Come il buon Re s’astenesse dello andare a Gerusalemme in maniera di
pellegrino.
Durante il tempo che ’l Re era a Giaffa gli fu detto che il Soldano
di Damasco gli soffrirebbe la sua andata a Gerusalemme, e ciò per
buono assicuramento. E molto volentieri l’avrebbe il Re voluto fare,
ma n’ebbe su ciò il suo Gran Consiglio, il quale ne lo stornò. E
gliene fecero rimostranza per uno esempio che fu tale. Che quando lo
Re Filippo l’Augusto si partì da innanzi Acri per andare in Francia,
lasciò egli molte sue genti nell’oste del Duca Ugone di Borgogna, il
quale avolo era del Duca diretanamente morto. Ora in quello tempo, e
durante che esso Ugo Duca, e lo Re Riccardo d’Inghilterra soggiornavano
in Acri, furon loro apportate novelle ch’essi prenderebbon bene
Gerusalemme la di mane quando il volessero, per ciò che il grande
sforzo dei Cavalieri d’Egitto se n’era ito col Soldano di Damasco ad
una guerra ch’egli aveva a Nessa contro ’l Soldano di detto luogo.
Perchè tantosto s’accordaro il Duca di Borgogna e il Re Riccardo
di levare il campo per andare verso Gerusalemme. E divisarono le
lor battaglie, donde lo Re d’Inghilterra volle menar la primiera,
e il Duca ebbe l’altra d’appresso colle genti del Re di Francia che
erano dimorate alla sua bailìa. Ed in quella ch’e’ furono presso di
Gerusalemme, e così presso di prendere la santa città, egli fu mandato
dalla battaglia del Duca di Borgogna al Re d’Inghilterra ch’esso Duca
se ne ritornava addietro solamente affinchè l’uomo non potesse dire
che gl’Inghilesi, i quali il precedevano in gara, avessero essi preso
Gerusalemme. Ed in quella che erano in tali dolorose parole, ci fu
l’uno dell’antiguarda del Re d’Inghilterra, che gli gridò: Sire, Sire,
venite sin qui, ed io vi mostrerò Gerusalemme che pare laggiù. Ma
egli stette, e si levò davanti gli occhi la sua cotta d’arme tuttavia
plorando e dicendo a Nostro Signore ad alta voce: Ah! buon Sire Iddio,
te ne priego, fa ch’io mica non veda la tua santa città di Gerusalemme;
poichè così va ch’io non la posso diliberare dalle mani de’ tuoi
nemici! — Questo assempro fu mostrato a Re San Luigi per ciò ch’egli
era il più gran Re de’ Cristiani, dicendogli che s’egli faceva il suo
pellegrinaggio in Gerusalemme senza liberarla dalle mani dei nimici di
Dio, tutti gli altri Re, che verrebbero al detto viaggio, si terrebbero
appagati altresì di fare il pellegrinaggio loro senza più, siccome
arebbe fatto lo Re di Francia.
Del buon Re Riccardo d’Inghilterra ch’ebbe in nome Cuor di Lione, vi
dissi altrove in questo libro, ora vi dirò io del Duca di Borgogna.
Sappiate dunque ch’elli fu molto buon Cavaliero di sua mano e molto
cavalleresco, ma unqua non fu egli tenuto per saggio nè verso Dio nè
verso il mondo. E bene ciò parve ne’ suoi fatti detti davanti: e di lui
disse il Gran Re Filippo quando seppe che il Conte Giovanni di Chalons
suo genero avea avuto un figliuolo, cui avevano rinominato Ugo; Dio lo
voglia fare produomo e probuomo, perchè gran differenza diceva essere
intra l’uno e l’altro, e che molti Cavalieri ci avea, così Cristiani
come Saracini, i quali erano bensì assai prodi uomini, ma non erano
punto uomini probi, poich’essi non temono nè amano Dio alcunamente. E
diceva che grande grazia faceva Dio a un Cavaliero quando egli avea
questo bene che per suoi fatti era chiamato produomo e probuomo: ma
colui di chi abbiam detto qui davanti, poteva bene essere appellato
produomo perch’egli era prò ed ardito di suo corpo, ma non già
dell’anima sua, poich’elli non temeva punto a peccare nè a misprendersi
inverso Dio.