NOTE:

[24] La volgata _tutto_.

[25] L _si fa_, ma la lettera _f_ non ha la forma solita. P 313 _sipa_.

[26] La volgata _che si nicchia_.

_Comincia il XIX Capitolo_

O Simon mago, o miseri seguaci

Che le cose di Dio, che di bontade

Deono essere ispose e voi rapaci

Procedendosi nelle frodolenti colpe, qui in questo cominciamento del

capitolo, quella della terza bolgia si dimostra, cioè il vendere e il

conperare gli spirituali e celestiali benefici, il quale per cotal

principio simonia propiamente si chiama. Che essendo San Piero dietro a

la passione di Cristo pastore e principe dello spiritual ufficio, e

spezialmente degli apostoli suoi, alcuno nominato Simone mago, perch'era

arte magico, della grazia di Cristo gli chiese, cioè che gli facesse de

suoi apostoli, promettendogli che della sua ricchezza assai gli darebbe.

Per la quale domanda, non potendosi per danari comperare, lui maladisse

e chi il simigliante facesse, dal quale poi, si come principale, cotale

operazione simonia ne' seguenti s'appella, tra quali d'alcuno per

simigliante nelle seguenti chiose si conta. La cui forma,

figurativamente, in cotal modo permane, che col capo di sotto piantato

in certe ritonde buche ciascuno cotale operante permagna, le cui piante

de' piedi sieno accese di fuoco, a dimostrare il ritroso loro effetto,

sommettendo lo spirituale dovere della misericordia alle terrestre e

temporali ricchezze, che si come per loro la parte spirituale superiore

nell'animo è sottomessa, e l'inferiore terrestra sopra posta, così la

superna umana lor parte, cioè il capo qui nella terrestra piantato di

sotto si pone, e 'l calore celestiale della carità di sopra alle lor

piante, come di sotto da loro è tenuto, e così figurata la presente

bolgia si segue.

E veramente fui figliuol dell'Orsa

Cupido sì, per avanzar gli orsatti,

Che su l'avere e qui mi misi in borsa

¶ Per simigliante della presente qualità, qui d'alcun papa di Roma degli

Orsini nominato Nicolaio si ragiona, il quale per sua cupidezza,

veramente figliuolo dell'orsa si come d'animal cupidissimo si figura,

col quale di molte cose di suoi successori si ragiona, come nel presente

testo si contiene, rammentandogli l'ardire, che per suo male aquisto di

sua moneta il Re Carlo di Francia aparentando richiese, per lo quale

sdegno non avendo il detto Re, a ciò consentito, la Cicilia con suoi

trattamenti e altre terre assai finalmente perdere gli fece.

Nuovo Giason sarà, di cui si legge

Ne' Maccabei: e come a quel fu molle

Suo re cosi fia lui chi Francia regge

¶ Tra l'altre cose qui per papa Niccolao si ragiona di papa Clemente di

Guascogna, abominandolo in cotal modo procede; assomigliandolo ad alcuno

del popolo isdraello, nominato Giasone, il quale, secondo che di lui nel

libro de' Maccabei si contiene, ad Antioco che dell'ufficio temporale

allora era signore, lo spirituale dominio chiese, prometendogli di tale

uficio, secondo sua voglia, osservare. Ond'egli, al male operare leno,

affermando cotale domanda. Seguente cotale simigliante il re di Francia

s'intende dal detto papa Clemente richiesto. Per la quale simonia

rinproverando, essenpro di san Piero, e degli altri apostoli così si

produce. I quali nel luogo dell'anima ria, cioè di Giuda, per danari san

Mattia non rimisero, come al presente il contrario si vede.

Di voi, pastor, s'accorse il vangelista,

Quando colei che siede sopra l'acque

Puttaneggiar co' regi a lui fu vista

¶ Approvandosi ancora le dette operazione contr'a moderni pastori, la

visione dell'Apocalisse di san Giovanni qui nel presente per loro così

si dispone che quella che colle sette teste nacque, cioè colle sette

virtudi, per la quale la chiesa di Cristo s'intende, e delle dieci corna

ebbe argomento, cioè da dieci comandamenti che Dio a Moisè diede,

formandone due in ciascuna delle tre, cioè a fede, a speranza e a

carità, e una singolarmente all'altre, cioè a prudenza, a continenza, e

a magniminitade si come nella essenza di ciascuna, dopo i singolari sono

tenuti. Puttanegiare co' regi a lui fu vista sopra l'acque, cioè sopra

le mondane operazioni permanendo: la cui significazione apertamente per

colpa de' moderni pastori nel suo vero si vede.

