CAPITOLO XXVII.

Torniamo a noi: i giorni delle belle emozioni erano cessati:

prolungare dettagliatamente questa mia storia, sarebbe un voler

portare il cane per l'aia, e terminerei rendendomi assai più noioso di

quello che son riuscito fin qui.... ed è tutto dire!.. Pure, qualche

episodio della nostra guarnigione, qualche sbozzo alla peggio di certe

scene, che, se non altro, possono illuminare qualcuno sullo spirito

che dominava allora in Francia, non sembreranno superflui ai lettori e

serviranno, quasi di cornice al quadro che male o bene ho tentato di

tratteggiare sin qui: stacco perciò dal mio libriccino di appunti le

pagine meno seccanti e ben volentieri le offro a quei Cirenei, che

hanno subito il peso della mia croce per tanto tempo, dando prova in

tal modo di più che cristiana pazienza.

Chalons ha da essere un soggiorno incantevole; ha strade e piazze

pulite, eleganti e con sfarzosi negozii: il suo _quai_ sur la Saône

rammenta i nostri lungarni: il fiume è però più bello e più tranquillo

dell'Arno: sul far della sera quando arriva _Parisièn_, il piccolo

piroscafo che viene da Lione, disegnando una striscia di fumo sulle

limpide plaghe del cielo sereno, si gode una incantevole poesia e

troviamo artisticamente superbi i visi sin'allora simpatici

semplicemente delle cittadine: Il desiderio di rivedere l'Italia si fa

più vivo... a che ci tengono qua, se non ci è più da menare le mani?

Vien dato a me e a Gismondi un biglietto d'alloggio per un palazzo in

_Rue aux Fievres_: il nome non è di buon'augurio: Troviamo un prete,

un vecchio signore ed una ragazza nè bella, nè brutta: fanno mille

difficoltà: Gismondi va in bestia, e piglia quest'occasione per dire:

maledetta la Francia!...--Parlate Italiano?--ci dice subito la

ragazza: l'amico rimane di sasso: e allora sappiamo che la ragazza ha

studiato la nostra lingua tre anni; cosa che non impedisce di

scambiarla, quando pronunzia, per un'Abissina. Dopo mille daddoli, ci

accomodano nella camera delle cameriere. Meno male.

Oltre il quartier generale ha stanza in Chalons l'eroica brigata

Ricciotti: ritroviamo lo Strocchi, l'Orlandi e altri amici. Si passano

le giornate _aux Vendange de Bourgogne_, dove una ragazza robusta e

impertinentemente carina serve da pranzo, e mesce gli asenzii e i

cognak. _Mademoiselle Marie, après la guerre je vous epouse_ si sente

ripetere ad ogni minuto e con tutto questo ci si noia, come a un pezzo

di musica dell'Avvenire. Meno male, che a giorni sono l'elezioni;

l'agitazione politica ci stordirà, eppoi chi può predire di cosa sieno

gravide l'urne.

Questa è carina! Viene da me il solito tromba Romagnolo: mi chiama in

disparte eppoi mi dice con importanza.:

--_Chat_ in Francese non vuoi dire altro che gatto?

--Di certo.

--E _pigeon_ piccione?

--È innegabile!

--Dovevo immaginarlo!... Esclamava allora in tuono tragico, battendosi

il capo.

--Che ti è successo?!--Proruppi io stimolato dalla curiosità--Versa in

seno dell'amicizia quello che ti grava nel cuore.

--Se tu sapessi.... io faceva la caccia a una bella bambina: ed ero,

cioè credevo di esser corrisposto... stamani vo in casa, l'abbraccio,

lei non si muove, ma nel più bello, nel calore dei discorsi, mi ha

cominciato a dire: _Mon chat, mon pigeon_ dunque vuole in tutti i modi

battezzarmi per una bestia.. io era indeciso, ma ora...

--Son le gentilezze che usano le innamorate di qua..

--Forse perché riconoscono quelli che ronzan loro dintorno, ma io non

sono del mazzo e protesto.

Un proclama di Gambetta, affisso alle cantonate, invita i cittadini ad

accorrere unanimi alle urne, chiama sosta la sospensione dell'arme,

non risparmiando certe spavalderie che non dovrebbero essere più di

moda. Interrogo difatti varie persone e tutte mi rispondono, facendo

voti per la pace, e arrivando perfino a confessare che preferiscono la

caduta della repubblica a nuove guerre e a nuovi disastri. Ah!...

