Ma lord Giovanni Cavendish con grandissima veemenza arringando disse,

che si maravigliava bene, che si volesse ostinatamente continuare in

quelle risoluzioni, che già sì perniziosi frutti partorito avevano; una

metà dell'Impero perduta; l'altra malcontenta e parteggiante; un Regno

altre volte felicissimo, ora infelicissimo; una nazione già

virtuosissima, ora corrottissima; ogni pubblica virtù guasta e

contaminata; e con ogni vizio entrate le perdite e le sconfitte. Si

taccian gli Americani delle mire d'independenza. Certo per l'Inghilterra

non istette, che un tale partito non pigliassero, giacchè i ministri

ogni opera hanno fatto per a ciò sforzargli; si taccian di

dissimulazione i coloni; ma hanno essi costantemente asseverato, che i

termini della concordia eran quelli di ritornare allo stato dell'anno

1763. Forti eserciti e poderose armate si voglion contro gli Americani

mandare. Ma son essi in casa loro, circondati dagli amici, abbondanti di

ogni cosa; gl'Inglesi lontanissimi, scarsi di vettovaglie; han per

nemici gli uomini, i venti, il cielo. E quali ricchezze, quali tesori,

necessarj non saranno per procurare fin là ai soldati le provvisioni? Le

selve impenetrabili, le montagne inaccessibili serviran nei casi

sinistri d'asilo, ove si ricoverino, di nido donde sbocchino di nuovo,

agli Americani. Ma agl'Inglesi converrà vincere o morire, od incontrar

la vergogna, peggiore assai della morte, del fuggir alle navi. Gli

Americani useranno le opportunità de' luoghi da essi soli conosciute per

tribolar le genti britanniche, per mozzar le vie, per sorprendere le

munizioni, per opprimer con fazioni improvvise gli stracorridori, per

istancare, per consumare, per temporeggiare, per protrarre l'esito

finale della guerra. Non si metteranno al rischio delle battaglie,

esclamava l'oratore, ma ci piglieranno alla stracca, noi, che lontani

siamo a tremila miglia. Sarà loro facil cosa il riempir le compagnie, a

noi impossibile. Sapranno usar le occasioni delle temporali superiorità

per riportarne qualche rilevata vittoria, sicchè i tardi soccorsi per

mezzo dell'Atlantico non arriveranno in tempo. Eglino impareranno alla

scuola nostra l'uso dell'armi e l'arti della guerra; e tal riscontro

daranno di lor medesimi ai maestri loro, che a questi ne increscerà

grandemente. Ma, suppongasi la vittoria; sarà ella certamente molto

sanguinosa, ed il frutto ne saranno Terre distrutte, campi abbruciati,

sudditi da odio irreconciliabile inveleniti, la prosperità del commercio

guastata, e sospetti continui di futuri motivi di guerra. Sono molto

antiche le querele intorno i pericoli alla libertà dei grossi eserciti

stanziali; ma la lunga e difficil guerra americana gli accrescerà

viemmaggiormente, e per ristoro del male ci comperano i ministri quei

malandati Tedeschi, buona gente al postutto, ma per isgabelli di

dispotismo maestri di coloro che sanno. Ma se per lo contrario sarem

perdenti, i tesori perduti rifar non si potranno, il commercio non potrà

