Un sagrestano v'accendeva quattro ceri, pe' quali si venivano un

poco a diradare le tenebre, chè la vastità del luogo non potea dirsi

illuminata da così poca luce: ma la rischiarava tratto tratto e

pienamente quella de' lampi che guizzava su per l'invetriate de'

finestroni, e tingendosi, ne' vividi e variati colori de' vetri,

correa per la chiesa con un chiarore simile a quello dell'iride, che

mantenendosi a momenti tremulo ed abbagliante, scompariva poi tosto,

e nella rinnovata oscurità facea parer più che mai offuscato e smorto

il raggio delle candele. Le loro fiammelle, ritte ed immobili sin

allora, cominciarono repentinamente ed a scosse a piegarsi, e farsi

piccine come avessero a spegnersi, chè il temporale addensatosi ne'

monti di Mugello, s'era venuto accostando; già si levava quel vento

umido e fresco che suol precedere la bufera; ed entrando pe' fessi e

per gli spiragli delle finestre con sibili acuti e discordi, ovvero

ingolfandosi sotto i porticati del chiostro, per gli anditi, pe'

bugigattoli del convento, facea con opposte e rapide correnti sbatter

usci, imposte e finestre, svolazzar tende e portiere, quasi ammonendo

a premunirsi contro l'imminente tempesta. Il tuono anch'esso fatto

più alto e vicino, pareva attraversasse le regioni superiori del

cielo, nascendo lontano, poi scoppiando sul capo col fragore delle

artiglierie, e dileguandosi infine, brontolava prolungato e lontano

nelle gole de' monti. I primi goccioloni d'acqua cominciarono a

percuoter di traverso l'invetriate, ed a poco a poco spesseggiavan

sempre più fitti, finchè a quello strepito s'aggiunse il tempestar

minuto e secco della grandine che ribalzava sui tetti, sulle gronde,

pe' muri, per le finestre: e ad ogni colpo di tuono cresceva il

rovescio, il muggito del vento, che s'udiva scompigliare gli alberi

dell'orto.

Di tanto frastuono appena s'avvedeva Niccolò, che pieno del suo

pensiero non avea la mente se non a quel solo, ed a raccomandarsi a Dio

che lo facesse riuscire; e per la mutata condizione dell'atmosfera,

per la nuova frescura arrecata dal temporale, sentendo ricrearsi gli

spiriti, e quella pesante stanchezza che l'opprimeva dar luogo a

nuove forze, e per così dire, ad una nuova vita, sorgeva più che mai

coll'animo a sperar bene.

La chiesa s'era frattanto venuta empiendo di frati. Fra Zaccaria,

fattosi dappresso a Niccolò, gli diceva:

--Questo tempaccio fa per noi; i nostri potranno uscir di casa e venir

qua più sicuramente, senza aver chi gli osservi....--

Ed in quella sull'uscio della sagrestia comparve Lamberto, molle

fradicio, e che gocciava per tutto come fosse cavato da un fiume.

Niccolò gli tenea gli occhi fissi nel volto, mentre gli s'accostava

per leggervi l'esito delle sue pratiche, e s'avvide che non era per

annunciargli gran chè di buono. Quando gli fu da presso, disse con viso

scuro:

--Io ho fatto il potere.... e qualcuno ho raccapezzato.... del popolo

minuto però, de' vostri operaj di for S. Maria.... Oh! codesti son

tutti pronti e verranno dove voi vorrete, e sono stato casa per casa, e

nessuno s'è tirato indietro, e insin le donne, anzi, esse per le prime,

facean animo agli uomini e dicevan: «Andate, andate, che messer Niccolò

sa ben egli quel che si conviene, e poi, non viviam noi del suo pane?

ora dunque è dovere, che mettiam la vita per lui, e per quel ch'egli ha

in animo di fare.»

