Ho pregato Maioli di salire in automobile e venire a fare colazione con
me all'albergo.
L'albergo dell'Aquila d'Oro, dove io, passando, avevo preso alloggio,
era un edificio tetro e solitario, come e solitaria e tetra tutta la
citta, tranne quel pezzetto del Corso.
-- In questo albergo hanno alloggiato Giuseppe II, Carlo di Borbone,
Carlo Felice.... -- diceva Maioli.
-- Si vede -- dissi io -- che quei signori, a quei tempi, avevano poche
pretese.
Finalmente comparve nel salone da pranzo un cameriere con un _frac_
preistorico e Maioli da lui gli ordini al cameriere.
-- Avete i tortelloni di ricotta col ragu? Benissimo. Ma fumanti! E
dopo, cosa preferite, Sconer, un'_omelette_ coi tartufi, o le
costolettine di vitello col prosciutto? Sono specialita di P***.
Quando arriva il piatto fumante dei tortelloni col ragu, gli basta una
severa occhiata per sincerarsi che tutto e proceduto con ordine.
-- Senza precedenti, eh? -- disse allora Maioli filando con grazia nella
sua bella bocchina il primo tortellone tutto lagrimoso di burro.
-- Che cosa? I tortelloni?
-- No! Donna Ghiselda. Dite la verita: voi non credevate, Sconer.
-- _Mica male._ E impressionante anche per uno che viene da Milano. A
sciogliere quei capelli viene giu un Niagara di biondo.
-- Ma poi la resistenza! -- dice Maioli. -- Vedete, le vere bellezze
sono quelle resistenti, organiche, di razza. E avete osservato? In donna
Ghiselda voi avete la fusione del rettilineo col curvilineo;
dell'evanescenza con la consistenza; della belta classica con il
capriccio moderno. E il modo come cammina? Adesso queste donnette
borghesi camminano a passo artefatto. Ma Ghiselda e naturale, come una
berlina a otto molle del buon tempo antico, e nel tempo stesso e ritmica
come se genietti nascosti le segnassero il passo al suono di gighe e
violini. La vera bellezza, vedete Sconer, ubbidisce sempre ad un ritmo
in tutti i suoi movimenti. E le estremita? Amico, avete osservato le
estremita? A Venere callipigia date due piedoni, e Venere e rovinata.
(In questo punto entrarono le costolette col prosciutto. Maioli si
arresto, esamino le costolette: si, anch'esse erano in regola, onde
prosegui:) Le estremita, amico! questa disperazione della natura, della
pittura, e, diciamo, della borghesia. Vedete, Sconer, io ammiro il
progresso moderno di una mano curata dalle _manicure_. Ma sa di
meccanico. Io non posso imaginare una dea che ricorre alla _manicure_ e
alla _pedicure_.
-- Conte -- dico -- forse la contessina e un po' troppo imponente per
me.
-- Mi aspettavo questa vostra obbiezione. Badate intanto che quelle
bertuccine in formato _pocket_, rappresentano una degenerazione. Nel
caso poi di Ghiselda, io vi spieghero perche vi pare imponente: perche
voi non siete abituato alla maesta della razza. Ma avete osservato come
ride?
-- Si, ho osservato. Non si capisce perche fa sempre ah! ah! ah! Pare
che prenda in giro la gente. Pero mi piace, perche pare che abbia delle
perline in gola.
-- E gli occhi, mio buon amico? Stupefacenti.
-- Gli occhi, infatti -- dico io -- sono eccezionali. Forse un po' di
_maquillage_, ma non mi dispiace.
-- E cio e prova del vostro buon gusto -- dice Maioli --: i ritocchi al
volto delle signore erano gia in uso al tempo degli Egiziani. E la
intelligenza di Ghiselda? Essa era destinata, in altre eta, a lasciare
impronta di se nelle storie. Ma se Ghiselda vi fara onore di essere
vostra moglie, la vostra casa sara il _rendez-vous_ delle piu spiccate
personalita dell'arte e della politica.
-- Vediamo, caro conte, di non precorrere gli avvenimenti. Piuttosto
sarebbe interessante sapere come mai la contessina, in un'eta di
primavera alquanto avanzata, sia ancora signorina.
-- Ma e naturale, scusate! Pretendereste forse che potesse amare un uomo
comunale? In relazione poi alla domanda che mi fate, vi diro che
Ghiselda ha consumato, pur troppo! i suoi anni migliori in una passione
infruttifera verso un giovane che dava grandi speranze di se.
