NOTE:

[9] Dalla parola _che_ alla parola _vivere_ togliamo dal codice B.

[10] Il cod. B legge _persona_.

[11] Il cod. L _gaeta_, il cod. B _gaecta_.

[12] Il cod. B legge invece di _con, di doglia_.

[13] Il cod. B _animo_.

_Comincia il II Capitolo_

Lo giorno se n'andava, e l'aire bruno

Toglieva gli animai che sono in terra

Dalle fatiche loro e io sol uno

Essendosi esaminato e provveduto con la ragione umana, cioè con

Virgilio, qui in questo principio del secondo capitolo si fa

cominciamento d'entrare nella sopradetta qualità prima degli uomini,

cioè nell'inferno, significando che fosse nella fine del dì, e nel

cominciamento dela notte, a figurare la scurità dell'ignoranza, la

quale prima ragionevolmente gli conviene mostrare, però che prima e più

all'umana generazione è accostante.

Tu dici che di Silvio il parente

Corrutibile ancora ad immortale

Secolo andò e fu sensibilmente

¶ Temendosi di non potere fornire quel che già cominciato era nell'animo

suo con Virgilio di quel che tratta nell'Eneide del padre di Silvio,

cioè di Enea, si ragiona non vogliendo simigliante operazione

agguagliare a lui, si come dell'andata che figurativamente con Sibilla

per lui all'inferno si fece, pensando all'effetto del suo gran processo,

si come principio e padre di Roma, nel quale la Chiesa e l'Imperio

inizio fece, e simigliantemente al vas d'eletione, cioè a san Paolo, il

qual poi per cotal modo, figurativamente per l'inferno si mise per dar

conforto e correzione alla cristiana fedel gente. Onde a così grande due

cagioni considerando, la sua imposibile quasi gli pare.

Io son Beatrice che ti faccio andare

Vegnio del luogo ove tornar desìo

Amor mi mosse che mi fa parlare

¶ Per conforto della detta temenza qui per Virgilio la cagion che lui

mosse si conta, di Beatrice dicendo la qual per tutto questo libro la

divina scrittura s'intende, si come perfetta e beata.

Donna è gentil nel ciel che si compiange

Di questo impedimento ov'io ti mando

Si che duro giudicio lassù frange

¶ Figurativamente per questa gentil donna la profonda mente della deità

si considera, della quale ogni essere procede; per lo quale suo rotto

giudicio che qui si ragiona, il trarre l'abito mortale dell'ignorante

giudicio per farlo de vertù grazioso s'intende, chiamando cotale grazia

Lucia si come grazia di dio, la quale per suo volere si move al soccorso

di ciascuno che dall'ignoranza si parte.

Lucia nimica di ciascun crudele

Si mosse e venne al luogo dov'io era

Che ivi sedea con l'antica Rachele.

¶ Si come nella Bibbia si contien Jacob pare che due sirocchie insieme

per sue mogli avesse, cioè Lia e Rachele, per la cui continenza figurate

sono alla vita attiva e alla contemplativa; delle quali per la

contemplativa la seconda, cioè Rachele si considera. Onde per la

contemplatione della teologia, cioè della divina scrittura, allato di

lei, si come simile permanendo si pone.

Non odi tu la pietà del suo pianto,

Non vedi tu la morte ch'el combatte

Sulla fiumana onde il mar non à vanto

¶ Per questa fiumana la viziosa e ignorante operazione del mondo

s'intende, la quale Acheronte si chiama, cioè sanza allegrezza

interpetrata, si come principale fiume de' quattro infernali che nelle

infrascritte chiose si contano.

E venni a te così com'ella volse;

Dinanzi a quella fiera ti levai

Che del bel monte il corto andar ti tolse

¶ Qui si consideri che non sia possibile a salire all'umana felicità a

niuno, cosi l'effetto de' vizi, come delle virtudi ignorante, avendo

solamente alcuno indizio di virtù; però che tanto di sopra detti vizi è

l'amara dolcezza, e specialmente dell'avarizia che di ciò lo sturba,

onde sanza operarlo ciascun vizio come le virtudi conoscere si dee. Per

la quale cosa, figurativamente, il presente autore a dimostrare le

virtudi e' vizii s'induce, per dare al mondo correzione ed esempio.