risorgere, la nazionale gloria, prima sorgente della virtù e della

generosità degli animi, ne sarà oscurata, il nome britannico macchiato,

il valore spento; e non potrem nelle disgrazie nostre avere il conforto

di avere operato con maturità di consiglio, nè quello di non essere

stati avvertiti. La querela americana diventerà tosto querela europea, e

se questa patria non ne sarà sobbissata, sarà piuttosto da ascriversi

alla fortuna sua, che alla prudenza de' suoi reggitori. Tale è la

grandezza, tale l'importanza del soggetto, che dee far maraviglia, che

nella considerazione di questo sorgano passioni ed animosità, quandochè

converrebbe invece, che tutti si recassero nella quieta mente la

difficoltà della condizion nostra, e ponderatamente esaminassero, quali

avessero ad essere i più pronti, i più efficaci, i più conducevoli

rimedj. Si preghi adunque, concludeva, si supplichi Sua Maestà, perchè

si sospendano le ire, e non si corra sì tosto a versare colle mani

inglesi il sangue inglese. E che intanto con diligenza e con pacatezza

d'animi si avvisino le cause della presente discordia, e gli opportuni

mezzi si ritrovino per ricongiungere le lacerate parti del britannico

Impero; per ristorar in maestà del governo, l'obbedienza alle leggi,

l'autorità del Parlamento, il contento e la felicità di tutto questo

inclito e nobilissimo popolo.

Gli ascoltanti si trovavano in tempera, e la veemente orazione del lord

Cavendish aveva una mirabile impressione fatta sulle menti di tutti. Ma

replicarono con non minor calore i ministeriali, che non si poteva

restar capace, come questi acconci oratori, i quali tanta pompa facevano

d'amor della patria, tante lunghiere spendevano per provare, che quei

che si trovavano in ribellione contro l'autorità della Gran-Brettagna,

avessero la ragione; e come sembrassero voler recarsi a diletto il

perturbar nell'opere sue il governo a tempi di sì grave frangente. Nè

meglio si poteva comprendere, come si fossero risoluti a voler

dimostrare, che di necessità gli Americani ne sarebbero andati colla

vittoria; che nei decreti del congresso, che nei bandi di Washington si

mettano innanzi tali dottrine, ciò si potrebbe comportare; ma che da

uomini inglesi, da padri stessi della patria siano con tanta certezza

affermate, e tanto studiosamente propagate, non potersi a patto nessuno,

nè osservar senza maraviglia, nè tollerar senza sdegno. Affermasi, gli

Americani non mirar all'independenza. La qual cosa si concederà

facilmente, se si voglia contendere, che non vogliono avere, ma che di

già hanno ed usano la independenza, giacchè di già sonsi recato in mano

tutta l'autorità del governo col batter moneta, col gittar biglietti di

credito, coll'impor tasse, col far leve, col dichiarar le guerre,

coll'esercitarle, col concedere lettere di marca e di rappresaglia. Ma

le dolci e corrive persone, che qui stanno all'intorno, rispondono, che

i coloni protestano la leanza, e contraddicono alla independenza. Cosa

nuova invero, che si debba più fede prestare alle parole, che ai fatti;