Francia, Francia come sei caduta nel basso: perché non ritrovasti in

tanto sterminio l'eroismo di Missolungi?... Io non ti posso stimare.

Il sottoprefetto di Chalons è una pasta di zucchero: Corso, è

contrarissimo a Napoleone: sottoprefetto è un _sansculot_ di prima

forza! Oggi ero di guardia: si è trattenuto un poco con me sul

terrazzo: mi ha parlato della Francia colle lacrime agli occhi ed ha

finito con accenti di disperazione. Sul far della notte ha mandato una

damigiana di vino e del salame ai soldati.

Garibaldi si è ritirato a un chilometro dalla città: noi non sappiamo

che pesci si prendere: cominciano i bullettini dell'elezioni: si

ritiene che uscirà eletto Garibaldi. Tornano Miquelf; Materassi e le

altre Guide, che si credevano già putrefatte, o per lo meno nelle mani

nemiche. Materassi ci racconta che hanno fatto saltare due ponti, che

hanno visitato un visibilio di paesi, ricevuti sempre bene, ma sempre

costretti ad udire discorsi in favor della pace. Non ci è caso: la

Francia è sfiduciata, la Francia è come colui che, finita ogni

risorsa, preferisce portar la livrea di coloro che l'hanno spogliato e

non sa trovare il coraggio di uccidersi.

La corruzione di Chalons non la cede per nulla a quella di Digione. Il

_quai_ è un continuo viavai di donnette che ti lanciano occhiate

assassine. Non vi è soldato che non abbia un'amante. O mariti Italiani

che nel 1859 coronaste d'alloro i vincitori di Magenta e ne aveste in

ricambio altre corone, gioite: i vostri compatriotti sanno ben

vendicarvi!

Il maggiore di piazza è un militarista accanito: mi ha fermato nella

_grande rue_ perché non l'ho salutato. Ha minacciato di far sciogliere

le guide, perché vanno di trotto al passeggio e perché non vanno alla

piazza a prender l'ordine del giorno. Sì.... i nostri soldati non sono

venuti per questi servizii vigliacchi--urla Ghino allorché riferisco

la commissione--ci pare ora di tornare in Italia!.. E nessuno va al

comando di piazza.

Giorno dell'elezioni: le sale ove sono le urne riboccano di gente:

vedo due liste di candidati: in una figura Garibaldi nell'altra Mac

Mahon: non riescono nè l'uno nè l'altro nel dipartimento di Saône et

Loire. Garibaldi è eletto però in cinque dipartimenti ed ottiene in

tutti gli altri splendidissime votazioni. La sera delle elezioni più

animazione e più chiasso nelle trattorie e nei caffè. Chi la vuol

lessa chi arrosto: tutti però si aspettano una Camera molto meno

peggiore di quella che resulta realmente.

I coscritti della nuova classe, preceduti da un tamburone attraversano

la città, gridando: Viva Garibaldi, Viva la guerra, Viva la Francia. A

che tanto entusiasmo?.. Son tutti giovani di 18 e 19 anni, perché non

hanno preso il fucile, quando la patria era in pericolo?.. Uno

spilungone, vero pagliaccio, ha in testa un morione da guardia

imperiale e agita una canna da capo tamburo... Ah, Francesi, quando

sarete più serii?!.. A che conservare quella _blague_ schifosa che vi

rendeva spregevoli anche a dì del trionfo? Meditate sulle vostre

sventure, e non fate gli eroi quando ne è passato il tempo, se non

volete rassomigliare...

«Al nobile guitto

«Che senza un quattrino

«Ostenta il diritto

«Di andare al casino

Giunge il maggior Tironi a fare uomini pel suo squadrone dei

Cacciatori d'Italia che si costituisce a Reumelly: è indirizzato al

nostro corpo: si consegnano a lui tutti i Francesi che figurano nei

nostri quadri. Tra questi infatti ci è della robaccia in tutta

l'estensione del termine: tra gli altri il sergente di scuderia che

converte la biada dei cavalli in bottiglie d'eccellente Borgogna: i

nostri cavalli sono ridotti allo stato di quello dell'Apocalisse.

Rimasti tra noi, in famiglia, si respira un po' più liberamente.

