Il Cicerone era come invaso da un santo sdegno.
--Ma dunque--uscì finalmente a dire il padre--il signor Aldo crede
ancora possibile una Venere, dopo tante che ce ne lasciò l'antichità?
--Perchè no?--proruppe il Cicerone.--La bellezza non è forse eterna?
La bellezza del nudo non tramonta mai!
--È tanto bella?--domandò di nuovo la donna--questa signora Nanà?
--Bella è, secondo me, una parola un poco insignificante per esprimere
che cosa sia la signora Nanà. Essa è un portento.
--Dicevate dunque--disse il padre austriaco, quasi volesse stornar il
discorso dalle imagini troppo estetiche....
--Io stavo dunque dicendo--ripigliò il Cicerone--che Aldo Rubieri è
ancora più in voga pel suo carattere che pe' suoi lavori, e raccontavo
che aveva cacciato fuor dallo studio il principe russo, mentre il
giorno dopo aveva spalancata la porta del suo più segreto penetrale ad
un povero pittorello di Roma, che viaggiava per istruzione col sacco
in spalla; egli fece colazione con lui nel giardino incantato.
--Ah, c'è anche un giardino incantato?--domandò la matura fanciulla
spalancando gli occhi grigi.
--Incantato, per modo di dire--rispose il Cicerone--ma è tanto più
incantato dopo che lo frequenta la signora Nanà, giacchè, secondo me,
un luogo dove regna e dove respira, foss'anche una mezz'ora al giorno,
una creatura come la signora Nanà, quello diventa per forza un luogo
incantevole.