CORO

Chi non provò mai palpito

Finor d’affetto in core.

Doman lo dee dischiudere

Al più fervente amore.

Simili a te, noi vergini

Venere a te c’invia,

Noi ti preghiamo, o Delia

Vergine, acciò non sia

Brutta la sacra selva

Da sangue mai di belva.

Solo di questo supplici

Noi ti moviam preghiera;

Ella medesma a chiederlo

Verrebbe lusinghiera;

Se a vergin fia decente,

Qui ti vorria presente.

Per tre notti continue

Gli spensierati cori,

Scelti fra tanto numero,

Coronati di fiori,

Correr vedresti lieti

Pe’ tuoi boschi e mirteti.

Qui saran Bacco e Cerere

E de’ poeti il Dio:

Noi veglierem tra i cantici,

Se tale è il tuo desio:

Dïone alle foreste

Regni, o Delia celeste[152].

Ella si elesse il seggio

Sovra de’ fiori iblei,

Recinta dalle Grazie,

Darà i responsi bei;

Ibla, dà tutti i tuoi

Fior che produci a noi[153].

Ibla la veste spoglia

De’ fior che son tua cura

Per quanto lunga estendesi

Dell’Enna la pianura:[154]

Qui saran forosette

E montanine schiette.

Quante ninfe soggiornano

Bosco, foresta o fonte,

La Madre dell’Aligero

Nume le vuol qui pronte.

Vuol che, se nudo incede,

Si neghi a Amor la fede.

Pompei e le sue rovine, Vol. 3 (of 3) · 第 48 / 55 题