Allora la fanciulla--divenne mansüeta
Come un pazzo, cui nota--voce d'amico accheta.
Il suo viso, che l'ira--aveva imporporato
Tornò pallido.
Il labbro,--qual ferro arroventato,
Restò sol di carminio.
--Ivi il sangue soltanto
Afflüiva nei giorni--della gioia e del pianto;
Ed un genio, guardando--quelle labbra procaci,
Dovea dir: "Questa donna--è nata per i baci."
* * * * *
Mastro Spaghi, seduto--vicino alla lucerna,
Somigliava alla statua--dell'attenzione eterna.
Il morente lucignolo,--mobile e vaporoso,
Fissava sul suo cranio--un punto luminoso.
* * * * *
Come un rettile, a terra--la fanciulla strisciando,
A lui venne dinanzi;--e, gli stinchi abbracciando
Del vegliardo, gli disse:
--"Tu non l'ucciderai,
"Non è vero?... Perdonami--s'io piansi e mi sdegnai...
"Come sei bello!... Parla!--Io non credea davvero
"Che gli uomini che fanno--un simile mestiero
"Avessero una faccia--così buona, e che pare
"Quella dipinta in chiesa--sul quadro dell'altare!"