NOTE:

[14] Il cod. B _copia_: _colpa_?

_Comincia il IV Capitolo_

Ruppemi l'alto sonno nella testa

Un grande tuono sì ch'io mi riscossi

Come persona che per forza è desta

Essendosi dentro al detto fiume passato, qui in questo capitolo la detta

qualità del presente primo grado si dimostra, ecome per cominciamento il

trono di tutti i peccati nella memoria sonnolente, non usa a somigliante

esercizio, gli percosse.

Dimmi, maestro mio, dimmi signore,

Comincia' io, per volere esser certo

Di quella fede che vince ogni errore

¶ Per fare alcuno ricordamento sopra la fede nella resurrezione di

Cristo in cotal modo di ciò qui si risponde, contando coloro che della

presente eterna dannazione per suo vittorioso piacere furono estratti.

Venimmo al piè d'un nobile castello,

Sette volte cerchiato d'alte mura,

Difeso intorno d'un bel fiumicello

¶ Con ciò sia cosa che nel presente primo grado ciascuno altro ch'è da

sè innocente si conceda di molti filosofi e uomini di bontade famosi qui

per esempio si fa menzione, a' quali figurativamente alcuno lume è dato

a dimostrare la chiarezza della scienza e della bontà, la quale con

tutto che sieno dannati col piacer di Dio e del mondo gli alluma,

figurandogli in sito verde a dimostrare il viver di lor fama, essendo

morti. E un nobile e forte castello di sette mura cerchiato, un

fiumiciello per lo quale la filosofica e poetica scienza figurativamente

s'intende; della quale e' si vestiro. Di cui le sette mura le sette

liberali arti significano, le quali di necessità essere convengono

circostante al filosofico e poetico intelletto. La cui circostante

difesa il detto fiumiciello si contiene; per lo quale l'operare delle

mondane e viziose dilettazioni si considera, le quali del non entrare

nel presente castello sono cagione.

Io vidi Elettra con molti compagni

Tra quai conobbi Ettore ed Enea

Cesare armato cogli occhi grifagni

¶ Veduto ed esaminato l'essere del presente castello di molti suoi

abitanti, per esempio del mondo, nominandogli qui si ragiona,

incominciandosi in prima a coloro che la bontà sanza scienza seguirono,

e specialmente al suo più antico principio, il quale fu Elettra

figliuola del re Atlante d'Africa, e moglie del re Dardano, il qual fu

principio di re e della casa di Troia, seguitando negli altri

ordinatamente, come nel presente testo si contiene. ¶ Ettore fu

figliuolo de' re Priamo di Troia, il quale finalmente da Achille

nell'esercito de' greci a Troia combattendo, fu morto. ¶ Enea fu

figliuolo d'Anchise della casa di Troia e antico principe di Roma, come

nelle sue storie per Virgilio si conta. ¶ Cesare fu romano, vocato

Giulio, e primo imperadore di Roma. ¶ Cammilla fu una vergine di Tiria,

la quale gran tempo signoreggiando, Italia resse, e finalmente morta

conbattendo colla gente d'Enea nelle contrade di Puglia. ¶ Pantaselea fu

donna e reina del regno femminoro, la quale essendo con grande cavaleria

di donne in aiuto de' troiani, venuta da' greci finalmente fu morta. ¶

Il re Latino fu re d'Alba e di Puglia e padre di Lavinia, la qual fu

terza moglie d'Enea. ¶ Bruto fu romano e padre di Lucrezia, per la quale

essendo da Sesto figliuolo di Tarquino re di Roma carnalmente sforzata,

da lui, cioè da Bruto, il detto Tarquino col figliuolo, col volere del

popolo di Roma di fuori, a furore fu cacciato. ¶ Giulia fu figliuola di

Cesare e prima moglie di Pompeo romano. ¶ Marzia fu di Roma e moglie di

Catone, dal quale per sua vechiezza vivendo ad Ortenso romano per moglie

la diede. ¶ Cornelia fu figliuola di ..... di Roma e seconda moglie di

Pompeo. ¶ Saladino fu ..... e soldano di Babilonia, il quale, e i quali

sopradetti uomini e donne, come di sopra si conta, di molta bontà ebber

grazia, dietro a' quali procedendo e più la vista inalzando, cioè a più

perfetti iscienziati intelletti, il maestro di coloro che sanno, cioè

Aristotile, nel più degno luogo si vede, dinanzi al quale molti altri

filosofi secondo la loro facoltà propinqui gli stanno, la cui notizia

assai chiara qui nel testo procede.

