NOTE:

[27] Il codice nostro legge _Casa Lodi_.

[28] V. P. _sciemando_.

_Comincia il XXI Capitolo_

Così di ponte in ponte altro parlando

Che la mia comedia cantar non cura,

Venimmo e tenevamo il colmo quando

Della qualità di coloro che frodolentemente in parole e in fatti

rivendono altrui, la quale volgarmente baratteria si chiama, qui in

questo capitolo nel suo rimedio, cioè nella quinta bolgia, sua

continenza, figurativamente così si concede, che si come ella è

accostante e attegniente il loro ardente affetto per l'aquistar, che ne

segue, così in alcuna bogliente pegola qui figurativamente si pone,

nella quale copertamente ciascun suo operante dimori, a significare la

coperta e occulta frodolente operazione di loro, e ch'ella sia di color

nero, a dimostrare la oscurità del frodolente vizio, e che da molti

diavoli sia guardata acciò che di lei nessuno si discuopra, a

significare i molti e diversi pensieri e voglie di loro, dalle quali

nella presente operazione mantenuti e prodotti sono. Tra' quali, per

exempro degli altri, d'alcuno nelle seguenti chiose si conta.

A quella terra che n'è ben fornita

Ogn'uom v'è baratier fuor che Bonturo

Del no per gli danar vi si fa ita

¶ Qui d'alcuno cittadino di Lucca nominato Bonturo, cosi si ragiona, il

quale essendo ricco mercatante, per guadagnare nel presente modo comune

l'esser mercatantesco dimise.

E così vid'io già temer i fanti

Che uscivan pattegiati di Caprona

Vedendo sè tra nimici cotanti

¶ Alcuna tenuta del contado di Pisa, nominata Caprona, per alcun tempo

per Fiorentini a patti si prese, securando le persone de' fanti che

tenuta l'aveano, della quale, fidati, partendosi, e veggendosi tra tanti

nimici, ciascuno ne' sembianti temenza mostrava, la quale per assempro

della presente qui figurativamente si piglia, veggiendo gli atti e la

moltitudine di figurati presenti demoni.

Ier cinque ore più oltre ch'a quest'otta

Mille dugiento con sessanta sei

Anni compie che qui la via fu rotta

¶ Per dimostrare il dì del cominciamento del presente cammino, in quel

della passion di Cristo, così si conchiude; il quale fu, come nelle

prime chiose si conta, nel mezzo marzo, intrante il sole in Ariete nella

indizione del mille treciento, che così essere si segue, essendo presso

al dì con cinque ore più oltre passando; per lo quale incominciamento di

venerdì santo, figurativamente si ritrae l'esser tratto di lui della

morta oscurità di vizij e prodotto nella chiara vita dell'umana

felicità, si come per la morte e resurrezione di Cristo l'umana

generazione di morte in vita divenne. ¶ Per la quale ressurrezione qui

della bolgia seguente, cioè della epocrisia, d'alcuna sua rovina,

vogliendo di così fatta colpa la propietà dimostrare, così si ragiona.

Cioè, che per lei dalla passata alla seguente usanza, cotal colpa si

dipartisse, si come per più propio processo, di lei, come in alcuna

chiosa dell'undecimo canto pasato si canta; e simigliantemente per

dimostrare che sanza sensibile introducimento di lei, si come d'alcune

altre passate e seguenti, propiamente non si possa chiarire, la cui

forma e allegoria nel suo canto pienamente procede.

_Comincia il XXII Capitolo_

Io vidi cavalier già muover campo

E cominciare istormo e far lor mostra

E tal volta partir per loro iscampo

Nel cominciamento di questo capitolo, procedendosi nella sopra detta

colpa, alcune similitudini a' sopra detti suoi diavoli si propongono,

per le quali il processo e il modo di così fatti voleri chiaramente

s'intende, seguitando poi per tutto il canto l'essere di tale condizione

con essempro di certi, che nelle seguenti chiose per cotal colpa son

conti.

Lo duca mio gli s'accostò a lato

Domandollo onde fosse, e quei rispuose:

Io fui del regno di Navarra nato

¶ Qui per l'autore, favoleggiando d'alcun di Navarra, nella presente

colpa si conta, a dimostrare che bello e utole sia in ciascuna

condizione, quando bisognasse di sapere, ragionando, così compilare col

quale di molti altri, che veramente di cotale qualità si vestirono

introducendo ragiona come giù si contiene.

Chi fu colui, da cui mala partita

Di' che faciesti per venire a proda?

E que' rispuose: fu frate Gomita

¶ Frate Gomita fu alcuno di Sardegna, vicario e fattore del giudice Nino

di Galura, il quale, avendo di suo donno[29] cioè di suo signore,

alquanti nemici presi, per certa quantità di danari ricievuti da loro,

gli dimise, per lo quale fallo, e per più altri, finalmente il detto suo

signore per la gola impiccare lo fece.

Usa con esso donno Michel Zanche

Di Logodoro; e a dire di Sardigna

Le lingue lor non si senton stanche.

¶ Donno Michel Zanche fu alcuno altro dell'isola di Sardigna e d'una

parte, che Logodoro si chiama; il quale, essendo fattore della madre del

re Enzo, figliuolo dello 'mperadore Federigo, per sue rivenderìe in

tanta ricchezza divenne, che dietro alla morte della detta donna,

giudice, cioè signiore, del detto paese si fece; per le quali colpe così

figurativamente qui si contiene.

Chiose alla cantica dell'Inferno di Dante Alighieri pubblicate per la prima volta in corretta lezione con riscontri e fac-simili di codici, e precedute da una indagine critica · 第 21 / 34 题