Eguali
Alle gocce che il tufo--nell'umide caverne,
Lagrime solitarie,--lentamente secerne,
Poche gocciole fredde--imperlavan la testa
Del boia.
* * * * *
Egli diceva:
"--Fu una notte funesta!
"So che mi son svegliato--con pesanti catene
"Ai polsi e alle caviglie.--Me ne ricordo bene!
"Non un raggio di luce!--Un fetore di morte
"Mi saliva alle nari.--Le catene eran corte.
"Mi addormentai di nuovo.--E d'essere un mastino
"Sognai.--
Fui risvegliato--sul fare del mattino
"Da un uomo lungo e pallido.--
Io gli chiesi chi fosse.
"Ei non rispose, côlto--da un accesso di tosse;
"Il fetor della carcere--gli grattava la gola.
"Fui condotto all'aperto.--
Un frate colla stola
"Negra mi passò accanto.
Lo seguivan dei ceffi
"Da ribaldi, che feano--orribili sberleffi
"A un meschin che legato--ne veniva con loro.
"_Alla forca!... Alla forca!_"--gli gridavano in coro.
"Egli batteva i denti,--era tutto tremante;
"E, non potendo piangere,--contorceva il sembiante.
"Allora l'uomo pallido,--che mi stava vicino,
"Mi toccò sulla spalla,--e additando il meschino,
"Miagulò:--
"_Il Serenissimo--Luca ti manda a dire
"Se ti piace di vivere,--o ti piace morire.
"Il carnefice è vecchio.--Se ti garba il mestiere
"Comincia a strozzar questo.--Verrà il Duca a vedere.
"Se il mestier non ti garba,--oppur non ci sei nato,
"Invece d'appiccare--sarai tu l'appiccato.
"Il Duca è giusto e buono;--a tanta sua clemenza
"Mostrerai collo zelo--la tua riconoscenza.
"Rispondi? Che vuoi essere:--Od appiccato, o boia?_
"--Il secondo! Il secondo!"--Io risposi con gioia!