_Comincia il V Capitolo_

Così discesi del cerchio primaio

Giù nel secondo che men luogo cinghia

E tanto più dolor[e] che punge a guaio

Dimostrata la qualità del primo grado infernale, in quella del secondo

qui si procede, la quale di coloro in cui la ragione umana all'abituato

talento della lussuria è sottomessa, si considera; la cui essenza nella

seguente chiosa, figurativamente, si contiene, seguitandosi qui nella

disposizion di Minos, il qual, per motore nel presente grado e

giudicatore degli altri si pone. La cui figurata allegoria in cotal modo

permane che si come in ciascuno uomo naturalmente delle sue mali

operazioni è coscienza contradicente giudicandosi sè stesso propiamente

e più e meno lontano del sommo bene, cioè da Dio, secondo la colpa

commessa, così qui il detto Minos giudicatore delle colpe in lei si

figura, giudicando e approvando con certa sua coda, a dimostrare, che

solamente con la fine di ciascuno sia più propio il giudizio, si come

negli animali e nell'altre cose ella generalmente è fine. E perchè di sè

medesimo più che di niun'altro e più propio il giudizio, però cotale

coscienza, nominata Minos, figurativamente in questo secondo grado

principalmente si pone. La quale, nel sopra detto grado non si concede,

perchè non è di qualità di colpa commessa; e col sopra detto nome

chiamandola, a similitudine d'alcun Re di Creta, nominato Minos, il

quale anticamente fu di tanto giusto giudizio abituato, che per ciascun

pagano si credea che nello inferno finalmente giudicator divenisse.

Io venni il luogo d'ogni luce muto

Che mugghia come fa mar per tempesta

Se da contrari venti è combattuto

¶ Si come l'effetto di ciascun peccato degniamente è pena dell'operante,

così qui in questa seconda qualità e nell'altre simigliante l'effetto

delle fatte operazioni si concede: la pena in questo cotale

figurativamente si sostiene, che alcuna fortuna di vento, percotendosi

insieme sanza alcuno riposo, gli porti. Per la quale si considera la

veloce voglia di coloro in cui, ardendo la lussuria vince, i quali da

desiderosi piaceri di lor voglie sanza posa niuna d'uno in altro, e là e

qua sono guidati; tra' quali d'alquanti antichi e moderni per esempio

degli altri, nelle seguenti chiose procedendo si conta.

La prima di color di cui novelle

Tu vuo' saper, mi disse, quelli allotta

Fu inperadrice di molte favelle

¶ Semiramis fu moglie del re Nino, la quale, dietro alla morte di lui,

gran tempo in paesi d'Asia e d'Africa con sì grande abito di lussuria

resse, che per legge cotale volontà appagare a ciascuno lecito fece

vogliendo di sè medesima cotale biasimo torre.

L'altr'è colei che s'uccise amorosa

E ruppe fede al cener di Sicheo,

L'altr'è Cleopatras lussuriosa.

¶ Questa che amorosa sè uccise fu Didone moglie de' re Sicheo di

Cartagine, la quale, dietro alla morte di lui sopra il suo cenere di

non accompagnarsi con altro uomo, secondo l'usanza, promise. Per la cui

caldezza di lussuria, finalmente ad Enea troiano, essendo arrivato alla

detta terra, carnalmente per moglie si diede. Ond'ei partito per venire

in Italia, ed ella aspettandolo, per dolore del suo non tornare, sè

stessa ucise. ¶ Cleopatras fu moglie del re Tolomeo d'Egitto, amica di

Cesare, poi che della prigione del fratello liberata, lo trasse, essendo

morto Pompeo. E poi fu moglie d'alcuno nipote di Cesare nominato

Marcantonio, il quale essendo dallo imperadore Ottaviano cacciato per

mare, finalmente fu morto. Per lo quale dolore ella simigliantemente

fuggiendo, due velenosi serpenti al petto si pose, da' quali così la

morte innamorata prese.

