NOTE:

[46] V. P. _morto_.

[47] L. _morreggiando_.

_Comincia il XXXIII Capitolo_

La bocca sollevò dal fiero pasto

Quel peccator, forbendola a' capelli

Del capo, ch'egli avea dirietro guasto

In questo cominciamento del capitolo, ancora della detta seconda qualità

di due così si ragiona, di' quali l'uno fu il conte Ugolino de' conti

Gherardeschi di Pisa, e l'altro degli Ubaldini, l'arcivescovo Ruggieri

di Pisa, il quale, colla forza del popolo di Pisa, il detto conte

Ugolino con tre suoi figliuoli e uno nipote a tradimento per fame in

alcuna torre siccome prigione fe' morire per alcuno tradimento di

castella pisane, per lui a' Lucchesi e a' Fiorentini concedute.

Per lo quale tradimento e crudeltà il detto conte Ugolino sopra

all'arcivescovo qui figurativamente così si ristora, la cui continenza

chiaramente nel testo procede.

Noi passammo oltre, dove la gelata

Ruvidamente un'altra gente fascia

Non volta in giù, ma tutta rovesciata

¶ Determinate[48] le due prime qualità del tradire rompendo fidanza e

amor naturale, qui nelle seguenti due volontarie, cioè in quelle dove

l'amore naturale e la volontà accidentalmente a fidanza disposta si

rompe, a dimostrare si procede, delle quali l'una è quella che servendo

tradisce il servito, e l'altra è quella che servita tradisce il

servente. E perchè il servendo tradir non è a meritabile debito come

l'altro legato, però prima qui per men grave penultimamente si pone.

Nelle cui qualità d'alquanti nelle infrascritte chiose per simiglianti

si fa ricordanza, con quella medesima pena e cagione che di sopra per

l'altre due passate si conta, disvariandosi solo al supino e carpone

dimorare. La cui allegoria al più e al meno della vergogna passionando

si tira, chiamandola Tolomea, a derivazione d'alcuno Ebreo del popol

d'Isdrael, nominato Tolomeo, il quale anticamente a un convito per lui

ordinato a cierti suoi amici fidati, la morte, essendo alle tavole,

diede.

Rispuose dunque: io son frate Alberigo:

Io son quel delle frutte del mal'orto;

Che qui riprendo dattero per figo

¶ Della presente terza qualità qui d'alcun frate godente di Romagna,

nominato frate Alberigo di Manfredi da Faenza, non essendo ancor morto,

così si ragiona, il quale convitando di suoi gran cittadini e vicini

circostanti, siccome fidati e intimi amici, al chiamar delle frutte

finalmente uccidere gli fece.

Cotal vantaggio à questa Tolomea

Che spesse fiate l'anima ci cade

Innanzi che Antropos morte le dea

¶ Conciò sia cosa che qui alcuno errore alla comune gente par che si

mostri, fermamente l'anima dannando prima che 'l corpo sia morto,

possendo per pentimento salvarsi, così nel suo vero, figurativamente è

da considerare che, secondo naturalmente appare, l'umana generazione in

due principii si fonda, cioè in amore, e razionale intelletto, del quale

accidentalmente poi la fede ch'è tra uomo e uomo si cria. Onde,

privandosi di cota' due principii, non più uomo, ma iniquo volere si

considera, e dove non è principio, pentimento di contrario non cape. La

quale privazione solamente nella presente qualità si concede, per la

fede rotta da loro nell'apparenza promessa; sì che, figurativamente

parlando, ragionevolemente innanzi al dare d'Antropos, di loro così si

può dire; per la quale Antropos, secondo la considerazione di' pagani,

la generale morte s'intende; i quali al corso dell'umana vita tre idee

così produceano; la prima nel compilare della generazione infino al

nascimento, chiamandola Cloto; la seconda nella conservazione della vita

chiamandola Lacchesis; la terza nella difinizione della vita,

chiamandola Antropos, come qui in simigliante si conta[49].

Tu 'l dei saper se tu vien pur mo giuso.

Egli è ser Branca Doria e son più anni

Poscia passati ch'el fu si rinchiuso

¶ Ancor vivendo, qui della presente qualità d'alcun cavaliere genovese,

nominato Messer Branca Doria, per simigliante così si ragiona, il quale

alcuna volta essendo nell'isola di Sardigna, e convitando alcun grande

ricco uomo, nominato Michele Zanca, per posseder sua ricchezza,

mangiando insieme, con un suo nipote l'uccise.

Chiose alla cantica dell'Inferno di Dante Alighieri pubblicate per la prima volta in corretta lezione con riscontri e fac-simili di codici, e precedute da una indagine critica · 第 31 / 34 题