Ho dato quest'ordine a Biagino, il mio _chauffeur_:
-- Domani, che e domenica, tenete pronto per le nove. Andiamo a P***.
Vedete di arrivarvi per le undici e mezzo.
Perche questa decisione?
Non so: ma l'idea di sposare una contessina, mi fa sentire un sapore di
alta dominazione. Non ci avevo pensato al sangue blu. Vedo l'avvenire
quando avro sposato la contessina. Naturalmente, da principio, lei non
mi ama. Mi ha sposato, perche e povera. E stata comperata! E delizioso
comperare una contessina. Si aggira altera, disdegnosa, per questo
appartamento. Ma io sono pieno di riservatezza e di delicate premure;
non domando niente, attendo! Finche un bel giorno la contessina mi dice:
"Ginetto Sconer, voi siete la perla degli uomini, l'ideale dei mariti."
Come nel "Padrone delle Ferriere". E strano: ma con quell'affare dello
_champagne_ di Maioli mi sono creata in testa un'imagine di donna
bionda. Ma forse e anche l'effetto dei romanzi di Lionello. Quando
quell'uomo lavora le donne nella padella dell'arte, le gonfia cosi bene
che non si possono dimenticare.
Maioli e un mirabolano; e chi sa invece che roba sara questa contessina
di provincia, senza soldi. Comunque, ho fatto una _toilette_ anche piu
accurata, e mi sono messo molto denaro nel portafogli. Perche? Perche mi
pare di andare a comperare la contessina. Se e il caso, ordineremo un
letto gemello, e ci faremo mettere sopra un arazzo col bambino Gesu. Del
resto, e un lusso che mi posso permettere.
Il viaggio e stato bellissimo; la mia potente _limousine_ filo nel sole
di maggio, entro in P*** alle undici e tre quarti: si e fermata, fra la
ammirazione dei buoni provinciali, davanti alla pasticceria della
Maddalena, indicata da Maioli.
Maioli era proprio li che prendeva il vermut.
-- Oh, caro, caro, amico -- mi fa --. Mai piu pensavo di rivedervi cosi
presto.
-- Noi uomini di affari siamo di una puntualita tedesca.
-- E questa la vostra automobile?
-- Si, ma non quella del Pinturicchio. Essa e riservata per lei, se le
cose andranno bene.
-- Volete -- mi dice con tono misterioso -- che andiamo in chiesa? Fate
a tempo a vederla mentre prega. E un punto di vista interessante.
-- Preferisco qui alla pasticceria.
-- Allora vi presento il proprietario: uno dei grandi artisti dell'arte
dolciera: burro autentico, marmellate di vera frutta. Nel fare i conti
farfuglia un po'. Non dice chiaro che il totale. Ma ecco che la messa e
finita.
-- Come lo sa, conte?
La risposta e data da uno sciame di signorine che fanno irruzione nella
pasticceria. Gran fruscio, gran cinguettio. Si girano tutte su le
sottanine gonfie; son tutte fiorite; tutte stanno diritte su le scarpine
lucide: in alto dondolano pennacchietti. Si spande odore di vestine
fresche. Dietro vengono le mamme nere, che dicono: "Adagio, adagio,
bambine!". Libriccini di preghiere sono deposti sui cristalli delle
vetrine: piccole manine; manine nude, manine guantate spuntano; occhioni
si spalancano; pacchettini dei dolci si formano. Ne mangiano anche col
permesso di mama. Allora graziose bocchine si aprono. "Io prendo un
cannoncino con la cioccolata. Tu, Mary, prendi un africano? Questo
_bigne_ come e buono! Oh, le sfogliatelle fresche!" Sgretolano con i
musini in avanti le sfogliatelle e con le manine scuotono le schegge
dalle vestine. "Dio, che straordinario! Come ha parlato stamattina!
Vero, mama, che adesso va a Roma?"
"Si, carina, ma bada che ti sbrodoli tutta col _bigne_". Sono tutte
piene di entusiasmo; e io non capisco bene se per i _bigne_, le
sfogliatelle, o per qualcos'altro. Percio domando a Maioli:
-- Di che parlano?
-- Di un predicatore forestiero che ha tenuto una serie di conferenze
nell'oratorio del duomo su la missione della donna. Oh, c'e ancora della
religione qui a P***.
Altre signore, signorine entrano. Improvvisamente io dico: -- Questa e
lei.
-- Avete indovinato -- dice Maioli con solennita.
Un'irradiazione d'oro e entrata. E maggio, ma la luce e aumentata, come
dice Lionello. E lei! lei! Ha la veletta. Ma il mio cuore fa _tac!_ Una
mano solleva la veletta che si posa sul naso. Dio, che naso
aristocratico! L'altra mano prende un _marron glace_; la bocca si apre,
il _marron glace_ scompare. Felice _marron glace!_
Stringo la mano al conte in silenzio. E commosso. Anch'io!
Ma ecco, le signorine si fanno attorno alla contessina.