Elena vidi per cui tanto reo

Tempo si volse e vidi il grande Achille

Che con amore alfine combatteo

¶ Elena fu moglie de' re Menelao di Grecia, la quale fu tolta per Paris

figliuolo del re Priamo di Troia, per cui finalmente la detta terra per

li Greci deserta rimase. ¶ Achille fu figliuolo de' re Peleo d'Atilia,

detta Civita di Creti, il quale, essendo a Troia nell'oste de' Greci con

certi compagni per fare alcuna pace della morte d'Ettore, da quei dentro

fu falsamente fidato, dovendo torre Polisena figliuola de' re Priamo, di

cui egli era vago, per moglie, e dare Andromaca, cioè la moglie ch'era

stata d'Ettore, a Pirro suo figliuolo. Nel quale trattamento in alcun

tempio di Troia, essendo per vendetta d'Ettore da' fratelli a tradimento

fu morto. ¶ Paris fu figliuolo del detto re Priamo, il quale tolse e

fece le sopradette cose. ¶ Tristano fu figliuolo de' re Meliadusse di

Logres, e finalmente morto da re Marco suo zio per cagione della bionda

e bellissima Isotta, come nel leggere della Tavola Rotonda si conta.

Poi mi rivolsi a loro e parla' io,

E cominciai: Francesca, i tuoi martiri

A lagrimar mi fanno tristo e pio

¶ Essendosi degli antichi infino a qui ragionato, di due modernamente si

segue, de' quali l'un fu una donna nominata monna Francesca figliuola di

messer Guido da Polenta, cioè Guido vecchio da Polenta di Romagna, e

della città di Ravenna, e l'altro Paolo d'i Malatesti da Rimini, la

quale essendo del fratello del detto Paulo moglie, il quale ebbe nome

Gianni Isciancato, carnalmente con lei usando, cioè col detto suo

cognato, alcuna volta insieme, dal marito fur morti.

_Comincia il VI Capitolo_

Al tornar della mente che si chiuse

Dinanzi alla pietà d'i due cogniati

Che di tristizia tutto mi confuse

In questo sesto capitolo, seguentemente, la qualità del terzo grado si

dimostra, la quale di coloro si considera che nell'appetito della gola

sanza alcun freno si producono; la cui essenza figurativamente cotal si

consente che a lei gragniuola acqua tinta e neve continuamente piova,

appuzzando il sito, che ciò figurativamente riceve, e che per un

demonio con tre gole crudelmente sia vietata. Per la quale piova

figurativamente si considerano gl'infermi accidenti di superflui umori

che nelle carni de' detti golosi continuo piovono sì come malattie di

fianchi e di gotte e di podragre e di simiglianti effetti. ¶ E

simigliantemente per lo detto demonio l'appetito della gola si considera

che in ciò gl'induce. Il quale con tre gole, figurativamente, è formato,

si come per tre modi cotale appetito per lor si possiede. De' quali

l'uno è di quantità, l'altro è di qualità, e il terzo di quanto

continuo: il quale di quantità comunalmente d'ogni cibo assai si

disidera gustare. Il quale di qualità, particularmente di cose elette,

non curandosi di quantità è 'l terzo cioè il quarto, continuo in due

modi diviso si contiene, cioè il quanto continuo e il quanto discreto.

Il quanto continuo è continuo esser goloso, il quanto discreto è

alquanto goloso e alquanto non essere. Il qual demonio, si come motore

del grado presente, Cerbero figurativamente si chiama a derivazione

d'alcuno così nominato, che più in cotal vizio si resse, secondo che per

Ovidio o per gli altri poeti si conta. Tra' quali golosi d'alcuno nelle

seguente chiose per notizia degli altri nominando si conta.

Voi cittadini mi chiamaste Ciacco

Per la dannosa colpa della gola

Come tu vedi alla pioggia mi fiacco

¶ Per dar notizia d'alcuno della presente qualità qui d'alcuno

fiorentino nominato Ciacco si fa menzione, il quale nel presente vizio

fu molto corrotto, e perchè della memoria in nuove fantasie fu sottile

predicendo le cose future, per qui però lui significando di Firenze

così si predice come nel presente testo apertamente s'intende[15].

Chiose alla cantica dell'Inferno di Dante Alighieri pubblicate per la prima volta in corretta lezione con riscontri e fac-simili di codici, e precedute da una indagine critica · 第 13 / 34 题