Arrivano da Marsiglia un centinaio d'Italiani, che il maggior

Pennazzi, aggregherà alla compagnia Egiziana. Arrivano a tempo.....

per ritornare con gli altri in Italia! Giungono pure due o tre che son

disertati dal Frapolli: ci raccontano come in Lione dei volgari

truffatori e dei veri e proprii malandrini da strada disonorino il

nome italiano in tal guisa da veder scritto a parole cubitali lungo le

vie: _Defendue la chémise rouge_. Ricomincia un po' di vaiolo! ne è

attaccato anche il nostro foriere: morire ora... la sarebbe birbona!..

Garibaldi parte per Bordeaux onde intervenire all'assemblea: lo

accompagnano Fontana, Gattorno, Vivaldi Pasqua e Galeazzi. Menotti

arrivato al mattino piglia il comando dell'armata dei Vosgi

interinalmente: è con lui Bizzoni.

Mi alzo più presto del solito, e vo' dalla bella _Marie_ a bever la

_goutte_--Socci--Mi grida una voce di basso profondo: mi volto e veggo

Galliano--Tu qui.... ora?--Vienci prima, se ti riesce!... il sor Bolis

mi ha tenuto fin ora in prigione: appena sono stato libero, son venuto

qua con dieci uomini.--Ma ora torniamo indietro....--Neanche per sogno

io li sò i progetti del generale.... se tu sapessi!....--Che

c'è?--C'è... ma per ora non lo dire a nessuno.... c'è, che ora si

scende in Nizza, si proclama la repubblica....--Sogni!--Vedrai.--E

t'han fatto nulla?--Son capitano--Si bagneranno i galloni?--Lasciami

prender l'entrata in campagna.--E a qual corpo ti hanno aggregato?--A

qual corpo?!... A dirtela non lo so neppure io.--Tanto meglio....

Una triste notizia; il colonnello Bossi, mentre accingevasi a partire

da Chalons è assalito da un trabocco di sangue e cade tra le braccia

dell'ufficiale di stato maggiore che lo ha accompagnato alla stazione.

Bossi era un vecchio soldato: franco e leale; non troppo ben visto dai

proprii dipendenti per la sua rigidezza, ma patriotta di antica tempra

e di coraggio prodigioso. Veterano di tutte le campagne d'Italia

lasciava colla sua morte un voto molto sensibile nelle file della

democrazia militante.

Passeggio svagolato sul _Quai_: sento fermarmi, mi volto credendo

ravvisare un amico e invece vedo un vecchio di fisonomia

rispettabile, che porta all'occhiello la fettuccia rossa della legione

d'onore. Siete Italiano?.... Mi domanda nel nostro idioma.--Sissignore, rispondo--Volete venire a farvi il ritratto?--Io lo sbircio bene bene, e quasi quasi suppongo che sia un

pazzo.--La mia domanda è assai strana, si affretta a soggiungere--ma

io sto facendo un'_Album_ dove intendo far collezione de' figurini dei

differenti corpi dell'Armata dei Vosgi.--Sicché io dovrei

venire?....--A fare da figurino delle Guide.--perché no?!--Borbotto:

dopo tutto è bellina! Non potendo farla da eroe sono utile almeno a

far da figurino!.... Mezz'ora dopo in eroico atteggiamento sono in

_posa_ difaccia a Monsieur Philip che mi parla di Firenze da lui

veduta, or sono trent'anni, che mi offre un _punch_ eccellente, e che

mi fa vedere un piccolo album tascabile, sul quale _en passant_ per la

via, ha schizzato dieci o dodici caricature di Garibaldini tra cui

quelle di tre miei amici, ripresi alla perfezione.

Esco dal pittore e vedo davanti al quartier generale: una folla

straordinaria di gente: i ragazzi si aggrappano alla cancellata del

giardino: i popolani formano dei crocchi: tutti discorrono

concitatamente e sgranano certi occhi da non avere invidia con quelli

di un bue, nella direzione del palazzo. Che è, che non è? Mille dubbi

tenzonano nella mia mente: mi faccio largo tra la calca a forza di

urtoni, tratto male le sentinelle che volevano precludermi il passo,

e tocco, come si suol dire, il Cielo con un dito, quando posso

sbirciare una guida, a cui immediatamente domando: Che è successo di

nuovo?--Nulla, sono arrivati due parlamentarii Prussiani....

l'armistizio è stato protratto e vengono a fissare le linee di

demarcazione.--Non chiedo altre spiegazioni e vo su nella sala

d'ordini: tutti gli ufficiali leggono pacificamente i giornali;

qualcuno si scalda al camminetto: ciò non mi produce alcun senso, gli

avevo veduti usare in tal modo nelle circostanze supreme, possono fare

così anche ora! ragioniamo con alcuni altri coi due bassi ufficiali

che hanno accompagnato il colonnello di stato maggiore che fa da

parlamentario: con nostra maraviglia li troviamo istruitissimi: ci

parlano con rispetto degli Italiani, ci dicono francamente che senza

di noi sarebbero andati a Lione, ma ci dichiarano con altrettanta

franchezza, che da noi non si aspettavano simile ingratitudine, da noi

che eravamo andati a Venezia soltanto per dato e fatto della Prussia.

