MARCVS FVRIVS PILA MARCVM TVLLIVM[276].

Anche un’altra _popina_ era sull’angolo della Via delle Terme, e si

denomina di Fortunata, perchè viveva un’iscrizione nella parte esterna

che recava un tal nome, ma che ora è affatto scomparsa. Vi si vendevano

commestibili.

Due osterie erano dirimpetto alle Terme: ivi stavano molti vasi di vino

o _dolia_, come appellavansi allora, e focolari per ammanire vivande.

Vi si scoprì uno scheletro d’uomo, che al momento della catastrofe

s’era per avventura rifugiato sotto di una scala e stringeva ancora

il suo piccolo tesoro, consistente in un braccialetto in cui erano

infilati tre anelli, uno de’ quali con vaga incisione d’una baccante,

due orecchini, il tutto d’oro; settantacinque monete d’argento e

sessantacinque di bronzo, con cui voleva sottrarsi a sì generale

rovina.

A queste _cauponæ_ e _popinæ_ ed _œnopolia_ e _tabernæ vinariæ_ erano

quasi sempre congiunti, come abbiamo veduto, i _thermopolia_, ossia

botteghe per vendita di bevande calde e liquori, come sarebbero a

un dipresso i moderni caffè; poichè si tenesse allora comunemente

più delizioso il bever caldo. Fin il vino si usava imbandir caldo:

lo si cuoceva e lo si dolcificava e medicava con mirra, come pur di

presente usasi in certe circostanze unirvi droghe, e si dava sopratutto

idromele, giusta quanto si apprende in Plauto:

Pompei e le sue rovine, Vol. 2 (of 3) · 第 21 / 37 题