... Guarda!..."

E si slacciò le vesti.

--Ei con mano gagliarda,

"Quasi sdegnato, e altrove--guardando, ricompose

Le vesti.

Ella la destra--gli strinse. Vi depose

Un bacio e disse:

"Grazie!--Oh!... Grazie, padre!

* * * * *

Allora,

Nelle braccia serrandola:--"Lontana è ancor l'aurora!"

Esclamò il vecchio. "Insieme--con voi verrò!.. Mia figlia,

"Sì, mia figlia sarai!"

Poesie e novelle in versi · 第 93 / 104 题