e mentrechè questi uomini agevoli al credere loicano fra queste mura,

gli Americani immaginano, e ad effetto mandano nuove costituzioni di

governo, certamente per conservar gli ordini antichi, ed alla

Gran-Brettagna riunirsi. Ma quali sono le condizioni d'accordo, che sin

qui offerto hanno gli Americani? Di consentire a riconoscere il medesimo

sovrano. Certo il riconosceranno eglino, purchè possano far ogni voler

loro, e prestar niuna obbedienza alle ingiunzioni sue. E si vorrebbe,

che calasse l'Inghilterra a simili condizioni, le quali se non sono

oltraggiose, sono certamente ridicole? Il Parlamento ha aperto un adito

di concordia, col quale s'ei non rinunziava del tutto al diritto della

tassazione, fuori di dubbio poco ne conservava, e gli Americani medesimi

potevano di per sè stessi tassarsi. Ma si ha da far con uomini, che non

possono essere piegati nè da benefizio, nè da misericordia. Con quali

parole, con qual istile l'abbian essi ricevuto, il Mondo tutto, ed i

segreti nemici nostri stessi, che ne restaron maravigliati, il sanno. Se

l'Inghilterra s'ha da piegar ad un tanto bassamento, se si ha da

abbandonar l'onore cotanto alle monarchie necessario; se in luogo di

pigliar le armi contro un nemico che ci disfida, che disprezza il

governo e gli uomini della Gran-Brettagna, si ha ad inclinar la volontà

alle sue dimande ognor crescenti, si pigli pure il partito posto in

mezzo dagli avversarj. Che il costringere all'obbedienza i coloni sia

impresa difficile, nissuno lo nega. Ma dove non è difficoltà, non è

gloria. Poco conoscono la perizia degl'Inglesi capitani, ed il valor di

questi soldati coloro, che ci vogliono far disperare. I potentissimi

Borboni, gridavano i ministeriali, tutti congiurati contro di noi

nell'ultima guerra non han potuto farci stare; ed il Re di Prussia trovò

negli aiuti nostri la forza di resistere alla lega del Nort.

L'Inghilterra signoreggia i mari; ella conquistato ha quelle stesse

terre, sulle quali insistono questi medesimi ingrati sudditi; e non

potrà ella suggettargli? Che possano alcuni potentati europei venir a

parte della contesa si crede facilmente, se si considera la prosperità

nostra, la invidia forestiera, e l'arti di cotesti Americani intenti a

commoverci contro tutto il mondo. Ma dobbiam noi pigliar i partiti sui

desiderj, o sull'ingiustizia altrui? Facciam quel che dobbiamo, perchè

non c'intervenga quel che temiamo. Le gagliarde armi ci faran

rispettare, i timidi consiglj disprezzare. Le guerre seguono i deboli,

fuggono i forti. Che cosa poi sian iti immaginando questi uomini

fisicosi intorno quegli innocenti Tedeschi, non è facile il dire.

L'esempio dei mercenarj non è nuovo, e stato è sempre senza pericolo. I

soldati forestieri quelli non sono, che possano la servitù stabilire

delle terre inglesi; ma sì gli animi disposti alla servitù alla quale

più spesso conducono le vociferazioni e l'esagerazioni dei demagoghi,

che non le trame dei maestrati. In rispetto poi a quelle lunghe

lamentanze in sui vizj d'oggidì diciamo bene, seguitavano i ministri a

discorrere, che miglior opinione abbiamo noi di un popolo, presso il

quale si abborrisce il deridere il buon costume, che è famoso al mondo

per la civiltà sua, e stato è di tanti egregi fatti autore sì in pace,

che in guerra. Son queste piuttosto fole da infermi, o impronte

esasperazioni d'animi ambiziosi, i quali vanno immaginando, che non vi

possa esser virtù, finchè non hanno essi il dominio. Il destino della

Gran-Brettagna si trova ora in bilico. Dopochè ha per mare e per terra

grandemente fiorito il suo imperio, e la sua fortuna meglio che ogni

altro regno della cristianità, si tratta di presente, se questa

prosperità si debba più oltre continuare; se queste ricche e potenti

colonie, l'opera delle nostre mani, il frutto della nostra industria,

l'oggetto di tante nostre cure, il prezzo di tanti tesori e di tanto

sangue, debbano ora con un esempio d'inudita ingratitudine, per le mani

stesse dei popoli loro, e per le astute macchinazioni dei falsi amici, e

dei segreti nemici nostri, separate esser per sempre dall'antica patria,

dall'amorevole e comune madre. Il non risentirsi a sì fatto danno

piuttosto esiziale che grave, il non porci tutte le facoltà nostre e la

vita per frastornarlo, sarebbe viltà troppo inudita nella memoria delle

cose inglesi, e troppo del nome britannico indegna. Così parlarono i

ministeriali. Raccolto il partito, fu vinto il no sulla proposta del

lord Cavendish. Si proposero quindi da parecchj fra i primi oppositori

diverse provvisioni d'accordo a favore dei coloni. I dispareri

camminarono al colmo. Ma i ministri, che si appresentavano coi pensieri

fatti e coll'armi apparecchiate, fecero cadere ogni trattazione in

questo proposito.

