Torniamo a noi: i giorni delle belle emozioni erano cessati:
prolungare dettagliatamente questa mia storia, sarebbe un voler
portare il cane per l'aia, e terminerei rendendomi assai più noioso di
quello che son riuscito fin qui.... ed è tutto dire!.. Pure, qualche
episodio della nostra guarnigione, qualche sbozzo alla peggio di certe
scene, che, se non altro, possono illuminare qualcuno sullo spirito
che dominava allora in Francia, non sembreranno superflui ai lettori e
serviranno, quasi di cornice al quadro che male o bene ho tentato di
tratteggiare sin qui: stacco perciò dal mio libriccino di appunti le
pagine meno seccanti e ben volentieri le offro a quei Cirenei, che
hanno subito il peso della mia croce per tanto tempo, dando prova in
tal modo di più che cristiana pazienza.
Chalons ha da essere un soggiorno incantevole; ha strade e piazze
pulite, eleganti e con sfarzosi negozii: il suo _quai_ sur la Saône
rammenta i nostri lungarni: il fiume è però più bello e più tranquillo
dell'Arno: sul far della sera quando arriva _Parisièn_, il piccolo
piroscafo che viene da Lione, disegnando una striscia di fumo sulle
limpide plaghe del cielo sereno, si gode una incantevole poesia e
troviamo artisticamente superbi i visi sin'allora simpatici
semplicemente delle cittadine: Il desiderio di rivedere l'Italia si fa
più vivo... a che ci tengono qua, se non ci è più da menare le mani?
Vien dato a me e a Gismondi un biglietto d'alloggio per un palazzo in
_Rue aux Fievres_: il nome non è di buon'augurio: Troviamo un prete,
un vecchio signore ed una ragazza nè bella, nè brutta: fanno mille
difficoltà: Gismondi va in bestia, e piglia quest'occasione per dire:
maledetta la Francia!...--Parlate Italiano?--ci dice subito la
ragazza: l'amico rimane di sasso: e allora sappiamo che la ragazza ha
studiato la nostra lingua tre anni; cosa che non impedisce di
scambiarla, quando pronunzia, per un'Abissina. Dopo mille daddoli, ci
accomodano nella camera delle cameriere. Meno male.
Oltre il quartier generale ha stanza in Chalons l'eroica brigata
Ricciotti: ritroviamo lo Strocchi, l'Orlandi e altri amici. Si passano
le giornate _aux Vendange de Bourgogne_, dove una ragazza robusta e
impertinentemente carina serve da pranzo, e mesce gli asenzii e i
cognak. _Mademoiselle Marie, après la guerre je vous epouse_ si sente
ripetere ad ogni minuto e con tutto questo ci si noia, come a un pezzo
di musica dell'Avvenire. Meno male, che a giorni sono l'elezioni;
l'agitazione politica ci stordirà, eppoi chi può predire di cosa sieno
gravide l'urne.
Questa è carina! Viene da me il solito tromba Romagnolo: mi chiama in
disparte eppoi mi dice con importanza.:
--_Chat_ in Francese non vuoi dire altro che gatto?
--Di certo.
--E _pigeon_ piccione?
--È innegabile!
--Dovevo immaginarlo!... Esclamava allora in tuono tragico, battendosi
il capo.
--Che ti è successo?!--Proruppi io stimolato dalla curiosità--Versa in
seno dell'amicizia quello che ti grava nel cuore.
--Se tu sapessi.... io faceva la caccia a una bella bambina: ed ero,
cioè credevo di esser corrisposto... stamani vo in casa, l'abbraccio,
lei non si muove, ma nel più bello, nel calore dei discorsi, mi ha
cominciato a dire: _Mon chat, mon pigeon_ dunque vuole in tutti i modi
battezzarmi per una bestia.. io era indeciso, ma ora...
--Son le gentilezze che usano le innamorate di qua..
--Forse perché riconoscono quelli che ronzan loro dintorno, ma io non
sono del mazzo e protesto.
Un proclama di Gambetta, affisso alle cantonate, invita i cittadini ad
accorrere unanimi alle urne, chiama sosta la sospensione dell'arme,
non risparmiando certe spavalderie che non dovrebbero essere più di
moda. Interrogo difatti varie persone e tutte mi rispondono, facendo
voti per la pace, e arrivando perfino a confessare che preferiscono la
caduta della repubblica a nuove guerre e a nuovi disastri. Ah!...
