I fatti che sto per narrarvi lo provano evidentemente.

Nella prima metà del secolo XVI i vini francesi presero ad affluire in

gran copia in tutto il nordovest d'Europa, specialmente in Olanda ed in

Inghilterra, nel qual ultimo paese i vini di Bordeaux erano cominciati

ad entrare sin dal secolo XII. Ebbene nel 1659 la Francia mette un

tonnellaggio di cinquanta soldi sulle navi estere. L'Olanda se ne

risente e minaccia di scemare la tariffa daziaria sui vini del Reno,

determinando così una importazione di questi a detrimento della Francia,

che nello spaccio del vino aveva per clienti non spregevoli i Paesi

Bassi. Dopo lunghe trattative si venne nel 1662 ad un accordo. Più

tardi, al cadere del secolo XVII, la Francia colpisce con grave dazio le

lane inglesi e l'Inghilterra si vendica aggravando la mano sui vini

francesi e volgendo la propria richiesta alla Spagna e specialmente al

Portogallo, donde trasse più di dugento carichi di vino all'anno. I

Delegati de' centri vinicoli al Consiglio generale del Commercio di

Francia sporsero vivissimi reclami contro il sistema daziario che

produceva così tristi effetti. Il delegato di Baiona affermava essere

rovinate affatto la Guienna, la Borgogna, la Turenna e la regione

angioina, e sul posto valer quasi più il fusto che il vino. «Bisogna

abbandonare, scriveva il delegato di Lione, la massima di Colbert, il

quale pretendeva che la Francia potesse fare a meno di tutto il mondo.

Ciò era un andare contro la natura e contro la Provvidenza che ha

distribuito i suoi doni ad ogni popolo, onde costringerli tutti a

mantenersi in commercio reciproco». Parole nobilissime rimaste

inascoltate e che non è fuor di luogo ricordare ne' giorni che corrono

di tendenze reazionarie nella politica commerciale. L'importazione de'

vini francesi in Inghilterra riceveva così un colpo micidiale e fu poi

annientata addirittura dal Trattato di Methuen, stipulato tra la

Granbrettagna ed il Portogallo nel 1703. In quella famosa convenzione il

governo Portoghese s'impegnò a facilitare assai lo smercio de' tessuti

inglesi di lana ne' propri dominii ed il britannico a ridurre il dazio

d'entrata su' vini portoghesi, in guisa da renderlo inferiore di due

terzi al dazio sulla immissione dei vini francesi.

Quali conseguenze ebbe una così fallace politica economica?

Nel 1669, quando il dazio su' vini che entravano in Inghilterra era di

quattro pence (cent. 20) per gallone (lit. 4.543), ventimila tonnellate

di vino francese e 25,000 di vini portoghesi, spagnuoli e renani

costituivano l'annua importazione. In quel tempo il vino non era, nella

Granbrettagna, un lusso del ricco. Lo divenne dopo l'aggravio de' dazi

ed il popolo si volse a bevande artefatte e spiritose. Nè è tutto. Data

da quella mutazione del regime daziario de' vini l'adulterazione del

_Porto_ e del _Xeres_, diventata poi sistematica ed entrata nelle

abitudini dei consumatori, il cui gusto si acconciò al _Porto_

artificiale, tanto da preferirlo al legittimo, ed i bevitori di _Xeres_

si cangiarono in bevitori di _Sherry_. In tal guisa l'aggravio della

tariffa riusciva pregiudizievole così alla Francia, paese di grande

produzione, che vedeva restringersi lo spaccio ed il lucro, come

all'Inghilterra, paese di consumo, ove i prodotti delle distillerie

prendevano il posto de' vini mancati. Il Trattato di Methuen, sotto

pretesto di aprire un sicuro mercato a' tessuti di lana inglesi, privò

l'Inghilterra di un rilevante e naturale traffico con un popolo vicino e

la costrinse a prendere il prodotto, inferiore e più caro, di un paese

che non era in grado di provvedere in larga misura il mercato

britannico. Similmente Napoli aggravò il dazio d'uscita sul vino e

perdette il mercato di Genova. Ed ecco, o signori, come il comparativo

uso o disuso del vino nei paesi che non ne producono, sia curioso e

notevole indizio dell'influenza che le legislazioni fiscali esercitano

sulle abitudini popolari.

Il Vino: Undici conferenze fatte nell'inverno dell'anno 1880 · 第 18 / 33 题