--E così quella povera gente si confortavan gli uni gli altri, e si

mettevan in ordine, e presto ne vedrete comparire in buon dato.... ma i

popolani grassi, i cittadini di conto....--

E qui scrollò il capo, sospirando.--Codesti, è un altro

discorso....alcuni sono fuggiti.... chi si è nascosto.... altri non

si trovavano.... e que' pochi che ho veduti.... pareva parlassi a

sproposito.... che dicessi la maggior pazzia.... Oh! che vuoi tu che

si faccia oramai?.... egli è come a voler dar un pugno in cielo, e

molti rinnegano Fra Girolamo e dicono: noi siamo chiari una volta!

e maledicono il giorno e l'ora che gli hanno creduto.... sarà forse

la mia mala fortuna.... forse i fratelli, Troilo, l'avranno avuta

migliore, possono star poco a comparire, speriamo che arrechin migliori

novelle.--

Lamberto, dette queste parole, si trasse in disparte, mentre Niccolò

esclamava:

--E poi diranno che Iddio gli ha abbandonati!.... che non gli ha voluti

ajutare!.... quando son essi invece che l'abbandonano e rinnegano il

suo profeta... oh, povero popolo! Povera Firenze!--

E, intrecciate sul petto le braccia, rimase pensoso un momento, poi

soggiunse:

--Ora s'aspettino gli altri.--

I frati ch'erano ristretti intorno a Lamberto per udir ciò che

arrecava, si scostarono sciogliendo quel cerchio, e cogli atti del

volto, e qualche mezza parola, mostravano scoramento ancor più che

maraviglia, e, quali formando crocchi di quattro o cinque, quali

seduti per le panche, quali passeggiando in su e in giù nel fondo

della chiesa, si venivan intrattenendo con discorsi secondo i diversi

umori e le diverse passioni d'ognuno; gli uni, nella resa della città

vedendo solo la rovina dello stato popolare, parlavan di libertà,

e ne lamentavan la perdita: altri, conoscendo che verrebbe tolta

al convento quell'autorità che aveva tenuta sulle cose di stato nei

tempi della repubblica, si rammaricavan dicendo: «l'avranno vinta

un'altra volta i frati minori!» ed il laico campanajo soggiungeva,

quasi piangendo: «e la nostra povera campana avrà ella a rifare il

viaggio di S. Francesco?»[63] Molti, cui premevan più di tutto le cose

della religione e la santità del costume, mantenuta dalle esortazioni,

e dagli esempj del Savonarola, si dolevan dicendo: «e se tornano i

Medici, chi potrà più tener questo popolo!... Sarem da capo, e peggio

di prima, co' giuochi, e le taverne, e le disonestà... e pensare che

son pur i Medici che han fondato questo convento! Oh! che Dio ne scampi

da siffatti fondatori di chiese, che persino l'opere sante le fan

servire ad ingannare il popolo!»--E v'eran pur taluni che in cuor loro

poco aveano creduto sempre a Fra Girolamo, quantunque pel quieto vivere

non lo mostrassero, e fra questi correvan ghigni così alla sfuggita, e

guardate di sottecchi, ripetendo tra loro a mezza voce, e con ischerno,

le famose parole del Frate «Sei tu chiaro?»[64]

La furia del temporale frattanto incalzava; e pareva cosa più

dell'altro mondo che di questo, veder a quell'ora sotto l'antiche

volte di S. Marco una simil radunata di figure bianche, che erravano

in quella semi-oscurità, ove spiravan soltanto le quattro fiamme

rossicce accese all'altar maggiore, simili a stelle che tramontino

in un'atmosfera caliginosa; aggiungi il rapido e breve splender de'

lampi, lo scroscio della pioggia, i frequenti colpi del tuono, che

parea percuotessero le mura e le facessero tremare; il furiare del

vento che si cacciava per luoghi stretti, per le fessure, pe' fori, e

produceva ora un fischio sottile, ora, quasi imitando la voce umana,

pareva un ululato, un lungo lamento, ed ora sembrava il lontano ruggir

delle fiere. Ad alcuni frati meno arditi o più creduli, correva alla

mente che gli spiriti maligni fosser gran parte di quella burrasca, e

parea loro quasi, che quelle voci misteriose e sinistre uscissero da

gole infernali, da qualche vicina tregenda di demoni che si mettesse in

ordine per iscagliarsi sopra il convento, ed un vecchio laico diceva,

facendo il segno di croce e sospirando--Anche questa notte, s'io non

erro, le monache di S. Lucia voglion avere un po' di feria, come fu

quando il beato Fra Girolamo venne condotto in Palagio![65]