_Comincia il III Capitolo_

Per me si va nella città dolente,

Per me si va nell'eterno dolore,

Per me si va tra la perduta gente

In questo cominciamento del capitolo il prencipio dell'entrare ne' vizi

si significa, trovandosi sanza serrame una porta, sopra la quale le

proposte parole si contengono. Per la quale la vaghezza puerile, più

tosto disposta sanza serrame alla viziosa dolcezza che alla chiarezza

delle virtudi si considera. Ma più propio parlando il cominciamento

d'ogni vizioso operare della gente significa, nel quale conservandosi

ogni speranza di vedere il sommo bene, cioè Iddio, lasciar si conviene,

chiamandosi cotale essere città dolente per propietà de' suoi

posseditori; la quale dolore eterno si può dire si come opposito del

paradiso ch'è vita eterna. ¶ E perchè la natura del mondo, cioè Iddio

perfine di vedere lui all'umana generazione ha dato, però è perduta la

presente qualità del suo essere chiama, si come nemica e fallace del

proposito del suo circustante fattore.

Ed egli a me: questo misero modo

Tegniono le anime triste di coloro

Che visser sanza fama e sanza lodo

¶ In tre qualitadi convien di necessità essere disposta e divisa l'umana

generazione, l'una ad essere buona e l'altra rea, e la terza a non esser

buona ne rea. Tra le quali questa ultima, si come nemica delle virtù e

de' vizij dentro alla detta porta e fuori delle nove parti cioè gradi

nell'inferno sortiti, si pone con numero e quantità infinita per

dimostrare che l'altre due nel mondo di numero vinca e ch'ella da

mosconi e da vespe e da simiglianti animali sia trafitta, a dimostrare i

suoi vilissimi e piccioli intendimenti, i quali finalmente di vilissimi

effetti siccome vermini poi sono ricolti. E ch'ella dietro a certa

insegna velocissima corra a dimostrare la miseria comune di lei che la

guida, però che niun di lei particolarmente a tanto cuore che sopra agli

altri s'inducesse, sarebbe. E così questa innumerabile qualità

figurativamente per se sola si pone.

Poscia ch'io n'ebbi alcun riconosciuto

Vidi e conobbi l'ombra di colui

Che fecie per viltà il gran rifiuto

Per più conoscenza qui d'alcuno della presente qualità si ragiona, il

quale essendo papa di Roma, e nominato Cilestrino, per viltà di cuore

temendo altrui rifiutò il grande ufficio apostolico di Roma.

Ed ecco verso noi venir per nave

Un vecchio bianco per antico pelo

Gridando: guai a voi, anime prave

¶ Veduta la detta qualità de' miseri, nella prima de' viziosi mortali

qui si procede, mostrandosi che prima si giugniesse ad un gran fiume al

primo infernal grado circustante, sopra 'l quale con grandissimo affetto

di passare fossero innumerabili anime, e come per uno vecchio tutte eran

passate. Sopra la quale allegoria, ora cominciando sottilmente, ora è da

considerare, e in prima che la essenza di tutta la qualità rea

figurativamente in forma d'una ritonda fossa in su l'ambito della

terrestre spera, immaginata si pone ampia di sopra per circonferenza

di.... miglia e appuntata di sotto; la quale punta, il centro

dell'universo in sè ritenga, compartendola in nove parti, cioè gradi,

l'uno sotto l'altro circostantemente degradando sì come nove qualità di

peccati, le quali secondo la lor gravezza e più e meno lontani dal

cielo, cioè dal sommo bene, ordinatamente sortisce. La cui allegoria

nelle parti, cioè nelle chiose di ciascuno, ordinatamente si

dimostreranno. E cominciando principalmente a questo primo, così di lui

per principale cosa[14] posto si considera, la quale si come men grave,

la innocente puerile, e di coloro che virtudiosamente vivettero innanzi

alla cristiana fede sintende. La cui figurata pena solamente di non

avere isperanza di vedere Iddio si concede, a dimostrare la loro non

colpevole colpa fuor dell'accesso fedele, per cui cotale speranza si

taglia, chiamandosi linbo, si come superna stremità di tutto l'inferno.

Il cui detto circostante fiume, nominato Acheronte, il cominciamento e

'l passo delle viziose operazioni s'intende, simigliantemente il vecchio

che sopra lui le passa, nominato Carone, all'affetto che nella presente

amara dolcezza gli induce e si figura, il quale così per loro

affettuosamente si mostra, a dimostrare negli uomini il pronto e acceso

desìo di pervenire alla sopradetta amara dolcezza dei vizij.

Chiose alla cantica dell'Inferno di Dante Alighieri pubblicate per la prima volta in corretta lezione con riscontri e fac-simili di codici, e precedute da una indagine critica · 第 12 / 34 题