Questa è proprio carina!.... I Francesi ce ne dicono di tutte un po',

perchè ci siamo dimenticati di Magenta e di Solferino, non accorrendo

come un'uomo solo dall'Alpi a Lilibeo, a dar due botte ai Prussiani: i

Prussiani ci gabellano addirittura per ingrati perché abbiam loro

strappato uno stendardo a Digione. La morale?.... La morale è questa:

Guai a coloro che hanno bisogno di una mano per sollevarsi; fortunati

coloro che sanno fare da se: chi fa da se fa per tre, dice un

proverbio e i proverbii, a detta di Salomone, sono la sapienza dei

popoli.

Dopo un lungo colloquio il parlamentario ritorna verso la Côte d'Or:

il popolo lo saluta con fischi. Assai brutta idea si devono aver fatta

quei Tedeschi della civiltà Francese; un popolo deve essere feroce

nella lotta d'indipendenza, ma dee mai sempre rispettare il diritto

delle genti e, cessati i guai, ha da ravvisare un fratello in colui

che ridotto macchina nelle mani di un re, può avergli fatto del male.

Ci giungono notizie dì Bordeaux.... e che brutte notizie!.... Le

nostre previsioni non sono andate fallite. La Francia accasciata sotto

la vigliaccheria, ha mandato al corpo Legislativo l'assemblea più

retrograda che immaginar si possa. Lo spirito generoso delle città è

stato soffocato dall'alito maligno della reazione provinciale. Niente

di strano: tutti in Chalons a mò d'esempio desiderano la pace,

riaccetterebbero Napoleone pur di non vedere un Prussiano: il mio

amico pittore tratta di buffone Gambetta, il padrone di casa maledice

la repubblica perché ha i suoi campi occupati dal nemico: nessuno

prenderebbe un fucile per ricacciare gli stranieri oltre Reno.... I

popoli hanno il governo che si meritano: in nazioni come la Francia

corrotte, son degni presidenti i Thiers, e veri rappresentanti i

_ruraux_ di Versailles.

Si leggono i giornali: Garibaldi è stato ricevuto iniquamente

nell'Assemblea: gli si è vietato persino di discorrere: una voce sola

ha tuonato in mezzo ai codardi in difesa dell'eroe: è la voce generosa

che si elevò da Guernesey in favore dei caduti di Mentana, è la voce

che ha agitato le fibre della decrepita Europa, e che ha fatto

allibire sui troni i regnanti: è la voce di Victor Hugo; fra tanti

cialtroni Garibaldi non poteva esser compreso degnamente che

dall'autore dei _Miserabili_.

Il Generale dava le sue dimissioni. Queste notizie finiscono di

rovinare il morale dei volontarii. Nessuno presta servigio, tutti

vogliono tornare in Italia.

Vedo _aux Vendanges de Bourgogne_ Castellazzo: mi perdoni l'egregio

amico, ma lo avevo scambiato per un barocciaio. Ha un cappellaccio di

pelo e una casacca pure di pelo. Gli parlo: egli, con

quell'abbigliamento, è riuscito a deludere la sorveglianza del nemico

ed ha attraversato le file prussiane. Anche lui è sfiduciato e mi dice

che in quanto al partire per noi può essere questione di giorni.

Siamo chiamati in quartiere: il nostro tenente dice di averci a fare

una importantissima comunicazione e fa leggere al foriere il seguente

ordine del giorno:

«Ai bravi dell'Armata dei Vosgi.

Io vi lascio con dolore, miei bravi, e sono costretto a tal

separazione da circostanze imperiose.

Ritornando ai vostri focolari raccontate alle vostre famiglie i

lavori, le fatiche, i combattimenti che abbiamo sostenuti insieme

per la santa causa della repubblica.

Dite loro sopratutto che aveste un capo che vi amava come figli e

che andava orgoglioso della vostra bravura.

A rivederci in circostanze migliori.

Da Firenze a Digione: Impressioni di un reduce Garibaldino · 第 30 / 33 题