Alcuni giovanetti novizj, a queste parole dette con viso pieno di

sospetto ed in modo cotanto grave, si sentivano tremare le fibre, e

spalancando gli occhi e la bocca verso il vecchio parean chiederne

ed aspettarne una più aperta spiegazione, ed il laico con un viso

malinconico, proseguiva:

--Eh! chi è invecchiato in questo convento n'ha avute a passar di

brutte! E vi sono stati tempi che l'inimico non ci lasciava requie nè

dì nè notte, e lo stesso faceva con quelle poverette di S. Lucia... Ma

allora era vivo Fra Girolamo... e v'era quel sant'uomo di Fra Domenico

da Pescia... quello bisognava vedere come lavorava col demonio! Eh, con

lui non c'era da far il matto! e sì che una volta anch'esso gliene fece

una, che tutt'altro uomo avrebbe lasciato per sempre d'impacciarsi d'

esorcismi.... sentite questa!.... che ci mise una paura a tutti, che

non ve ne dico niente!... sapete, la cella che ora è di Fra Giordano...

c'è quell'immagine di Nostro Signore tentato da quel satanasso nero

nero, con quella coda e quelle gran corna? Be', Fra Domenico un

giorno (anche lui che domin gli venne in mente?) prese una granata e

scopollo, e lo scherniva in varj modi. Che volete? la notte eramo

tornati da mattutino, e s'era ripreso sonno....--

(I novizj si stringevan tra loro guardandosi intorno con sospetto,

e credevan a ogni tempo veder saltabeccar per la chiesa qualche

Farfarello.)

Potevan esser le due dopo mezzanotte, si sente a un tratto strepito di

picchiate, un gridar soffocato; che cos'era? Era lo spirito maligno che

per vendicarsi avea date a Fra Domenico tante bastonate ch'egli rimase

conciato, che Iddio vel dica[66]... E io, dopo questa faccenda... non

mi vo' far bravo!... io, quando vado a spazzar la cella, e vedo quel

lucifero, mi raccomando a Dio, e dico in cuore:

Lasciami stare, lasciami stare,

Che non ti fo nè ben nè male!

Figuratevi se ha lavorato a quel modo con Fra Domenico, ch'era _in

sacris_, con me, povero converso!.... mi strozzerebbe! che Dio m'ajuti

e la Madonna.... Ora.... via, non ci possiam lagnare, si sono un po'

quietati.... ma allora!... certe notti non si trovava la via di scender

in coro! certi gattacci neri su per le travi del tetto, con occhi come

brage, certe salamandre che andavan come razzi pe' muri; e non vedevi

di dov'uscivano nè dove andavano, e talvolta ne vedevi taluna star

ritta sulla fiammella della lampada e godersi di quel foco.... lo so

anch'io! a petto di quello dell'inferno le sarà parso una frescura!

poi voltavi un canto del dormitorio, ed ecco in fondo, ritto contro il

muro, come un etiopo, piccino piccino, tutt'occhi e bocca! Uh! Signore,

ajutateci, che quest'occhi han vedute di gran brutte cose!--

--Ed alle monache accadeva lo stesso?--domandò a mezza voce e tremando

un novizio.

--Lo stesso, e peggio! Ed il demonio entrava addosso quando ad una,

quando ad un'altra, e facea far cose a quelle povere figliuole!....

cose!... ma che volete! non ci avean colpa esse.... era il nemico....

e allora mandavan di carriera per Fra Domenico.... e lui era come una

mano santa, appena si mostrava restavan libere; e, quando per qualche

impedimento non poteva andar egli, mandava un altro colla Bibbia, e 'l

comandamento al demonio di partirsi.... bisognava sentire allora come

gridava.... «Eccolo, eccolo collo scartafaccio!» e volendo nominare

il nostro santo profeta, invece di Fra Girolamo dicea per ischerzo

Fra Gira gli uomini, Fra Giraffa, ed altre cotali insolenze....