Una, due parlano: tutte parlano. "Si, si, si, contessina: vogliamo lei
presidentessa del comitato per le onoranze al padre. Si, si, si".
"Bisogna fare pero due comitati" dice una vocina. -- "No! Un comitato
solo" dice un'altra vocina. -- "Ma impossibile -- esclama quella dal
_bigne_ -- che io stia in un comitato dove c'e anche la mia sarta. Vi
pare?"
Sento la contessina che risponde gravemente: "Signorine, io sono
desolata, ma le prego di dispensarmi. Oh, in modo assoluto." Ma come
ella s'accorge della presenza di Maioli, "Ah, _pardon!_" e in un momento
si disimpegna da quelle signorine, e la vedo apparire dritta davanti al
nostro tavolo. Il suo volto, prima cosi serio, ora che ella volta le
spalle alle signorine, si scompone in una smorfia di marioleria.
-- Auf! Grazie, caro Maioli -- dice -- di avermi liberata da tutte
quelle mimose pudiche. Ora sono tutte in vibrazione per il predicatore.
-- Donna Ghiselda, cara donna Ghiselda, ma che piacere! -- diceva Maioli
agitando per la emozione la zazzera d'argento. -- Ho pero inteso dire
che e un predicatore molto valente.
-- Ma si: un pretino discretamente abile, che sa fare del _pathos_. Ha
condotto per tutto questo mese di maggio le matrone e le mimose pudiche
a rabbrividire sui margini del peccato. Certe storielle di Abelardo e
Eloisa, di Ruth e Noemi le ha saputo presentare con garbo. Adesso le
signorine ripetono: _dovunque andrai tu andro io, e dove starai tu, ivi
pure staro._ Sono gia venute da me a domandarmi la Bibbia. "Proibito,
signorina!" "Abelardo e Eloisa". "Piu proibito ancora". Mai piu prestar
libri! Ne ho avute abbastanza di noie quella volta che diedi da leggere
"Madame Bovary". Ah, ah, ah!
Io naturalmente ero balzato in piedi con rigidita militare. Confesso che
rimasi sconcertato, perche anche il vestito di lei era sconcertante. Non
rispondeva alle ultime esigenze della moda, eppure non era provinciale
come quello delle signorine. Ella era alta, piu alta delle signorine:
eppure era al livello delle signorine!
Si, era un arciero del Cinquecento; ma ben inteso che si capiva, ahime!
che era un'arciera.
Che eta! Mio Dio, che eta? forse venticinque, forse trenta. Ma e certo
che anche visto da vicino, il di lei volto non temeva l'analisi del mio
acuto sguardo.
Quando ella fini con quell'ah, ah, ah! mi venne in mente lo squillo
metallico del mio Bechstein, e dissi a me stesso: "Ginetto, sta in
gamba!"
Disse Maioli:
-- Donna Ghiselda, si accomodi, la prego.
-- Un momentino solo, perche aspetto mama.
-- Permetta intanto che le presenti il mio buon amico cav. Ginetto
Sconer, arrivato adesso adesso con la sua automobile da Milano.
Io allora ho fatto un inchino protocollare, e ci siamo seduti.
-- Guardavo bene -- disse la contessina -- di chi poteva essere quella
_limousine_: ah, e sua?
-- Con l'onore di servire.
Ho subito un rapido interrogatorio da parte della contessina, su la mia
automobile.
-- Nuovo modello, si, contessina. 16-24 HP, messa in moto automatica,
luce elettrica.
-- E la prima volta che viene a P***?
-- Ci sono stato altre volte, ma non mai in cosi fortunata occasione.
-- Allora lei conoscera le antichita artistiche di P***.
-- Mi dispiace -- ho risposto -- ma la di lei presenza mi esonera dal
conoscere le antichita artistiche di questo paese.
La contessina torna ancora a fare, ah, ah, ah! Poi dice:
-- Molto galante il signore.
-- Contessina -- rispondo gravemente -- io sto sul terreno della realta.
-- Lei viene da Milano?
-- Direttamente.
-- Ha molte relazioni con artisti a Milano?
-- Lionello....
-- Ah, lei conosce Lionello? Delizioso, delizioso, delizioso!
(Fortunato Lionello! Dovunque io vada, tutte le signore lo chiamano
"delizioso").
-- Con qualche riserva -- dico io.
-- Sarebbe a dire?
-- Non oso, signorina.
-- Osi liberamente.
-- E un po'.... un po'.... Come dire? In certe situazioni dei suoi
drammi e un po' audace....
La contessina ripete, ah, ah, ah, in modo sconcertante per me.
-- Ma in arte, caro signore -- mi dice -- non usa piu menare il can per
l'aia per trecento pagine. Fa dispiacere a lei? E moralista forse lei?
-- Me ne guardo bene.
Mi scruta un po', e poi mi domanda:
-- Lei e artista?
-- Si, signora! Artista della bellezza.
Allora parlo Maioli e disse che io sono gerente della Casa X*** e
compagni. -- Un uomo mercantile, pur troppo! Ma che farci? Oggi il mondo
cammina cosi.