Francia, Francia come sei caduta nel basso: perché non ritrovasti in
tanto sterminio l'eroismo di Missolungi?... Io non ti posso stimare.
Il sottoprefetto di Chalons è una pasta di zucchero: Corso, è
contrarissimo a Napoleone: sottoprefetto è un _sansculot_ di prima
forza! Oggi ero di guardia: si è trattenuto un poco con me sul
terrazzo: mi ha parlato della Francia colle lacrime agli occhi ed ha
finito con accenti di disperazione. Sul far della notte ha mandato una
damigiana di vino e del salame ai soldati.
Garibaldi si è ritirato a un chilometro dalla città: noi non sappiamo
che pesci si prendere: cominciano i bullettini dell'elezioni: si
ritiene che uscirà eletto Garibaldi. Tornano Miquelf; Materassi e le
altre Guide, che si credevano già putrefatte, o per lo meno nelle mani
nemiche. Materassi ci racconta che hanno fatto saltare due ponti, che
hanno visitato un visibilio di paesi, ricevuti sempre bene, ma sempre
costretti ad udire discorsi in favor della pace. Non ci è caso: la
Francia è sfiduciata, la Francia è come colui che, finita ogni
risorsa, preferisce portar la livrea di coloro che l'hanno spogliato e
non sa trovare il coraggio di uccidersi.
La corruzione di Chalons non la cede per nulla a quella di Digione. Il
_quai_ è un continuo viavai di donnette che ti lanciano occhiate
assassine. Non vi è soldato che non abbia un'amante. O mariti Italiani
che nel 1859 coronaste d'alloro i vincitori di Magenta e ne aveste in
ricambio altre corone, gioite: i vostri compatriotti sanno ben
vendicarvi!
Il maggiore di piazza è un militarista accanito: mi ha fermato nella
_grande rue_ perché non l'ho salutato. Ha minacciato di far sciogliere
le guide, perché vanno di trotto al passeggio e perché non vanno alla
piazza a prender l'ordine del giorno. Sì.... i nostri soldati non sono
venuti per questi servizii vigliacchi--urla Ghino allorché riferisco
la commissione--ci pare ora di tornare in Italia!.. E nessuno va al
comando di piazza.
Giorno dell'elezioni: le sale ove sono le urne riboccano di gente:
vedo due liste di candidati: in una figura Garibaldi nell'altra Mac
Mahon: non riescono nè l'uno nè l'altro nel dipartimento di Saône et
Loire. Garibaldi è eletto però in cinque dipartimenti ed ottiene in
tutti gli altri splendidissime votazioni. La sera delle elezioni più
animazione e più chiasso nelle trattorie e nei caffè. Chi la vuol
lessa chi arrosto: tutti però si aspettano una Camera molto meno
peggiore di quella che resulta realmente.
I coscritti della nuova classe, preceduti da un tamburone attraversano
la città, gridando: Viva Garibaldi, Viva la guerra, Viva la Francia. A
che tanto entusiasmo?.. Son tutti giovani di 18 e 19 anni, perché non
hanno preso il fucile, quando la patria era in pericolo?.. Uno
spilungone, vero pagliaccio, ha in testa un morione da guardia
imperiale e agita una canna da capo tamburo... Ah, Francesi, quando
sarete più serii?!.. A che conservare quella _blague_ schifosa che vi
rendeva spregevoli anche a dì del trionfo? Meditate sulle vostre
sventure, e non fate gli eroi quando ne è passato il tempo, se non
volete rassomigliare...
«Al nobile guitto
«Che senza un quattrino
«Ostenta il diritto
«Di andare al casino
Giunge il maggior Tironi a fare uomini pel suo squadrone dei
Cacciatori d'Italia che si costituisce a Reumelly: è indirizzato al
nostro corpo: si consegnano a lui tutti i Francesi che figurano nei
nostri quadri. Tra questi infatti ci è della robaccia in tutta
l'estensione del termine: tra gli altri il sergente di scuderia che
converte la biada dei cavalli in bottiglie d'eccellente Borgogna: i
nostri cavalli sono ridotti allo stato di quello dell'Apocalisse.
Rimasti tra noi, in famiglia, si respira un po' più liberamente.
