"Questo è quel dei dugento--che in vent'anni suonati
"Spaccierò sulla forca.--I primi che ho spacciati
"Mi costarono lagrime--di compassione! Io penso
"Con vergogna a quei tempi!-Non avevo buon senso!
"Cos'è strozzare un uomo?--Mandarlo all'altro mondo!
"E questo (almen mi pare)--è un beneficio, in fondo!
"Forse, che in questo qui--si sta meglio? Che bazza!
"Chi non vi nasce ricco,--o di nobile razza,
"O vigliacco del tutto,--o forte, o scaltro, od empio,
"Ci viene per soffrire,--o per fare, ad esempio
"Di me, la bella parte--di carnefice!"
* * * * *
Un grillo
Lungi nella campagna,--turbò il sonno tranquillo
Alle cicale, sopra--le piante addormentate,
Con note così allegre--che parevan risate.
* * * * *
"Oh!... Le note dei grilli,--umili creature,
"Piccioletti filosofi--desti nell'ore oscure,
"Come son liete!" disse--il boia sospirando.
"Essi vivono poco;--e col profumo blando
"Delle erbette si innebriano;--son vestiti di nero
"Per darsi fra gli insetti--un tal piglio severo,
"Ma in cuor ridon di tutto!--Dormono la giornata,
"Poi di notte nei campi--corrono all'impazzata!...
"E dir che, giovinetto,--io n'ho ammazzate tante
"Di queste bestioline!...
--Allora ero l'amante
"Di Rita, la più bella--forosetta che Iddio
"Ai campi regalasse!...--Almeno, a parer mio!
"Era bionda; abitava--qui presso, a poche miglia,
"In una casettina--tra i monti. La giunghiglia
"Ne baciava i mattoni--profumandola tutta.
"Una quercia, simíle--ad una vecchia brutta
"Che s'è presa d'amore--per un bel giovinetto,
"Abbracciar del tugurio--parea volesse il tetto;
"Un tetto di lavagna--nera, lucente, lina,
"Su cui ridean gli steli--d'una rosa canina.
"Mi parea che si amassero--quel tetto e quella rosa!
"Anzi il tetto, agli abbracci--di Madonna Ghiandosa
"Quasi per isfuggire--parea farsi più basso!
"Chi conosce i misteri--d'una pianta o d'un sasso?
"Noi ci viviamo in mezzo--cogliam le frutta e i fiori,
"Caviam fuoco dal sasso...--ed ecco tutto!"