_Comincia il XX Capitolo_

Di nuova pena mi convien far versi

E dar materia al ventesimo canto

Della prima canzon, ch'è d'i sommersi

Procedendosi la gravezza della presente froda della quarta bolgia, cioè

qualità di lei, in questo ventesimo canto della prima canzon de'

sommersi, cioè di questo primo libro infernale, così si contiene,

dimostrandosi in lei figurativamente l'operazion di coloro, che per

diversi isperimenti e impossibili fatture in altrui con inganno

producono, per la quale co' ritroso viso e andamento in lei si figurano

a dimostrare la ritrosa e impossibile operazione di loro contraria al

dovere dell'umana Natura, si come di indovini e d'arte magici e di

simiglianti di loro, tra' quali per più conoscenza d'alquanti, per

simigliante effetto nelle seguenti chiose si contano.

Drizza la testa, drizza, e vedi a cui

S'aperse agli occhi d'i Teban la terra

Per che gridavan tutti: dove rui

¶ Anticamente, per usanza, ciascuna terra e provincia, alcuno arte

magico a suo producimento tenea, tra' quali Amfiarao coi Greci così si

produsse che, secondo che per Stazio si scrive nel suo Tebaidos di

Teocle e di Polinice fratello del re di Tebe, dovendo con determinato

ordine tra loro a parte di tempo ciascuno i' reggimento tenere,

reggendo Teocle, finalmente la signoria comune a Polinice disdisse. Per

la qual cosa il detto Polinice con l'ammaestramento di Amfiarao intorno

alla città di Tebe con grande esercito ad assedio finalmente si pose,

nel quale, essendo il detto Amfiarao, secondo usanza, personalmente

sopra un suo carro, la terra di sotto lui rovinando in abisso s'aperse;

di che ciascuno Tebano veggendolo con grande allegrezza, contra a lui

isgridava; per le cui operazioni qui si concede.

Vidi Tiresia che mutò sembiante

Quando di maschio femmina divenne

Cambiandosi le membra tutte quante

¶ Tiresia fu greco e aguro, cioè arte magico di Tebe, il quale, secondo

le favole poetiche, alcuna volta veggendo due serpenti congiunti a

generare con una verga ispartendo gli percosse, di che egli incontanente

di maschio femina divenne. ¶ Onde lamentandosi poi alcun tempo agli Dii

di cotale avenimento, da loro per rimedio in cotal modo fu ammaestrato,

che una altra volta con la verga ispartire gli dovesse. Il quale così

nel primo modo facendo nel suo primo virile stato divenne; per la quale

trasformazione da Giove e da Giunone sua moglie ancor favoleggiando,

alcuna volta così fu richiesto, ed essendo l'un coll'altro del diletto

carnale in tencione, dicendo Giove che la femmina più che l'uomo di ciò

diletto prendea, e Giunone il contrario, e non trovando ragionevolmente

chi determinarlo potesse, a lui, perchè maschio e femmina era istato

l'uno e l'altro finalmente per tal sentenza si mise; per la quale

essendo data contra a Giunone, ella, per vendetta, si come Idea, il

detto Tiresia del lume degli occhi incontanente dispose, il quale non

possendone da Giove essere atato, perchè, com'egli era, Idea, per grazia

e per guiderdone di lui, arte magico incontanente divenne. La cui

allegoria per troppo digresso qui immaginando si pensi.

Aronta è que' ch'al ventre gli s'atterga

Che ne' monti di Luni dove ronca

Lo carrarese che di sotto alberga

¶ Ancora per simigliante della presente qualità d'alcuno arte magico di

Roma, cioè aguro, qui si ragiona, il quale per esser più destro alla

scoperta vista della marina e delle stelle, come a cotale arte bisogna,

per sua dimora l'alpestra Montagna marmorea di Luni elesse.

