Dei santi ed ultimi ammaestramenti ch’esso diede al figliuolo.
«Bel figlio, la primiera cosa che t’insegno e ti comando a guardare
si è che di tutto tuo cuore, e sovra tutte cose tu ami Dio, perchè
senza ciò null’uomo non può esser salvato; e guardati bene di far cosa
che a lui dispiaccia, cioè guardati di peccato: giacchè tu dovresti
piuttosto desiderar di soffrire tutte maniere di tormenti, che di
peccare mortalmente. Se Iddio t’invia avversità ricevila benignamente,
e rendigliene grazie, e pensa che tu l’hai ben meritata, e che il
tutto ti ritornerà a prò. S’Egli ti dona prosperità sì ringrazianelo
umilmente, e guarda che per ciò tu non ne impeggiori per orgoglio
o altrimenti: poichè non si dee mica muover guerra a Dio coi doni
ch’egli ci ha fatto. Confessati sovente ed eleggi Confessore idoneo
che produomo sia, e che ti possa securamente insegnare a fare le cose
che sono necessarie per la salute dell’anima tua, ed altresì quelle
da cui tu devi guardarti; e fa d’esser tale che i Confessori tuoi,
i tuoi parenti e famigliari ti possano così arditamente riprendere
del male che tu arai fatto, siccome apprenderti il bene ch’era da
farsi. Ascolta il servigio di Dio e di Nostra Madre Santa Chiesa
devotamente e di cuore e di bocca (e per ispeciale alla Messa dappoi
che la consecrazione del Santo Corpo di Nostro Signore sarà fatta)
senza celiare od ammiccare con altrui. Abbi il cuor dolce e pietoso ai
poveri, e li conforta ed aiuta in ciò che potrai. Mantieni le buone
Costume del tuo Reame, ed abbassa e correggi le malvage. Guardati
della troppo gran cupidigia, e non buttar su al tuo popolo troppo
grandi taglie e sussidii, se ciò non fusse per invincibile nicissità
e pel tuo Reame difendere. Se tu hai alcun misagio in tuo cuore, dillo
incontanente al tuo Confessore, o ad alcuna buona persona che non sia
punto piena di villane parole, ma le abbia soavi e amorevoli, e così
leggermente porrai portare il tuo male, per lo riconforto che l’uomo
savio ed ammisurato ti donerà. Prenditi ben guardia che tu aggia in
tua compagnia genti probe e leali, le quali non siano punto piene
di cupidigia, sieno esse religiose, secolari o altrimente. Fuggi la
compagnia dei malvagi, ed isforzati d’ascoltare le parole di Dio, e
le ritieni in tuo cuore. Procaccia continuamente preghiere, orazioni
e perdoni. Ama il tuo onore. Guardati dal soffrire colui che sia sì
ardito di dire davanti à te parola alcuna, la quale sia cominciamento
d’ismuovere chicchessia a peccato, o che maledica d’altrui assente o
presente per detrazione. Non soffrire che alcuna villana cosa sia detta
di Dio, della sua degna Madre, o dei Santi o Sante. Sovente ringrazia
Dio dei beni e della prosperità ch’egli sarà per donarti. Fa drittura
e giustizia a ciascuno tanto al povero come al ricco. A tuoi servitori
sii leale, e munifico, ma fermo e non voltabile di parola, acciò
ch’essi ti temano ed amino come loro Signore. Se controversia nasce, od
azione alcuna viene intentata, fanne inquisizione fino a raggiugnere
la verità, sia che questa ti favorisca o ti contrarii. Se tu sei
avvertito di avere alcuna cosa d’altri, sia per fatto tuo, sia de’
tuoi predecessori, qualora ne venga certificato, rendila incontanente.
Riguarda con tutta diligenza se le genti a te soggette vivono in
pace ed in drittura, e specialmente nelle buone ville e cittadi.
Mantieni loro le franchigie e libertà, nelle quali i tuoi antenati
le hanno mantenute e guardate, e tienile in favore ed amore: giacchè
per la ricchezza e possanza delle tue buone cittadi i tuoi nemici ed
avversarii si dotteranno d’assalirti e di misprendere inverso di te, e
per ispeciale i tuoi Pari, i tuoi Baroni, ed altri simiglianti. Ama ed
onora tutte le genti di Chiesa e di Religione, e guarda bene che non
loro togliessi li redditi, i doni, e le elemosine che i tuoi antenati
e predecessori hanno lasciato o donato alle medesime. Si racconta del
Re Filippo mio avo che una fiata l’uno de’ suoi Consiglieri gli disse
che le genti di Chiesa gli facevano perdere ed amminuire i diritti, le
libertà, non che le giustizie sue, e che era gran meraviglia ch’egli
il sofferisse così. E il Re mio Avo gli rispose ch’egli il credeva bene
altresì, ma che Dio gli avea fatti tanti beni e tante gratuità donate,
ch’egli amava meglio perdere alcun poco di suo podere che piatire
e contendere colle genti di Chiesa Santa. A tuo Padre e a tua Madre
porta onore e reverenza, e guardati dal corrucciarli per disobbedienza
de’ loro buoni comandamenti. Dona i beneficii che ti apparterranno a
persone buone e di netta vita, e sì fallo per lo consiglio di uomini
probi e savi. Guardati dallo ismuover guerra Contra Cristiani senza
grande consilio, e solo allorchè altrimenti tu non ci possa ovviare:
e se guerra ci avrai, risparmiane le genti di Chiesa, e coloro che in
niente non ti avranno misfatto. Se guerra o dibattimento insorga tra i
tuoi soggetti, pacificali al più tosto che tu potrai. Prendi guardia
sovente a’ tuoi Balivi, Preposti, ed altri Officiali, ed inchiedili
di lor governo, affinchè se cosa v’ha in essi a riprendere che tu lo
faccia. Pon mente gelosa che qualche villano peccato non s’immetta
nel tuo Reame, e principalmente blasfemo e resìa, e s’alcuno ve ne
rampolla fallo togliere e strappar via. Tien modo che tu faccia nella
tua Magione spendio ragionevole ed ammisurato. Supplico poi io a te,
figliuol mio, che dopo il mio fine aggia sovvenenza di me e della
povera anima mia, sicchè ne la voglia soccorrere per messe, orazioni,
preghiere, limosine e buoni fatti in tutto il Reame, e mettimi in parte
e porzione di tutti li beneficii e sante opere che tu farai: ed io dono
a te tutta la benedizione che giammai Padre può donare a figliuolo,
pregando umilmente alla Santissima Trinità del Paradiso al Padre, al
Figliuolo e allo Spirito Santo, sicchè ti guardi e difenda da tutti
i mali, e per ispeciale dal morire in peccato mortale; acciò che noi
possiamo una fiata, appresso questa breve vita mortale, essere insieme
davanti a Dio, a rendergli grazie e lodi senza fine nel suo vero e non
perituro Reame del Paradiso. Amen.»