II.

Cinque novelle il Boito avrebbe scritto, secondo il Croce, e cioè:

_L'alfier nero_, _Iberia_, _Il pugno chiuso_, _Honor_, _Il trapezio_;

una sesta, _La musica in piazza_, ricorda il maestro Gallignani, e di

essa non riuscii a trovar traccia. _L'alfier nero_ fu pubblicato prima

nella rivista milanese _Il Politecnico_, poi, insieme con _Iberia_,

sotto il titolo complessivo _Un paio di novelle_, nella _Strenna

italiana pel 1868_ dell'editore milanese Ripamonti-Carpano: è la sola

novella che abbia avuto l'onore e la fortuna di due edizioni, dalla

prima alla seconda delle quali corrono pochissime differenze, bastanti

tuttavia a mostrare con quanta cura il Boito la scrivesse, ché alcune,

per quanto minute, rappresentano un miglioramento dell'espressione,

una vera finezza artistica, e perciò le più importanti raccolgo più

oltre.

Del _Pugno chiuso_ il _Pungolo_ annunciò, il 10 settembre 1867, come

prossima la pubblicazione nelle proprie colonne, e l'annuncio rinnovò

il 27 dicembre successivo; ma la novella non fu pubblicata né allora

né poi dal famoso giornale milanese, diretto e compilato da amici

affezionati del Boito che con lui avevano comuni ideali artistici e

politici. Era quello il tempo del _Mefistofele_, e si può credere che

prima le cure per la rappresentazione di così grande opera, su cui

tante speranze giustamente posavano, poi la delusione amarissima

distogliessero il pensiero dello scrittore dalla promessa novella. Di

_Honor_ neanche la più piccola traccia mi fu possibile trovare, né

saprei dire dove il biografo tedesco ne scovasse l'indicazione. _Il

trapezio_ fu pubblicato nella _Rivista Minima_ di Milano, diretta da

Antonio Ghislanzoni e Salvatore Farina: nel terzo fascicolo del 1873,

il 2 febbraio, comparve la prima puntata, e nel secondo del 1874, il

18 gennaio, fu, scrive il Farina, lasciato in tronco il _gustoso

romanzetto_: "io, aggiunge, ne ebbi dispetto e ne ebbero dispetto i

lettori", e possiam credergli. Non ogni numero della _Rivista_ ebbe la

sua parte di novella; gli intervalli tra puntata e puntata si fanno

maggiori via via che il tempo passa; ma poiché ogni puntata ci

presenta un episodio ben definito e si chiude in modo da acuire

l'interessamento più che la curiosità dei lettori per quello che deve

seguire, e poiché tutte rispondono a un piano che appare ben disegnato

nella mente dell'autore, se anche non si riesce a indovinarne la linea

conclusiva, bisogna dire che l'autore avesse tutta in mente la novella

e ne mettesse in carta le singole parti quando la voglia di scrivere

lo prendeva, fino a che un bel giorno questa voglia gli venne meno del

tutto. Perché? "Già pensava al _Nerone_", scrive il Farina, e

quantunque al _Nerone_, com'è noto, pensasse già da molto tempo e non

da allora soltanto, si può credere che quest'opera pesasse gravemente

sul destino delle altre sue, vere bagattelle al confronto di ciò

ch'essa doveva essere. _Il trapezio_ dunque non è che un frammento, ma

pur come tale appare la migliore delle tre novelle che, sole, biografi

e bibliografi indicano con precisa sicurezza, sì che non c'è da

dubitare che sole esse tre siano state scritte. I titoli delle altre

rappresentano promesse non mantenute: dietro i titoli, secondo mi fa

credere l'esempio del _Trapezio_, ci doveva essere nella mente del

maestro se non tessuta la tela, ordita la trama; bastava solo, forse,

ch'egli le scrivesse e a ciò non seppe o non poté decidersi, per

circostanze che è vano investigare.

Novelle e riviste drammatiche · 第 13 / 46 题