Arrivano da Marsiglia un centinaio d'Italiani, che il maggior
Pennazzi, aggregherà alla compagnia Egiziana. Arrivano a tempo.....
per ritornare con gli altri in Italia! Giungono pure due o tre che son
disertati dal Frapolli: ci raccontano come in Lione dei volgari
truffatori e dei veri e proprii malandrini da strada disonorino il
nome italiano in tal guisa da veder scritto a parole cubitali lungo le
vie: _Defendue la chémise rouge_. Ricomincia un po' di vaiolo! ne è
attaccato anche il nostro foriere: morire ora... la sarebbe birbona!..
Garibaldi parte per Bordeaux onde intervenire all'assemblea: lo
accompagnano Fontana, Gattorno, Vivaldi Pasqua e Galeazzi. Menotti
arrivato al mattino piglia il comando dell'armata dei Vosgi
interinalmente: è con lui Bizzoni.
Mi alzo più presto del solito, e vo' dalla bella _Marie_ a bever la
_goutte_--Socci--Mi grida una voce di basso profondo: mi volto e veggo
Galliano--Tu qui.... ora?--Vienci prima, se ti riesce!... il sor Bolis
mi ha tenuto fin ora in prigione: appena sono stato libero, son venuto
qua con dieci uomini.--Ma ora torniamo indietro....--Neanche per sogno
io li sò i progetti del generale.... se tu sapessi!....--Che
c'è?--C'è... ma per ora non lo dire a nessuno.... c'è, che ora si
scende in Nizza, si proclama la repubblica....--Sogni!--Vedrai.--E
t'han fatto nulla?--Son capitano--Si bagneranno i galloni?--Lasciami
prender l'entrata in campagna.--E a qual corpo ti hanno aggregato?--A
qual corpo?!... A dirtela non lo so neppure io.--Tanto meglio....
Una triste notizia; il colonnello Bossi, mentre accingevasi a partire
da Chalons è assalito da un trabocco di sangue e cade tra le braccia
dell'ufficiale di stato maggiore che lo ha accompagnato alla stazione.
Bossi era un vecchio soldato: franco e leale; non troppo ben visto dai
proprii dipendenti per la sua rigidezza, ma patriotta di antica tempra
e di coraggio prodigioso. Veterano di tutte le campagne d'Italia
lasciava colla sua morte un voto molto sensibile nelle file della
democrazia militante.
Passeggio svagolato sul _Quai_: sento fermarmi, mi volto credendo
ravvisare un amico e invece vedo un vecchio di fisonomia
rispettabile, che porta all'occhiello la fettuccia rossa della legione
d'onore. Siete Italiano?.... Mi domanda nel nostro idioma.--Sissignore, rispondo--Volete venire a farvi il ritratto?--Io lo sbircio bene bene, e quasi quasi suppongo che sia un
pazzo.--La mia domanda è assai strana, si affretta a soggiungere--ma
io sto facendo un'_Album_ dove intendo far collezione de' figurini dei
differenti corpi dell'Armata dei Vosgi.--Sicché io dovrei
venire?....--A fare da figurino delle Guide.--perché no?!--Borbotto:
dopo tutto è bellina! Non potendo farla da eroe sono utile almeno a
far da figurino!.... Mezz'ora dopo in eroico atteggiamento sono in
_posa_ difaccia a Monsieur Philip che mi parla di Firenze da lui
veduta, or sono trent'anni, che mi offre un _punch_ eccellente, e che
mi fa vedere un piccolo album tascabile, sul quale _en passant_ per la
via, ha schizzato dieci o dodici caricature di Garibaldini tra cui
quelle di tre miei amici, ripresi alla perfezione.
Esco dal pittore e vedo davanti al quartier generale: una folla
straordinaria di gente: i ragazzi si aggrappano alla cancellata del
giardino: i popolani formano dei crocchi: tutti discorrono
concitatamente e sgranano certi occhi da non avere invidia con quelli
di un bue, nella direzione del palazzo. Che è, che non è? Mille dubbi
tenzonano nella mia mente: mi faccio largo tra la calca a forza di
urtoni, tratto male le sentinelle che volevano precludermi il passo,
e tocco, come si suol dire, il Cielo con un dito, quando posso
sbirciare una guida, a cui immediatamente domando: Che è successo di
nuovo?--Nulla, sono arrivati due parlamentarii Prussiani....
l'armistizio è stato protratto e vengono a fissare le linee di
demarcazione.--Non chiedo altre spiegazioni e vo su nella sala
d'ordini: tutti gli ufficiali leggono pacificamente i giornali;
qualcuno si scalda al camminetto: ciò non mi produce alcun senso, gli
avevo veduti usare in tal modo nelle circostanze supreme, possono fare
così anche ora! ragioniamo con alcuni altri coi due bassi ufficiali
che hanno accompagnato il colonnello di stato maggiore che fa da
parlamentario: con nostra maraviglia li troviamo istruitissimi: ci
parlano con rispetto degli Italiani, ci dicono francamente che senza
di noi sarebbero andati a Lione, ma ci dichiarano con altrettanta
franchezza, che da noi non si aspettavano simile ingratitudine, da noi
che eravamo andati a Venezia soltanto per dato e fatto della Prussia.
