"E anche il matrimonio di Ginetto Sconer non si fara a quel che pare."
Torno a casa e trovo nel salotto Maioli. Costui e un uomo straordinario.
Lo conosco da quando io facevo la piazza di P***. Lui dice che era
ufficiale di cavalleria al tempo della battaglia di Custoza, ma e
rimasto sempre uguale; magrolino, a passettini svelti svelti, zazzera
bianca, cravattina bianca, fiorellino all'occhiello. Il suo volto e
fresco e roseo come quello di un bambino. Dopo che ha parlato, fa sempre
un risolino di felicita. Non lo fa certo per mostrare i denti perche e
una dentiera: deve essere una misura igienica, ridere. Quando una cosa
gli piace, compone le labbra a ventosa, e succhia. Quando, invece, una
cosa non gli piace, fa il contrario, buffa; e quando poi si commuove,
piange: e anche queste devono essere misure igieniche.
"Lei, mi insegna -- gli ho detto piu volte -- come ha fatto a
conservarsi cosi bene dal tempo della battaglia di Custoza, ed io la
metto nelle mie _reclames_ come esempio vivente dell'efficacia della mia
_vitalina_, piu le regalo dieci mila lire."
Anche pei vestiti deve avere un segreto: ogni tanto lo vedo ricomparire
con certi abitini che ho conosciuti tanti anni fa. "Lei e sempre
elegante" gli ho detto. -- "E la figura elegante -- mi ha risposto -- e
poi e la contessa mia moglie".
Quando nomina la _contessa sua moglie_, si commuove sempre.
Dove vive? Vive in provincia nella citta di P*** con la contessa sua
moglie; "che e un tesoro per la casa"; i suoi canarini, che sono cosi
intelligenti; i suoi fiori, che sono cosi belli; e le sue anticaglie,
fra cui deve essere la contessa sua moglie. Giacche Maioli si intende di
vecchi quadri, di vecchie stoffe, di vecchi cocci; e siccome a P*** c'e
tutto uno _stock_ di famiglie nobili in liquidazione, cosi qualche
affare lo rimedia.
Quando non e a P***, e ospite "nel castello del suo buon amico il conte
A***; o nella villa dell'altro suo buon amico, il marchese B***". Deve
essere un ospite piacevole, perche sa fare in fine dei pranzi le
strofette all'antica, come _la vispa Teresa_; possiede una dozzina di
vecchi _bons mots_; ricorda la cronaca galante del tempo che fu.
E venuto da me per sentire se gli cedo un certo automobile, che mi dara
in cambio un quadro del Pinturicchio. "Cosi nobilitate -- dice lui --
questo vostro appartamento". Ringrazio, ma non accetto.
-- E che voi ignorate il Pinturicchio.
-- Sara benissimo, ma non vendo.
-- Gia, quando uno ha un appartamento cosi, non puo apprezzare il
Pinturicchio.
-- Perche? Cosa c'e nel mio appartamento? c'e forse cattivo odore?
Vedo che raggrinza il naso come sentisse cattivo odore.
-- Ma, mio buon amico, levate intanto dalla porta quel tappeto con su
scritto: "prego pulire le scarpe". Si, e bello: scale di marmo,
_parquets_, termosifone, ma ci manca quel non so che, quel non so
che.... Scommetto che ve lo ha messo in ordine un mobiliere questo
appartamento.
-- Macche "manca quel non so che!" C'e tutto.
-- Si, ma troppa roba fresca, troppo oro, troppo stucco. L'occhio non
riposa. I sopramobili, scusate, mio buon amico, sono da fiera di
beneficenza. L'avete scelto voi questo appartamento?
-- E mio!
-- Caspita! L'avete fabbricata voi questa palazzina?
-- E stata una favorevole combinazione. Era prima dei conti Tornamali, e
adesso e mia proprieta.
Sbuffa.
-- Cosa c'e da sbuffare, caro conte?
(Io lo chiamo cosi in omaggio alla contessa sua moglie: cio a lui fa
piacere e a me non fa danno).
-- E che le vecchie case se ne vanno....
-- E vengon su le nuove -- dico io.
-- E anche il giardino e vostro?
-- Si intende.
-- Gia, cosi e. Voi potreste esser capace di mettere qui un cameriere in
istile, invitare ad un _garden-party_, parlare anche di arte, fare anche
della beneficenza....
-- Non ci trovo niente di straordinario.
Guarda attorno, guarda me, e poi dice:
-- Sta il fatto che voi, mio buon amico, potreste formare la felicita di
molte signorine per bene.
(E quello che dicono tutti. Cio mi piace, e lo prego di rimanere a
colazione).
