— Spendi tu stessa quel che ti bisogna — diceva, consegnandole tutto
quanto gli entrava.
Giusto, la marchesa era partita per le sue terre, e aveva lasciato il
palchetto del _Comunale_ al segretario, al cocchiere ed a Fanny, una
sera per uno.
— Chi è quella signora? — sentì dire Salvatore, gongolante, a un
giovanotto nell'atrio del teatro, mentre passava sua moglie tutta
ravvolta nel mantello bianco, con la piccola coda dell'abito che
spazzava il corridoio.
Lei pareva veramente una signora, come tutte le altre, quando appuntava
l'occhialetto qua e là per la sala, col gomito nudo sul velluto e i
guanti a mezzo braccio, o quando agitava lentamente il ventaglio, o
si riversava indietro, a ridere e a chiacchierare col segretario o con
l'amico Agostino.
— Vogliono metter la casa all'asta — venne a dir questi una sera,
mentre il teatro risuonava di canti e di applausi.
Ma Salvatore guardava sua moglie, estatico, e non l'intese.