e dall’insegna rappresentante un elefante con enorme serpente
all’intorno ed un nano. Che dovesse essere un albergo, lo dice
quest’altra iscrizione più grande che vi fu letta:
HOSPITIVM HIC LOCATVR
TRICLINIVM CVM TRIBVS LECTIS
ET COMM.[275]
L’interno è assai piccolo, povere le decorazioni: meschinissimo ritrovo
a gente di nessuna fama, come non poteva essere altrimenti, avendo di
fronte il lupanare.
Vi si rinvennero una testa di Giove in pietra di Nocera grossolana, tre
stili per iscrivere, utensili di cucina, un _sarracum_ o carro agricolo
sia per veicolo di persone, che per trasporto di derrate al mercato,
bottiglie di vetro, una asta di ferro, un peso di piombo e monete di
bronzo.
Un albergo e scuderia era pure nella via delle Tombe, quasi rimpetto
alla casa che si presume di Cicerone. Consta d’un portico con botteghe,
e nel mezzo v’era una fontana con abbeveratojo. Gli scavi offrirono qui
dei vasi, de’ secchi di bronzo, un mortajo di marmo, delle bottiglie
di vetro, dei vasi in terra cotta, dadi, un candelabro e avanzi
di bilancia. Nella scuderia che vi è attigua, si trovò la carcassa
di un cavallo col morso in bronzo, se pure era un morso l’ordigno
che aveva la figura di un D, e dei pezzi di un carro. A fianco
dell’ingresso v’erano due fornelli con pentole, in cui dovevano esservi
i commestibili che vi si esponevano e vendevano. Al di sopra di queste
botteghe eravi pure un piano superiore, a cui si saliva per iscale di
legno. In una di queste botteghe si ravvisarono scritti sullo stucco
diversi nomi in caratteri rossi, ma di essi non si potè leggere che
appena quello di STAIVS PROCVLVS.
Nella via di Mercurio vedesi pure una _popina_. Su di un panco di
fabbrica rivestito di marmo sono incassati tre vasi: v’è uno scalino
pur di marmo, per collocarvi le coppe e i bicchieri ed un fornello
per cuocervi le vivande, sotto il quale è dipinto un angue in atto
di divorar le offerte disposte su di un’ara. In un salotto vicino vi
stavano dipinti degli amori; Polifemo e Galatea, e Venere che pesca
coll’amo. Sotto vi è rappresentata una caccia; a qualche distanza un
cane ed un orso accomandati ad un palo che ardono assalire un cervo. A
sinistra della _popina_ evvi una altra sala con una porta segreta nel
viottolo di Mercurio. Gli scrittori ricordano come qui vi si trovassero
tre pitture oscene ora distrutte. Un’altra pittura rappresenta un
soldato vestito d’una singolar tonaca, somigliante ad una pianeta,
o _dalmatica_ de’ nostri preti, il qual soldato porge da bere ad un
popolano. Sopra vi è graffita questa iscrizione: