Della santa morte del Santo Re, e come fu poscia annoverato tra
Confessori della Fede.
Quando il buon Re San Luigi ebbe così insegnato ed indottrinato
Monsignor Filippo suo primogenito, ed in lui tutti gli altri figliuoli
suoi, la malattia che il premeva cominciò tosto a crescere duramente.
Ed allora domandò i Sagramenti di Santa Chiesa, che gli furono
amministrati in sua piena conoscenza, buon senno e ferma memoria.
E bene ciò apparve perchè, quando lo misero in estrema unzione, e
dissero i sette Salmi di penitenza, egli medesimo rispondeva i versetti
dei detti Salmi insieme cogli altri che accompagnavano il Prete in
quell’ultimo pietoso officio. E udii poscia dire a Monsignore il Conte
d’Alansone suo figliuolo, che sentendosi il buon Re approssimare alla
morte s’isforzava d’appellare i Santi e Sante del Paradiso perchè il
venissero âtare e soccorrere a quel trapasso: e per ispeciale evocava
egli Monsignore San Jacopo, in dicendo la sua orazione che comincia:
_Esto, Domine_. Anche Monsignor San Dionigi appellò egli, recitando la
sua orazione, la quale in sentenza dice così: Sire Iddio, donaci grazia
di poter disprezzare e mettere in obblìo le proprietà di questo mondo,
sicchè incontriamo senza dottanza qualsivoglia avversitade. Finalmente,
dopo aver richiamato anche Madama Santa Geneviefa, si fece istendere
sovra un letto coverto di ceneri, fece croce sul petto delle sue
braccia; e così, riguardando tuttavia verso il cielo, rese in un suave
sospiro la benedetta anima al suo Creatore, a tale ora medesima in
che Nostro Signore Gesù Cristo rese lo Spirito al Padre in su l’albero
della Croce per la salute di tutti i popoli.[90]
Pietosa cosa è veramente e degna di largo pianto il trapassamento
di questo Santo Principe, il quale sì santamente ha vissuto, e bene
ha guardato suo Reame, e che tanto di buone ovre ha fatto in verso
Dio. Perchè, così come il dittatore vuole alluminato il suo Libro
in oro smagliante ed in colori gai per farlo più bello e onorato,
simigliantemente il buon Santo Re ebbe alluminato e fregiato la vita
sua ed il suo regno per le grandi limosine, e pei Monasterii e Chiese
ch’egli ha fatto e fondato in suo vivente, ove Dio è al dì d’oggi
lodato ed onorato notte e giorno. La domane della festa di Santo
Bartolomeo Apostolo trapassò egli di questo secolo nell’altro, e ne fu
poscia apportato il corpo in Francia a San Dionigi, e là fu soppellito
nel luogo ove egli avea già da tempo eletta la sua sepoltura: al qual
luogo Dio misericordioso, per le preghiere di lui, ha permesso sien
fatti molti e belli miracoli.
Tosto appresso per lo comandamento del Santo Padre di Roma venne un
Prelato a Parigi che fu lo Arcivescovo di Roano, ed uno altro Vescovo
con lui, e se ne andarono a San Dionigi, al qual luogo essi furono
lungo tempo per inchiedervisi della vita, delle opere e dei miracoli
del buon Re San Luigi. E mi mandarono che venissi a loro, e là fui per
due giorni per ch’io loro isponessi tutto ciò che sapeva. E quand’essi
si furono per tutto bene e diligentemente inchiesti d’esso buon Re,
ne riportarono in Corte di Roma tutto l’inchierimento. Lo quale bene
veduto, ed a buon diritto esaminato, funne il nostro buon Re per
solenne dicreto messo nel novero dei Confessori della Fede[91]. Donde
gran gioia fu e dovè essere per tutto il Reame di Francia, e molto
grande onore ne venne a tutto il suo lignaggio, e sì veramente a coloro
che lo vorranno imitare, mentre sarà a gran disonore di quelli di
suo lignaggio che non imitandolo, saranno mostri col dito, e si dirà
di loro: che giammai il buon Sant’Uomo arebbe fatta tale malvagità o
villanìa.
Appresso che queste buone novelle furono venute di Roma, il Re donò
ed assegnò giornata per levare il Santo Corpo. L’Arcivescovo che fu di
Reims, e Messer Errico di Villiere che altresì fu Arcivescovo di Lione
lo portarono primi, e più altri Arcivescovi e Vescovi il portarono
dappoi, de’ quali io non so i nomi. Appresso ch’e’ fu levato Frate
Giovanni di Semuro lo predicò davanti il popolo, e tra gli altri suoi
buoni fatti rammentò sovente una cosa ch’io gli avea detto del buon
Re: cioè la grande sua lealtà, perchè, com’io ho mentovato davanti,
quando egli avea alcuna cosa promessa della sua sola e semplice parola
ai Saracini nel viaggio d’oltremare, non ci avea rimedio che non la
tenesse loro a qualunque costo, od a perdita qualsivoglia. Predicò
similmente il detto Frate Giovanni tutte le parti della sua vita
com’elleno per me sono state già scritte. E tantosto che il Sermone
fu finito, il Re novello ed i fratelli suoi riportarono il corpo del
Re loro padre nella detta Chiesa di San Dionigi con l’aita del loro
lignaggio, per onorare così quel corpo che tanto onore apporta loro, ed
apporterà per lo avvenire se per essi non farà difetto il proposito di
seguitarne i precetti.