-- Ma perche, mio buon amico -- mi domanda -- non prendete moglie?
-- E quello appunto che sto cercando, ma non trovo. -- E gli racconto in
succinto le mie peripezie.
-- Ma naturale, -- esclama lui -- naturale, mio buon amico! Voi cercate
la moglie nella vostra classe di gente quattrinaia. Non la potete
trovare: troverete roba da capriccio: _satin_, cotone mercerizzato: non
una vera moglie.
-- Lei ha _crepe de Chine_ da offrirmi?
-- Macche _crepe de Chine_! Broccato a gigli d'oro! di quelle stoffe
antiche _ancien regime_, che dopo due secoli sono ancora fresche, belle,
che sembrano fatte ieri....
-- Scusi, caro conte, lei mi vuol dare una moglie _ancien regime_ di
parecchi secoli?
Scuote la zazzera compassionevolmente e dice:
-- Voi, perdonate, mio buon amico, ma non capite. Voi non potete capire
che cos'e l'_ancien regime_. Io avrei da offrirvi -- _offrirvi_, badate
bene, perche non vi garantisco se lei accettera -- la vera eroina, la
donna misteriosa e superba che nobiliterebbe questo vostro appartamento,
e anche, permettete, la vostra persona.
-- _Ancien regime_ di che eta? -- domando io.
-- Non diciamo sciocchezze: la piu bella donna del mondo.
-- Mi dispiace, -- rispondo -- ma il posto della piu bella donna del
mondo e gia occupato: _fraeulein_ Violetta. Esiste un plebiscito.
E do alcune spiegazioni intorno all'incomparabile _fraeulein_ Violetta.
-- Puah! -- esclama Maioli, e fa con la manina certi gesti, come
mandasse via uno sciame di mosche. -- Sono le vostre degne beccamorte:
prima vi spoglieranno e poi balleranno il _can-can_ rivoluzionario su la
vostra pietra _tombale_.
Se lo sentisse Lionello e gli altri poeti a parlare cosi di _fraeulein_
Violetta! -- Ma, dicevo: questa signorina, che lei mi propone, e Vestale
anche lei come _fraeulein_ Violetta?
-- Basta, basta! Quando si scherza su certe cose sacre, io non parlo
piu. Da farne?
-- Come s'e fatto cattivo! Ma parliamone, anzi. Sara, m'imagino, ma non
importa, senza un quattrino come tutti i nobili del vostro paese.
-- Volete far l'affare anche col matrimonio? Danaro e danaro, voi
volete. Brillanti e brillanti! Solo un soffitto del palazzo di donna
Ghiselda vale come tutta questa vostra chincaglieria. Bramante
autentico. E non vi dico altro.
Per far pace con Maioli, do ordine di portare una bottiglia di
_champagne_. -- Dunque dicevamo: stato decente di conservazione
matrimoniale. E sarebbe capace di fare un erede?
-- Due, se ne volete.
-- E adesso diciamo un'altra cosa: e grassa o e magra? alta o bassa?
bruna o bionda?
-- Sono cose -- dice Maioli -- che bisogna vedere; non si possono
descrivere. Vi diro una cosa sola: come questo _champagne_. Che cosa e
questo vostro eccellente _champagne_? Raggio di sole imprigionato. Ma il
turacciolo balza, ed ecco il sole. Povera, cara fanciulla!
Maioli teneva davanti agli occhi la coppa dello _champagne_; e due
lagrime gli cadevano giu per le belle guancine.
-- Si calmi, conte. Mi dica almeno se e sana.
-- Sana? Come un arciero giovanetto del Cinquecento.
-- E non e pericolosa?
Maioli fa gli occhietti feroci: -- Vi compatisco perche voi non avete
mai veduto donna Ghiselda.
-- Il nome mi piace. Sara per lo meno duchessa -- dico, perche Maioli
non avvicina che gente titolata.
-- Contessa -- dice con solennita.
Domando dove si puo vedere questo _champagne_, quest'arciero del
Cinquecento, questa contessa.
-- Non pretenderete mica che ve la porti qui! Se voi una domenica, verso
mezzogiorno, capitate a P***, alla pasticceria della Maddalena, sul
corso, ve la posso presentare. Io verso quell'ora prendo il mio
_vermut_, e donna Ghiselda vi capita dopo l'ultima messa a fare qualche
acquisto di dolci.
-- Va a messa questa contessina?
-- Ma certamente! Tutti noi, nobili, andiamo a messa; se non altro per
protestare dignitosamente contro la canaglia che non ha piu religione. E
poi, scusate: senza una religione che matrimonio pretendete di fare?