Basta, ringraziamo Iddio; che questa tribolazion ce l'ha pur tolta di

dosso!....--

Udiva queste parole fra gli altri un frate vecchio, uomo sparuto, e

ridotto dalle penitenze ad aver aspetto di quelle mummie naturali che

si vedon verbigrazia nel convento de' cappuccini a Roma, che vestite

coll'abito da frate mostrano solo il viso coperto d'una cotenna

arsiccia, secca ed aggrinzita. Questi, che in tutta la vita sua non

avea avuta un'ora di bene, tormentato sempre dagli scrupoli, diceva,

con una vocina tremola e sottile:

--La cagione che il demonio non ci tormenta altrimenti, e non ci si

fa più vedere, ve la dirò io, fratelli (e qui un sospiro). Egli è che

ora le cose vanno più a modo suo, pur troppo! in questo convento; dove

al tempo di Fra Girolamo era tutto l'opposto (e un altro sospir) noi

ci siamo allargati nel vitto, nel vestire, ed in tutte le cose.... ed

invece d'attendere allo spirito, invece d'_insanire pro Cristo_, siamo

tornati alla superbia degli studi mondani... la compieta si dice ora

dopo cena, contro gli ordini di Fra Girolamo.... la Bibbia, che allora

i frati l'avean sempre sotto il braccio, oggi è posta da un lato e

tralasciata.... insomma, poco si pensa all'interiore, fratelli miei....

che volete dunque che 'l demonio duri fatica con esso noi quando

camminiam per la via ch'egli vuole?....--

E qui un ultimo sospiro che valeva per quattro.

In quella gli occhi di tutti si volsero verso la parte ov'era Niccolò,

ad un poco di bisbiglio più alto che vi si faceva, ed era cagionato

dalla venuta de' suoi figliuoli, di Troilo e di Fanfulla, intorno ai

quali presto si raccolsero i frati sparsi per la chiesa. Le nuove avute

da costoro non eran punto migliori di quelle portate da Lamberto,

ed appariva sempre più chiaro che bisognava pur risolversi a cedere

alla fortuna. Cominciò Averardo a parlare nel suo solito modo tronco

ed adirato, e dopo aver riferito ciò ch'egli aveva operato, che si

riduceva in sostanza alla conclusione medesima ottenuta da Lamberto,

dopo essersi scagliato con male parole contro que' cittadini che

ricusavano di porsi a nuovi rischj, disse, alzando ferocemente il viso

ad un lampo vivissimo che scintillò, seguìto immediatamente da un

tremendo tuono:

--Possa tu incenerire que' vituperati codardi che aman più viver servi

che morir liberi!....--

A quest'imprecazione uscita in tal punto di bocca a un uomo che, pel

suo terribile aspetto, solo a guardarlo metteva paura, fece arricciar i

peli ai più arditi de' circostanti.

Il frate dagli scrupoli si prese il capo colle due mani e mormorò tra

denti «_Sanctus Deus, Sanctus fortis, Sanctus immortalis!_» E Niccolò,

alzando la mano con autorità verso il figlio, e guardandolo fisso, gli

disse:

--Averardo, tu sei in chiesa!

E questi, che avrebbe sostenuto gli sguardi di un esercito, senza

batter palpebra, non potè sostenere quelli di Niccolò, ed abbassati gli

occhi, ammutolì.

Sorse allora Bindo, e fattosi avanti baldanzoso (di che si dubita o si

dispera alla sua età?) disse:

--E s'io vi dicessi che sono stato da Mannelli, dagli Agolanti, da

Spini, e che ho trovato que' giovani pronti a far ciò che noi vorremo,

e che non ho veduto in essi quella viltà che voi dite? E sebbene, a dir

il vero, i vecchi, i padri di molti li sgridassero, e s'opponessero,

i figliuoli però mi hanno fatto sicuro che di nascosto si sarebbero

ingegnati uscire e trovarsi qui stanotte con noi.... Io per me non

dispero, no.... chè di giovani animosi ce n'è dovizia in Firenze, la

Dio grazia.... tutto sta incominciare, e poi, non dubitate, tutti

si leveranno, e saranno per noi. Ma la sicurtà di Bindo non potè

trasfondersi negli animi di chi l'ascoltava; guardando in giro i visi

di tutti, vedevi errarvi un sospetto, un dubbio inquieto e doloroso,

e Niccolò stesso, quantunque si conoscesse che faceva ogni opera per

parer franco e sereno, mostrava però sul volto l'inquietudine che lo

agitava.