La contessina ripete i suoi ah, ah, ah!, in modo quasi offensivo al mio
confronto.
Io sono molto _gentleman_ con le donne belle, salvo a rifarmi con le
donne brutte; e percio non rilevo la sconvenienza di quegli _ah, ah,
ah_; ma al signor Maioli dico: Gli _uomini mercantili_, prego notare,
sono essenzialmente energetici e valgono per lo meno come i pittori e i
poeti, in quanto costituiscono la piattaforma, solida e nel tempo stesso
girevole, su cui passa tutto il treno della civilta. _Sleeping car_,
prima classe, terza classe, e anche carro bestiame. Capisce lei?
Io ho parlato con energia.
La contessina si fa seria e dice:
-- Ma e molto intelligente il suo amico, caro Maioli.
-- Certo. Ogni uomo che arriva al milione e intelligente, pur troppo! --
sospiro ancora Maioli.
-- Oh, Maioli, -- dissi io -- il milione! Si diceva una volta. Ma oggi
che cosa e il milione? Appena quanto basta ad un modesto ritmo della
vita. Ma cos'e il milione, cos'e il miliardo rispetto alla divina
bellezza? l'epifania della bellezza, come dice Lionello? Nulla!
Un'entita evaporante.
-- Ma e molto simpatico questo suo amico, caro Maioli -- dice la
contessina.
-- Un uomo felice -- dice Maioli.
-- La felicita e un dovere -- dice la contessina.
-- Questo mi piace, -- dico io. -- Benche da mezz'ora a questa parte, io
non so piu se sono felice o infelice.
-- Sarebbe a dire? -- domando la contessina sconvolgendo in modo tragico
tutto il suo volto.
-- Non oso.
-- Ma lei non osa mai!
-- Ebbene, contessina, la di lei conoscenza....
Il volto tragico si scompone in un volto comico e torna ancora a fare
ah, ah, ah! Questa donna e sconcertante.
*
-- Oh, ecco mama -- esclamo di scatto la contessina.
Una carrozza si era fermata alla porta della pasticceria.
Donna Ghiselda si levo, e corse alla porta.
Si alzo anche Maioli per andare alla porta ad ossequiare la vecchia
dama. Io rimasi li, solo, e aprii il libro da messa, che la contessina
aveva posato sul tavolo, quando mi sentii dire:
-- Ah, ma lei scopre i miei segreti. Lei e molto curioso.
Era la contessina, balzata ancora verso di me, per riprendere il suo
libro da messa.
-- _Pardon_, -- dissi.
-- Vuol vedere? Perche lei e curioso, vero?
Apri ella stessa il libro, e io lessi: Paul Verlaine: _Confessions_.
-- Conosce?
-- Mi dispiace....
-- Poesie religiose, o quasi.
*
Ho accompagnato anch'io la contessina alla porta. Un _coupe_ nero era li
fermo: dentro al _coupe_, una figura argentea imponente: la contessa
madre. Ma la nuova presentazione non pote essere fatta che in modo
sommario perche quella signora e sorda. La contessina sali, lo sportello
fu chiuso: noi ci inchinammo.
-- Ah, Maioli -- disse d'un tratto la contessina sporgendo la testa
mentre la carrozza girava, -- lei potrebbe combinare col signore una
gita per visitare i monumenti artistici.
-- Quale onore! -- esclamai.
Un vecchio cavallo nero, coperto di vecchi finimenti, stemmati
d'argento, levo un piccolo trotto, e il _coupe_ si avvio.
-- Povero Grifone! -- esclamo Maioli.
-- Chi e Grifone?
-- Il cavallo della contessa madre.
-- Quel cavallo -- dissi io -- deve avere conosciuto i tempi eroici
della famiglia.
-- E che tempi, amico! -- sospiro Maioli. -- Voi non avete che
intravveduto la contessa madre! E stata una delle donne piu affascinanti
e, diciamo, piu radio-attive che io abbia conosciuto. Ma _ancien
regime!_ Ah, mio buon amico, chi non ha conosciuto l'_ancien regime_,
non sa, come diceva il principe di Talleyrand, cosa e la gioia di
vivere. Che donna, la contessa madre! Io la avevo definita: "un mazzo di
rose in un confessionale". Bello, eh? Il suo salotto desta malinconia di
ricordi negli uomini della mia eta. Eravamo in pieno romanticismo
allora, e tutti i giovani erano cavalieri.
-- E la contessa era al servizio della cavalleria.
-- Come siete sempre plebeo, caro Sconer, nelle vostre espressioni! Voi,
d'altronde, non potete ignorare che una donna di grande bellezza non puo
sottrarsi a certi doveri inerenti alla sua stessa bellezza.
-- E la figlia, non c'e pericolo, caro conte, che cammini su le orme
materne?
-- Lodo la vostra previdenza; ma escludo, e per una ragione semplice:
perche Ghiselda e essenzialmente un'intellettuale.