CAPITOLO LXX.

Un’ultima parola sul caro e santo mio Re.

E qui finirebbe il conto s’io non volessi anche aggiungere qualche

cosa in onore del mio buon Re San Luigi. Sappiate dunque che, sendo io

nella mia Cappella a Gionville, egli mi fu avviso ad un cotal dì, nel

quale era tutto insonnolito, ch’e’ mi venisse davanti molto gioioso, e

ch’io parimente fossi assai lieto di vederlo nel mio castello, e che

poi gli dicessi: Sire, quando voi vi partirete di qui, io vi menerò

alloggiare in un altro mio maniere che io ho a Cheviglione: ed anche

m’era tuttavia avviso ch’egli mi rispondesse in ridendo: Sire di

Gionville, per la fe’ che vi deggio, già non mi partirò io sì tosto di

qui, poi che vi sono a mio agio. Quando io mi svegliai pensai allora

in me, che certo era il piacere di Dio e di Lui ch’io lo albergassi

nella mia Cappella; perchè senza più vi ho fatto fare un altare altresì

in onore di Dio e di Lui, e vi ho stabilito, e bene fondato una Messa

perpetua per ciascun giorno dell’anno. E queste cose ho io rammentate a

Monsignor Luigi suo figliuolo[92] affinchè, facendo il grado di Dio, io

possa avere qualche parte delle reliquie del vero Corpo di Monsignore

che fu mio buon Re, per tenerla nella mia Cappella a Gionville, sicchè

quelli che vi vedranno il suo altare possano avere insieme a quel caro

e buon Santo una maggior divozione.

E qui finendo veramente faccio assapere a tutti i lettori di questo

Libro che le cose, ch’io dico aver vedute e sapute di lui, sono al

tutto veraci e fermamente le deggiono credere. E le altre cose, ch’io

non testimonio se non per udita, prendanle in buon senso, se a loro

piace. E qui pure prego a Dio che per la inframmessa di Monsignore

San Luigi, gli piaccia donarci ciò ch’elli sa esserci necessario alla

salute del corpo, e più assai alla salute dell’anima nostra. Amen.

La sesta crociata ovvero l'istoria della santa vita e delle grandi cavallerie di re Luigi IX di Francia · 第 91 / 97 题