Fuori,
Nell'aperta campagna,--il grillo allegramente
Trillò ancor. Mastro Spaghi--sospirò nuovamente.
* * * * *
"Poveri grilli! Povere--bestiole liete! Quante
"N'ho ammazzate!... Di Rita--ero allora l'amante!
"La notte, quando tutti--dormivano, soletto
"Io m'aggiravo intorno--alla quercia ed al tetto,
"Spiando la finestra--dove Rita dormiva.
"Talora ella l'apriva,--ma quando non l'apriva
"Che fare in mezzo ai monti--aspettandola?--Un poco
"Sedea sull'erba e il guardo--alzavo al cielo. Il fioco
"Lume degli astri piovere--sentia nelle pupille!
"Oh! Quanti dolci fascini--han le notti tranquille!
"Poi dagli steli, madidi--di rugiada, sul volto
"Mi balzava un insetto.--Io ghermivo lo stolto...
"Era un grillo; io grattavo--il suo ventre, per fare
"Che il povero piccino--avesse a strimpellare
"Qualche rullo di note--che svegliassero Rita...
"Ma la bestiola in mano--mi moriva sfinita!
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
"Oh!... Sta a veder ch'io piango--perchè ho ucciso dei grilli!
"Per Dio! Strozzai tanti uomini--ed ho i sonni tranquilli!"