E quella che ricuopre le mammelle

Che tu non vedi colle treccie sciolte

E à di là ogni pilosa pelle

¶ Simigliantemente d'alcuna donna, figliuola del detto Tiresia nominato

qui si ragiona, la quale, essendo il suo padre morto, e veggendo serva

la città di Bacco, cioè Tebe, per lo mondo ciercando e fuggendo ogni

carnale essere umano, per molte provincie trascorse; tra le quali,

finalmente, in alcuna parte d'Italia, Lonbardia nominata, per sua dimora

si pose. Nel quale stando e operando sue arti magiche, di che ella come

'l padre era isperta, alcuna gente a lei circunstante con lei si

raccolse, incominciando la terra che al presente Mantova si chiama, il

cui principio e processo assai chiaro qui nel libro procede. ¶ Ma per

meglio intendere, come la detta sua patria serva divenne, cioè Tebe,

qui cotal modo si conta che, secondo che per ..... si conta e sonvesi,

essendosi in sul campo morti Teocle e Polinice, con molti di ciascuna

parte seguaci dalla detta terra, alcuno suo cittadino nominato ..... per

sua forza si fece signore, il quale con tanta crudeltà la reggea, che i

corpi morti della detta battaglia, per dispetto, secondo l'usanza arder

nelle pire, cioè ne' costumati fuochi, per sepultura di loro no

lasciava. Per lo quale disdegno, le donne della detta terra al buon duca

d'Atene, cioè a Teseo, ad andare si misero, dinanzi al quale pregando,

proposero che di lor terra la signoria gli piacesse, deponendo il sopra

detto crudele. Ond'egli il lor prego accettando, con grandissimo

esercito alla detta terra pervenne, la quale, per ordinata battaglia di

campo, finalmente prese, e in ordinato tributo la sottomise alla patria

sua, cioè ad Atene, e così di libera la città di Tebe serva divenne.

Già fur le gienti sue dentro più spesse

Prima che la mattia di Casalodi[27]

Da Pinamonte inganno ricevesse

¶ Vogliendosi dimostrare che la detta terra di Mantova già di più

abitanti fosse che 'l presente non mostra, del cominciamento di sua

briga qui si ragiona, cioè d'un cavaliere della detta terra, nominato

messer Pinamonte d'i Bonacosi, il quale signoreggiandola con gli uomini

di sua schiatta, per esser solo a dominio, cacciando gli uomini di sua

casa, ad un'altra schiatta grande della terra, nominata casa Lodi,

parteggiando si prese. Colla quale i detti suoi consorti di fuori della

terra cacciati produsse. E simigliantemente poi esendosi imparentato con

loro, agli uomini della detta casa Lodi cotal volta fece; per la quale

impresa grandissimo abbassamento di cittadini procedendo si segue.

Euripilo ebbe nome e così 'l canta

L'alta mia tragiedia in alcun luogo

Be' sai tu che la sai tutta quanta

¶ Procedendo ne' simiglianti qui d'alcun altro della presente qualità

auguro e arte magico di Greci, nominato Euripilo, ancora si ragiona, il

quale essendo grandissimo esercito del re Menelao di Grecia

apparecchiato per passare a Troia, vogliendo del muovere il buon punto

eleggere, cotal sacrificio ad alcuna Idea nominata Diana in prima

propose che più bello animale che vivesse a lei sacrificandosi dovesse

morire. La qual sentenza finalmente sopra Figenia figliuola del detto re

Menelao, bellissima, accadde. E fatto cotal sacrificio in alcuna terra

marina di Grecia, nominata Aulide, con alcuno altro auguro, nominato

Calcanta, il punto della mossa del navilio generalmente provide,

tagliando in prima del principal legno la legata sua fune, per cui

immantinente tutti gli altri il simigliante seguirono, procedendosi

della detta impresa di Troia finalmente vittoria, come nelle sue istorie

si conta.

Quell'altro che ne' fianchi è così poco

Michele Ascotto fu, che veramente

Delle magiche frode seppe il gioco

¶ Dimostrati i sopra detti antichi, qui d'alquanti moderni in

simigliante qualità si ragiona, e principalmente d'un di Scozia,

nominato Maestro Michele, il quale di cotal maestria fu molto

eccellente; e seguentemente d'un altro da Forli di Romagna, nominato

Guido Bonatti, il quale, col conte Guido vecchio da Montefeltro, così

operando, lungo tempo vettorioso si resse, ed ancora d'un altro da Parma

di Lombardia, nominato Asdente, finalmente così conchiude, al quale,

essendo calzolaio, per simigliante cagione molta gente grossa già corse.

Ma vienne omai che già tien nel confine

D'amendue gli emisperij e tocca l'onda

Sotto Sobilla, Caino e le spine

¶ Vogliendosi dimostrare l'ora della notte presente, colla quale per

tutto l'inferno, figurativamente si procede in cotale modo, significando

si prende, assegniandosi, che la luna alcuna cosa iscema[ndo],[28] presso

fosse a l'occidentale orizonte di Gerusalem, il quale le parti di

Sobilla s'intende, per la quale si segue che nell'opposito suo orientale

giae il sole s'appressasse, cioè nel mattutino. Onde per proceder tutta

la viziosa qualità sanza mediata luce in oscurità di tempo, sentendosi

così surgere la luce del die, così, figurativamente qui ragionando

s'affretta.

Chiose alla cantica dell'Inferno di Dante Alighieri pubblicate per la prima volta in corretta lezione con riscontri e fac-simili di codici, e precedute da una indagine critica · 第 20 / 34 题