-- Conte -- interrompo io -- questa cosa mi pare grave.
-- Niente _grave_, perche in donna Ghiselda tutto e puro. Si tratta di
un amore eroico!
-- Allora proseguiamo.
Maioli con la linguettina libo il bicchierino della _chartreuse_, ma
invece di proseguire, mi rivolse questa domanda:
-- Sapete, e vero, quale e il male maggiore di cui soffre l'Italia?
-- Che non sa farsi la _reclame_.
-- Questo e poco serio, Sconer! Il male d'Italia e che manca
un'aristocrazia! e che le forze sane della nazione non sono organizzate
contro la canaglia! Ci siamo, e vero, noi nobili, che abbiamo
sacrificato i nostri interessi per l'Italia; ma questa e la gratitudine,
che, se si parla, dicono: "Taccia lei, che e un reazionario!" Per
vivere, bisogna che noi non ci facciamo sentire. In questo paese, poi,
la canaglia e peggio che a Milano, che a Torino, che a Bologna, ed e
tutto dire! Basta, un giorno comparve fra noi un uomo di genio. Genio?
Ohime! Noi l'abbiamo creduto! Parlava benissimo; affrontava la canaglia
con apostrofi magnifiche: "I miserabili, capaci soltanto di puntellare
le porte per cui deve passare l'uomo di genio! Bestie da soma che valete
solo a portare il peso della gloria della nazione! Nessuna tregua con la
canaglia! Se la canaglia andra al potere, la prima cosa che fara, sara
di innalzare la forca per noi. Innalziamola noi per loro, finche siamo a
tempo". Bello, eh? Ma il genio vero non era lui, era Ghiselda! La cara
fanciulla ha dato tutto per la gran causa. Lei era la Ninfa Egeria di
lui! Ce ne siamo accorti al tempo delle elezioni che lui non era un
genio. Quella lotta elettorale e stata un vero disastro, mio buon amico.
-- Questo lo credo. Per me in politica e indifferente tanto la
_omelette_ coi tartufi quanto le costolettine di vitello col prosciutto,
ma nel primo caso ci vogliono le uova, e nel secondo ci vuole un
vitello.
-- Come sarebbe a dire?
-- Sarebbe a dire che voi avete fatto fiasco perche siete fichi
secchi....
-- Oh! oh oh! -- esclama Maioli, scandalizzato. -- Noi potevamo
affrontare un colpo di spada, ma non un'artiglieria di fango!
-- Dopo ci si lava -- risposi io. -- Li fabbrichiamo noi i saponi. E ci
ando di mezzo anche la contessina?
-- Terribile, mio buon amico! Terribile! Allusioni su le loro sconce
gazzette, frasi da trivio, e durante le elezioni persino cartelloni
impudichi sui muri. Quella gente ignora la cavalleria. La poverina non
si poteva piu far vedere per le strade; ed io, uscendo la mattina di
casa, mi sentivo tremare le gambe.
-- E l'amore per quell'uomo di genio?
-- Scomparso! Voi capite che quando un uomo di genio fa fiasco, non e
piu uomo di genio. Povera fanciulla! Il popolino diceva che era stata
lei a rovinare lui. Vi basti sapere che si e dovuta appartare per
qualche tempo nella magnifica villa di famiglia: le Cipressine.
"Maioli -- mi diceva -- e terribile! Io sono disperata. Pur di non
vivere piu a P***, sposerei il primo che mi capita."
-- E allora avete pensato a me -- dissi io.
-- Sconer! Sconer, voi mi offendete! Invece vi diro che dopo qualche
tempo Ghiselda si tranquillo: un'altra forma di attivita la assorbi
totalmente. L'arte, amico. Ah, sublime, si, l'arte! Voi non potete
capire, ma sublime.
*
Mentre cosi parlavamo si udi un _plaf ciac_, nella sottostante via
silenziosa.
Maioli quasi mi rovescia tavola e stoviglie per affacciarsi al balcone.
-- E lei. Venite. Presto. Ah, e troppo tardi. E passata! Tuttavia
venite, venite; ammirate la parte posteriore, Venere callipigia.
Mi affacciai: ebbi appena il tempo di vedere la contessina, vestita da
amazzone, che svoltava via con un cavaliere monturato.
-- Ma con chi e?
-- Con suo fratello, il conte Desiderio, tenente di cavalleria.