Avendo i ministri tutti gli apparati fatti, che per la guerra facevan di

mestieri, vollero anche tagliare al nemico i nervi principali della

medesima, che sono gli uomini, le armi e la pecunia. Una parte degli

uomini impiegavano gli Americani sopra le navi per la bisogna del

corseggiare; le armi e le munizioni traevano o di soppiatto, od anche

apertamente dai paesi esterni, e la pecunia era il frutto del commercio

loro. Adunque i ministri proposero una provvisione così fatta, che ogni

specie di traffico colle tredici colonie unite fosse proibito; che ogni

proprietà americana o galleggiante in sui mari, o stanziante nei porti

fosse dichiarata legale preda in favore degli uffiziali, e compagnie

delle navi del Re; che gli uomini, i quali sulle americane navi si

ritrovavano, presi che fossero, si obbligassero a servire su quelle

dell'Inghilterra indistintamente come semplici marinari; e che in ultimo

luogo fosse la Corona autorizzata ad inviar commissarj colla potestà di

conceder i perdoni a quei particolari uomini, che meglio paressero

meritargli; e di chiarire anche tutta una colonia, od una parte di essa

in istato di obbedienza verso il Re, nel qual caso potessero farle

esenti dal rigor della legge, ed all'antica condizione restituirle.

Questa provvisione era molto consentanea all'altre di già vinte, ed al

disegno che i ministri si erano nell'animo loro concetto intorno il modo

di esercitar la guerra, ed era generalmente da lodarsi. Conteneva però

certi articoli, che gli uomini prudenti non potranno non biasimare.

Imperciocchè il voler far la guerra agli Americani anche in sui mari,

non era che bene. Bene era considerata anche quella parte, che i

commissarj fossero autorizzati a conceder le perdonanze sì ai

particolari uomini, che alle province. Ma il confiscare

indifferentemente le proprietà così private, come pubbliche; il

concederne la preda ai rapitori, e lo sforzar gli uomini appartenenti

alle ciurme americane, di qualunque grado o condizione si fossero, a

divenir gregarj sulle navi inglesi, nissuno non sarà per detestare. I

dissenzienti nel Parlamento ne fecero un grandissimo scalpore, e con

molto acerbe parole la condannarono. La provvisione però si ottenne con

gran favore.

[1776]

Terminata la bisogna del Parlamento, pose fine il Re alla presente

tornata, assicurando, ch'ei non temeva di moto alcuno dei principi

europei, i quali tutti si dimostravano disposti a volere mantener la

concordia. I ministri avevano ottenuto dal Parlamento ogni intento loro,

e poco o nulla dubitavano del prospero successo delle cose. Pareva loro

impossibile, che i soldati accogliticci del congresso potessero tener le

armi in mano, allorchè vedessero le soldatesche europee; e credevano,

che la fama solamente della venuta dell'esercito inglese era bastante ad

aprir l'occasione a nobilissimi acquisti. E ponendo eziandio, che le

truppe colonarie tenessero il campo, come si poteva dubitare, che male

armate, peggio disciplinate, e poco use ai pericoli della guerra ed al

romor dell'armi, avessero potuto resistere lungamente ai veterani

d'Europa? Una prima impressione sarebbe stata fatale agli Americani, e

le arti che si erano poste in opera per dividergli, avrebbero allora

pienamente l'efficacia loro esercitata. Pochi, che fossero corsi agli

accordi, avrebbero tratto con loro tutta la moltitudine; poichè nei moti

popolari ogni cosa è soggetta al temporale. I commissarj in sui perdoni,

uomini tutti di grandissima autorità, e molto splendidi per chiarezza di

sangue, e per la gloria delle cose fatte per terra e per mare, dovevano

esser presenti, secondando le operazioni dell'esercito, e pronti a

pigliar le prime occasioni, che appresentate si fossero. Così

argomentavano i ministeriali, e tali erano le speranze loro. Una gran

parte della nazione aveva i medesimi pensieri e le medesime speranze;