Questa è proprio carina!.... I Francesi ce ne dicono di tutte un po',
perchè ci siamo dimenticati di Magenta e di Solferino, non accorrendo
come un'uomo solo dall'Alpi a Lilibeo, a dar due botte ai Prussiani: i
Prussiani ci gabellano addirittura per ingrati perché abbiam loro
strappato uno stendardo a Digione. La morale?.... La morale è questa:
Guai a coloro che hanno bisogno di una mano per sollevarsi; fortunati
coloro che sanno fare da se: chi fa da se fa per tre, dice un
proverbio e i proverbii, a detta di Salomone, sono la sapienza dei
popoli.
Dopo un lungo colloquio il parlamentario ritorna verso la Côte d'Or:
il popolo lo saluta con fischi. Assai brutta idea si devono aver fatta
quei Tedeschi della civiltà Francese; un popolo deve essere feroce
nella lotta d'indipendenza, ma dee mai sempre rispettare il diritto
delle genti e, cessati i guai, ha da ravvisare un fratello in colui
che ridotto macchina nelle mani di un re, può avergli fatto del male.
Ci giungono notizie dì Bordeaux.... e che brutte notizie!.... Le
nostre previsioni non sono andate fallite. La Francia accasciata sotto
la vigliaccheria, ha mandato al corpo Legislativo l'assemblea più
retrograda che immaginar si possa. Lo spirito generoso delle città è
stato soffocato dall'alito maligno della reazione provinciale. Niente
di strano: tutti in Chalons a mò d'esempio desiderano la pace,
riaccetterebbero Napoleone pur di non vedere un Prussiano: il mio
amico pittore tratta di buffone Gambetta, il padrone di casa maledice
la repubblica perché ha i suoi campi occupati dal nemico: nessuno
prenderebbe un fucile per ricacciare gli stranieri oltre Reno.... I
popoli hanno il governo che si meritano: in nazioni come la Francia
corrotte, son degni presidenti i Thiers, e veri rappresentanti i
_ruraux_ di Versailles.
Si leggono i giornali: Garibaldi è stato ricevuto iniquamente
nell'Assemblea: gli si è vietato persino di discorrere: una voce sola
ha tuonato in mezzo ai codardi in difesa dell'eroe: è la voce generosa
che si elevò da Guernesey in favore dei caduti di Mentana, è la voce
che ha agitato le fibre della decrepita Europa, e che ha fatto
allibire sui troni i regnanti: è la voce di Victor Hugo; fra tanti
cialtroni Garibaldi non poteva esser compreso degnamente che
dall'autore dei _Miserabili_.
Il Generale dava le sue dimissioni. Queste notizie finiscono di
rovinare il morale dei volontarii. Nessuno presta servigio, tutti
vogliono tornare in Italia.
Vedo _aux Vendanges de Bourgogne_ Castellazzo: mi perdoni l'egregio
amico, ma lo avevo scambiato per un barocciaio. Ha un cappellaccio di
pelo e una casacca pure di pelo. Gli parlo: egli, con
quell'abbigliamento, è riuscito a deludere la sorveglianza del nemico
ed ha attraversato le file prussiane. Anche lui è sfiduciato e mi dice
che in quanto al partire per noi può essere questione di giorni.
Siamo chiamati in quartiere: il nostro tenente dice di averci a fare
una importantissima comunicazione e fa leggere al foriere il seguente
ordine del giorno:
«Ai bravi dell'Armata dei Vosgi.
Io vi lascio con dolore, miei bravi, e sono costretto a tal
separazione da circostanze imperiose.
Ritornando ai vostri focolari raccontate alle vostre famiglie i
lavori, le fatiche, i combattimenti che abbiamo sostenuti insieme
per la santa causa della repubblica.
Dite loro sopratutto che aveste un capo che vi amava come figli e
che andava orgoglioso della vostra bravura.
A rivederci in circostanze migliori.