Come si fu pace tra ’l Soldano di Damasco e gli Almiranti d’Egitto, e
come noi non avemmo più con nissun di loro nè triegua nè pace.
Ora riveniamo al Soldano di Damasco, il quale ritirò le sue genti
che aveva a Gadres, ed entrò in Egitto, e là venne ad assalirvi gli
Almiranti. E qui dovete sapere che, per fortuna di guerra, l’una
battaglia del Soldano di Damasco disconfisse l’una delle battaglie
degli Almiranti, e l’altra battaglia d’essi Almiranti vinse l’altra
delle battaglie del Soldano; e per ciò se ne rivenne addietro a Gadres
questo Soldano di Damasco ben naverato e ferito nella testa ed in altri
luoghi. E durante ch’elli si tenne a Gadres gli Almiranti inviarono
in ambasciata di verso lui, e là fecero pace ed accordo intra loro;
e perciò dimorammo scherniti d’una e d’altra parte, perchè d’allora
in avanti noi non avemmo nè pace nè tregua nè col Soldano nè cogli
Almiranti. E sappiate che noi non eravamo nulla fiata in nostro oste di
genti d’arme, che mille quattrocento incirca capaci di far difesa. Sì
tosto come il Soldano di Damasco fu appaciato cogli Almiranti d’Egitto,
fece egli ammassare tutte le sue genti che aveva a Gadres, e si partì
e venne passare presso di nostr’oste con ben ventimila Saracini e
diecimila Beduini a forse due sole leghe di distanza, ma unqua non ci
osarono assalire: e fummo in aguato, il Re e il Maestro Ballistriere,
bene tre giorni, di paura che essi si ferissero nell’oste nostra
segretamente.
Il giorno della San Giovanni che segue a Pasqua, durante che ’l Re
udiva il suo Sermone, egli venne una delle genti di detto Maestro
alle macchine da gitto, il quale entrò tutto armato nella cappella
del Re, e gli disse ch’e’ Saracini avevano accerchiata l’antiguarda
de’ balestrieri. Allora io richiesi il Re che mi donasse congedo
d’andarvi, ed egli il fece, e mi diede a balire sino a cinquecento
uomini d’arme ch’egli nomò. E sì tosto come noi fummo fuori dell’oste,
e che i Saracini, che tenevano in pressa i balestrieri, ci videro,
si ritirarono di verso un Almirante che era su un colle davanti a
noi a ben mille uomini d’arme. Allora si cominciò la battaglia intra
i Saracini e la compagnia de’ balestrieri; e come quello Almirante
vedeva che le sue genti erano pressate, incontanente le rinforzava; ed
altrettanto faceva il Maestro dei balestrieri quando vedeva che le sue
genti eran più fievoli. E durante che noi eravamo così combattendo,
il Legato ed i Baroni dissero al Re che gran follia era ch’egli
m’avesse lasciato così scoverto ne’ campi, ed egli comandò loro che mi
venissero cherendo ed altresì il Maestro de’ Ballestrieri. Ed allora si
dipartirono i Turchi, e noi ci ritraemmo dietro le parate dell’oste.
E molte genti meravigliaronsi che i Turchi ci avessero lasciato in
riposo, se non che taluno diceva che ciò era stato perchè e’ lor
cavalli erano tutti lassi e affamati sendo stati sostenuti a disagio
entro a Gadres bene uno anno intiero.