chi per orgoglio, chi per confidenza nel governo, chi per amor delle

parti, e chi per effetto dell'interesse, credendo l'uomo facilmente ciò,

che utile stima a sè stesso. Ciò non ostante non mancavano di quelli, i

quali o avevano per amor della patria, o dimostravano, per la peste

delle Sette, molta inquietudine, e sinistri augurj prendevano delle

future cose. Argomentavano essi dalla pertinacia loro alla pertinacia

degli Americani; e non tralasciavano di avere ad ogni tratto in bocca i

miracoli, come dicevano, operati in varj tempi, e presso molti popoli

dall'amor della libertà. Molto magnificavano l'ardire, la costanza ed il

coraggio americano; ed i sarcasmi, i motti, le dicerìe sui satelliti,

come dicevano, della tirannide, intendendo di parlare dei soldati

inglesi, e molto più dei tedeschi, eran senza fine. Chiamavano la

perdita fatale, la vittoria pericolosa; lamentavano il sangue sparso per

una iniqua causa. Ogni dì si pubblicavan libelli in favore o contro i

coloni. Gli uni rimproveravano agli altri, che prezzolati scrivevano;

gli altri agli uni, che licenziosi essendo essi medesimi, favorivan la

licenza. Ebbe specialmente molta voga un libro dato alla luce dal dottor

Price intorno la civile libertà, e fu letto da tutti con grandissima

avidità. Ne ricevette pubbliche grazie dalla città di Londra, e ne fu

presentato con una scatola d'oro.

I due fratelli Howe, l'uno ammiraglio dell'armata, e l'altro capitano

generale dell'esercito in America, furono eletti dal Re commissarj a

fine di ristorar la pace nelle colonie, e concedere i perdoni a coloro,

che paressero meritare la reale misericordia. Il Signor Peter-Parker, ed

il conte di Cornwallis eransi, già buon tempo, imbarcati con molte genti

per alla volta dell'America. Partivano eziandio coll'altre genti inglesi

e tedesche l'Almirante Hotham, ed i generali Burgoyne e Philipps.

Mentre queste cose si facevano in Inghilterra, i provinciali, che

assediavano Boston, erano entrati in grandissima speranza non solo

d'impadronirsi della città, ma ancora di far prigione tutto il presidio,

e distruggere il navilio, che gl'Inglesi tenevano nel porto e nella cala

di Boston. Aspettavano impazientemente, che col crescere del verno

montasse di modo il freddo, che ne gelassero i vicini mari ed i fiumi,

che in quelli hanno le foci. Il gelicidio per l'ordinario soleva

mettersi verso il Natale; e tenevano per certo, che in sull'uscir

dell'anno vecchio, od in sull'entrar del nuovo sarebbe per la grossezza

del ghiaccio fatto loro abilità di valicare a piè asciutti il braccio di

mare, che la penisola divide dal continente, dove stavano accampati. In

tal caso gl'Inglesi non avrebbero potuto resistere alle forze molto

superiori dell'esercito americano. Ma essendo contro il solito corsa in

quell'anno molto temperata la stagione, furono i provinciali ingannati

delle speranze loro. L'indugio fu di molta utilità alla guernigione;

perciocchè gli Americani in su quell'aspettazione si tennero assai

quieti negli alloggiamenti loro. Questa tregua durò ben tutto l'inverno.

Ma entratosi nel mese di marzo le cose si riscaldavano di nuovo; e gli

Americani ardevano di desiderio di por fine con una onorata fazione al

lungo e fastidioso assedio. Del che avevano e l'incentivo e la

necessità. Era giunta in America la nimichevole dicerìa fatta dal Re al

Parlamento, e copie di questa andavano attorno nel campo bostoniano.

Inoltre si sparsero le novelle, che la prima petizion del congresso era

stata disgradata. Tutto l'esercito se ne commoveva a grandissima rabbia,

e la dicerìa fu arsa in pubblico dagl'infuriati soldati. Cambiarono in

questo medesimo tempo il campo rosso delle bandiere, e lo fecero

addogato con tredici liste, come un simbolo del numero e dell'unione

delle tredici colonie.

Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 2 · 第 14 / 30 段