--E dalla ferrea griglia
Del carcer, pochi istanti--dopo, uscivan tre ombre.
Le vie del firmamento--eran di nubi sgombre;
La luna era abbagliante--d'ineffabil splendore;
Nicasio e Lea correano--parlandosi d'amore.
Quella luna invitava--a amar, solo a vederla.
La terra era d'argento,--il ciel di madreperla.
E in quell'onda di luce--il triste gruppo avvolto
Pareva un gruppo d'angioli--dal Signore raccolto,
Perchè nel santo affetto,--che purifica tutto,
Oblïasse ogni colpa,--oblïasse ogni lutto.
Di mastro Spaghi il cranio--fulgeva in modo strano;
Lo si saria veduto--a tre miglia lontano.
Ei non se ne accorgeva.
--Celiando, il giovinetto
Quel cranio traditore--copri col suo berretto,
E disse:
"Affeddidio!--Questo tuo cranio vuole
"Col suo sfarzo di luce--comprometter tre gole!"
* * * * *
Così senza spettacolo--rimaser l'indomani
Di Sant'Angelo in Vado--i buoni borghigiani:
E così, nella corsa--facendo invidia al vento,
Sullo scorcio d'aprile,--l'anno milletrecento,
Giungean, per imbarcarsi,--all'adriaca marina
Un carnefice, un ladro--e una bella sgualdrina.