Volse lo sguardo a Fanfulla, che stava ritto ritto col suo solito ed

impassibil viso, nè lieto nè malinconico, e portando sul giaco di

maglia lo scapulare di S. Domenico, avea insieme del soldato e del

frate: lo guardò come per accennargli dicesse il suo parere, e Fra

Zaccaria intanto, esprimendo il pensiero di Niccolò:

--Qui, Fra Giorgio, di cotali faccende ne sa più di noi: vi par egli

che vi sia modo.... che qualche cosa si possa ancor fare?--

E tutti gli occhi s'affissarono intenti su Fanfulla, che inarcando le

ciglia, abbassando gli occhi, sporgendo il labbro inferiore, tentennava

il capo e veniva tratto tratto soffiando e facendo risuonar tra denti

un _hum_! tutt'altro che di buon augurio. Alla fine, ponendosi la mano

tra capelli e sulla fronte, e parte grattandosi, parte rassettando la

fasciatura della ferita, diceva:

--Non essendo io fiorentino, non posso aver in pratica come voi questi

cittadini.... dunque stasera uscendo, ho detto: va un po' da chi

ti conosce e lasciami far motto a questi soldati, e sentir come la

pensano.... Perchè.... vedete! l'anima di questi negozj.... non per far

torto ai cittadini della milizia, che io non vidi mai i più bravi, nè

i più valenti.... ma insomma, bisogna lasciarselo dire, ognuno l'arte

sua, e val più una ventina di quelle picche invecchiate nel mestiere,

e che da bambini, si può dire, son usi alla disciplina, e ad aver

sempre un occhio al gatto e l'altro alla padella, vo' dire, un occhio

al nemico e l'altro alla bandiera, e a non romper la fila, e in mezzo

all'archibusate; un cenno del sergente o del capitano, e già hanno

capito, e anche senza questo, sanno da se quel ch'hanno da fare....

insomma, mi avete inteso.... val più una ventina di costoro, che cento

uomini, e siano valenti quanto volete, chè non conoscano il mestiere,

ed ora fanno troppo, ora troppo poco, e non sanno che una battaglia di

soldati debbe esser com'una sega, ove i denti son molti, ma la volontà

che li muove una sola, e allora si fa profitto.... Ora dunque, son

andato per gli alloggiamenti delle bande pagate.... già li conosco

tutti! a qualcuni la spada in mano gliel'ho messa io.... vado pel primo

da quelli là dietro S. Croce; entro; Fanfulla di qua, Fanfulla di

là.... Addio, buon giorno, che è? che non è?.... Dico fra me.... prova

un po' per questo verso, e comincio, addosso con una villania da cani

«Bell'onore, per Cristo e la Madonna!....»--

Ma ebbe appena detta la parola, che si percosse colla mano la

bocca, accorgendosi che rappresentava la scena con troppa verità; e

rimettendosi tosto, proseguiva:

--Bell'onore n'avrete acquistato!.... Dar la terra a patti.... che

non v'è un palmo di bastione scalcinato.... non vi mancano nè polvere

nè palle.... il cuojo delle scarpe ancor non l'avete mangiato!....

se avessi saputo che era per ischerzo non mi sarei mosso di S. Marco

(dicevo così per dire, chè, poveracci, non si son portati male, ma co'

soldati bisogna parlar così) e loro, chi ne diceva una, chi un'altra, e

parevan arrabbiati, e che n'avesser vergogna anch'essi.--E sono stati

i Signori!--Egli è quel traditore di Malatesta.... e chi sgrullava le

spalle, chi bestemmiava, chi diceva «Noi siam qui ancora; chi ci paga

e insegna la via!.... e un capitano di Guasconi!... un valentuomo!...

eramo assieme alla presa di Brescia...» Io, mi dice, jer altro, se il

Palagio acconsentiva, assaltavo colla mia banda le genti di Malatesta;

non hanno voluto! E io ho da volerne più de' Signori? Ora è troppo

tardi....--

Fanfulla tacque un momento, poi stringendosi nelle spalle ed aprendo le

braccia, soggiungeva:

--Ha ragione!.... che gli volevate rispondere?... in guerra l'occasione

è tutto. La lasci fuggire? Peggio per te.--

Durante il discorso di Fanfulla eran sopraggiunti alla sfilata molti

artefici dell'arte della seta e della lana, molti operaj del popolo

minuto, tutti, come meglio potevano, più o meno armati; eran insieme

venuti alcuni di que' giovanotti ai quali avea parlato Bindo, ma tutti

costoro insieme non sommavano a dugento persone; il tempo passava; già

da qualche tempo l'oriuolo di sagrestia avea suonato le due, non si

vedea comparir altra gente, e quelli che s'eran condotti quivi, vedendo

il loro piccol numero, notando lo scoramento che si dipingeva sul volto

de' frati, e dello stesso Niccolò, si venivan guardando in viso gli uni

gli altri, ed alcuni in cuore molto si pentivano d'essersi mossi di

casa loro.

Niccolò stava perplesso, ed ondeggiava in varj opposti pensieri.

Rimandarli, e rinunziare all'ultima speranza, gli parea troppo duro ed

acerbo: e spingere questi pochi ad un partito disperato, ad una certa

morte, non vi si sapeva risolvere. Mentr'egli si stava travagliando in

quest'incertezza, i frati avean fatto disporre di molte panche lungo

i due lati della chiesa verso l'altar maggiore, ove sedettero essi

ed i più ragguardevoli dell'adunanza, e il rimanente popolo, stando

in piedi in fondo alla chiesa, chiudeva da quel lato il quadrato,

che rimase vuoto nel mezzo. Niccolò sedette su un seggiolone che era

stato collocato all'estremità superiore, ed avea vicini Fra Zaccaria

ed i suoi giovani, e parlavan tra loro sommessamente, quando entrò in

mezzo al quadrato, venendo dalla porta della sagrestia, un vecchio che

a' panni mostrava essere un povero operajo, ed aveva sul suo vestire

ordinario affibbiato un petto di ferro tutto rugginoso ed una spada

allato. L'aspetto di costui era d'uomo che l'età ed i patimenti avesser

condotto agli estremi della vita, ma questa parea si raccogliesse tutta

negli sguardi, ove ardeva un fuoco torbido, che dava indizio d'un

feroce e disperato proposito.

Questo vecchio avea per la mano un fanciullino di dodici anni, magro,

pallido e che parea più attonito che spaventato di trovarsi in codesto

luogo, in mezzo a quella grave addunanza.

Niccolò conosceva quest'uomo, che era stato sempre ardentissimo per

la dottrina di Fra Girolamo, s'era trovato alla difesa del convento

nel 98, e poi sempre in appresso avea, in ogni tempo, e sotto tutti i

reggimenti, perseverato costantemente nelle medesime opinioni, facendo

ogni opera onde si mantenessero tra il popolo, per quanto gli era

concesso dal suo povero stato, e dalla sua poca autorità.

--Oh, maestro Simone! gli disse Niccolò, mentre gli s'appressava con

quel fanciullo. Oh! che venite voi a far qui col vostro Bertino?--

--Piero suo padre, e mio figliuolo benedetto, rispose il vecchio, è

morto combattendo per la nostra libertà.... io, e questo fanciullo, noi

siam rimasti sali in casa.... soli al mondo.... voi lo sapete.... non

abbiam più nessuno; e perchè, neppur io non mi curo più di vivere, ho

condotto meco questo povero orfanello, ond'egli o viva o muoja cogli

ultimi difensori di Firenze!--

Niccolò levava gli occhi e le mani al cielo, e diceva, crollando le

palme aperte:

--Oh, perchè tutti i cittadini non ebber l'animo di questo povero

operajo! Oh! perchè i maggiori di questa terra, ch'eran tenuti dar

l'esempio all'universale, si sottrassero al peso, quando più premeva

saperlo onoratamente portare?--

Ed a mano a mano riscaldandosi nel dire, ed alzando vieppiù la voce,

proseguiva:

Niccolò de' Lapi; ovvero, i Palleschi e i Piagnoni · 第 37 / 51 段