scommetto che, a questo punto del mio romanzo, lo avrei creato io.
Quale disgrazia esser nati troppo tardi! A noi non è più permesso di
crear nulla.
Il medico impensierito da questa seconda crisi, tanto più atta a
impensierirlo quanto meno attesa da lui, si raccolse per un istante
nella sua dignità di scienziato.
Poi, volgendosi al visconte ed al commissario, i quali, nella duplice
ansietà della compassione e del trionfo, attendevano il verdetto:
--Lasciamo, disse loro, che la malattia compia il suo periodo naturale
di reazione. Ormai non è più lecito dubitare che questo sventurato sia
profondamente leso nelle sue facoltà intellettuali. Egli è affetto da
quella specie di mania, oggimai comune alla più parte degli uomini
coniugati, e per la quale la scienza non ha rimedii, che si chiama in
linguaggio tecnico: _uxorofobia_. È una morbosità del cervello
insidiosa e terribile, tanto più difficile a curarsi, in quanto i
sintomi di essa talvolta rimangano latenti pel corso di parecchi anni.
Quando il medico riesce ad afferrarli, il più delle volte la malattia
è già entrata nella fase cronica. Vi prego, signori, di seguirmi. Voi
siete chiamati a convalidare colla vostra testimonianza la relazione
del grave caso e il conseguente certificato di demenza che io vado a
redigere. Più tardi, noi torneremo presso il malato, e procaccieremo
che egli venga calato sulla piazza coi meccanismi più acconci.
Dopo questo, i tre valentuomini discesero dal campanile.